IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Defoe Daniel
Nuovi titoli pubblicati da Einaudi

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Narrativa straniera  Classica (prima del 1945) 

Defoe Daniel - Le avventure di Robinson Crusoe-Le ulteriori avventure-Serie riflessioni

Le avventure di Robinson Crusoe-Le ulteriori avventure-Serie riflessioni TitoloLe avventure di Robinson Crusoe-Le ulteriori avventure-Serie riflessioni
AutoreDefoe Daniel
Prezzo € 13,50
Prezzi in altre valute
Dati1998
EditoreEinaudi  (collana Einaudi tascabili)

Attualmente non disponibile su IBS
Inserisci il tuo indirizzo e-mail e ti avviseremo quando il libro tornerà disponibile (Informativa sulla privacy)

Una recensione|Invia recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
Carico di guai e di debiti, Daniel Defoe scrisse il "Robinson Crusoe" a sessant'anni: l'urgente bisogno di procurare una dote alle figlie, promesse spose, lo spinse, sull'onda del successo che stava ottenendo il libro del Capitano Rogers su di un naufrago, il marinaio Selkirk, sopravvissuto su un'isola deserta per quattro anni, ad avvicinare l'editore Taylor e a proporgli il titolo e un breve sommario di un libro destinato a essere tra i più famosi di tutta la letteratura. Il romanzo uscì nel 1719, ma il nome di Defoe non comparve sul frontespizio per indurre il pubblico a credere di essere di fronte ad autentiche memorie.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

recensioni di Clegg, J. L'Indice del 1999, n. 01

Con la pubblicazione in un unico volume di La vita e le straordinarie sorprendenti avventure di Robinson Crusoe, Le ulteriori avventure di Robinson Crusoe e addirittura Serie riflessioni nel corso della vita e delle sorprendenti avventure di Robinson Crusoe, insieme (nientemeno che) alla Visione del mondo angelico , il lettore italiano si trova privilegiato rispetto al povero inglese. Per sapere come va a finire per Robinson Due quest'ultimo deve mettersi alla caccia dell'edizione delle opere di Defoe del 1927, mentre per Robinson Tre non resta che rintracciare, se ha tempo e voglia, edizioni ormai centenarie.

Il presente ben annotato volume, a cura di Giuseppe Sertoli, non segna, d'altronde, l'unica occasione in cui l'Italia moderna è stata più generosa con Defoe di quanto lo sia stata la sua patria. L'accuratissimo saggio bibliografico qui offerto cita due edizioni degli anni cinquanta che comprendono le Ulteriori avventure, oltre a quella di Antonio Meo, del 1963, che forma la base di questa. Finora inedite in italiano (se non per alcuni brani apparsi su un giornale) sono invece le Serie riflessioni, una scelta delle quali è qui tradotta da Sertoli, pur con un occhio di riguardo per le scelte stilistiche di Meo "per evitare dissonanze".

Sembra facile, a dirlo così. Ma se già il tradurre richiede una difficile combinazione di audacia (nel saltare da un codice linguistico a un altro) e remissività (nel prestare la propria voce per far parlare un altro), tradurre senza tradire non solo l'autore ma anche un precedente traduttore richiede un tatto e una sicurezza assolutamente fuori del comune.

Ma, ci si potrebbe chiedere, lo sforzo vale la pena? Merita seguire quest'infaticabile viaggiatore per quasi settecento pagine, invece di fermarci alle meno di trecento alle quali eravamo abituati? Samuel Johnson, lamentandosi della noiosità della maggior parte dei libri, indicò Robinson Crusoe, con Don Chisciotte e Il pellegrinaggio del cristiano, come gli unici tre libri al mondo che i loro lettori desidererebbero più lunghi. In realtà, come ammette Sertoli nella sua introduzione, sono pochi a prestare attenzione anche alle avventure vissute da Robinson prima e dopo la fase isolana, tale è la "forza di suggestione" delle pagine dedicate a quegli anni. Anni in cui, con l'aiuto del capitale tecnologico e ideologico che riesce a salvare dal relitto della nave (arnesi, chiodi, fucili, semi d'orzo, bibbie, inchiostro...), e grazie alla propria operosità, ingegnosità e prudenza, Crusoe crea da solo un'impresa agricola perfetta, per poi, con l'arrivo di Venerdì, realizzare un piccolo regno privato. "Metafora storica (...) parabola del destino della borghesia", il racconto dell'isola ha offerto una palestra intellettuale per esercitazioni economico-sociali da Rousseau a Marx fino ai giorni nostri. Un database di letteratura economica ci offre saggi recentissimi su Robinson Crusoe, Friday and the Competitive Price Mechanism, su Decentralization and Increasing Returns: Robinson Crusoe Revisited, su Robinson in quanto Not Mainly a Resource Allocator...

L'isola rivisitata nelle Ulteriori avventure potrebbe offrire altri spunti. Dieci anni dopo averla lasciata, Robinson torna in visita pastorale ai suoi "sudditi" - un gruppo di spagnoli salvati dai cannibali, il padre di Venerdì e tre reprobi inglesi ammutinati - e ascolta da loro la storia dell'isola durante la sua assenza (un raro esempio di racconto in terza persona con l'implicito invito a fidarci di una testimonianza di seconda mano); una storia che costituisce un unico grande exemplum per mostrarci cosa fare (e non fare) non per sopravvivere allo stato di natura, ma per istituire e proteggere uno stato sociale nella sua fase nascente. Se per il naufrago era la solitudine a costituire problema, per i suoi sudditi-coloni il nemico è umano, interno (criminale) ed esterno (l'invasore), e per salvaguardarsi non basta più nascondersi nella grotta fortificata: è necessario creare istituzioni complesse. "Quelle bestie dei tre inglesi" si rivelano classici esempi di freerider, difficilmente integrabili. Rissosi e pigri, per sfamarsi derubano gli spagnoli o - viene raccontato come se fosse ugualmente deplorevole - raccolgono tartarughe e cacciano uccelli. È scontato che vivere di quanto offre la natura non sia accettabile in questa società robinsoniana - né è del resto permesso all'individuo agire per proprio conto. Per prevenire il sorgere di contrasti su questioni come la distribuzione della terra, del lavoro e delle donne, e conseguenti retrogradi comportamenti da frontiera, il "governatore" spagnolo lasciato in carica da Robinson discute, ragiona, negozia contratti scritti, e, quando è necessario, celebra processi e punisce. Anche la lunga, sanguinaria lotta contro il nemico esterno, i cannibali invasori, richiede la creazione di istituzioni rudimentali e una divisione del lavoro. Viene costituito un piccolo esercito gerarchicamente ben strutturato: il cortese e saggio spagnolo al vertice, il valoroso e pragmatico Will Atkins al comando in prima linea, gli altri bianchi equipaggiati con armi da fuoco, e gli indiani pronti a uccidere con accette, tronchi, o le sole mani nude.

Ma una delle importanti novità di quest'edizione di Robinson Crusoe risiede nel tentativo di farci vedere oltre i confini della mitica isola. I quasi trent'anni che Robinson ha in essa trascorso costituiscono - secondo Sertoli - "[solo] un inizio", un "apprendistato" che "rimodella la personalità" di qualcuno che dovrà poi "'uscire da sé', agendo e realizzandosi nel mondo degli uomini. Solo così l'eroe borghese trova la sua epica: nell'aperto dei viaggi e dei traffici, non nel chiuso di un 'giardino' in cui, più che homo oeconomicus, sarebbe homo domesticus". Così quella che - insiste il curatore - non va intesa se non come la prima parte di un unico romanzo, si chiude anticipando nuovi viaggi. Ed è in questi viaggi che Robinson, seguendo il suo istinto ad andar per mare, realizzerà finalmente la sua vera "vocazione", quella del mercante-principe di un emergente impero commerciale: "Da occidente a oriente, dalle isole caraibiche a quelle del mar della Cina, la mappa dei suoi spostamenti - dei suoi traffici - illustra il piano di navigazione - e di conquista - di un capitalismo (mercantile) che si sta facendo sistema-mondo. Lavorare e rendere produttiva non un'isola o una fattoria ma tutta quanta la terra (...) Questo 'lavoro' è il trade di Robinson: il compito che la Provvidenza (...) gli ha assegnato e a cui i primi cinquanta e rotti anni della sua 'infelice [ma redditizia] vita' lo hanno preparato".

Se nessuno prima d'ora ha notato che "anche questo, in fondo, fa parte del 'mito' di Robinson" sarà pure perché non leggevamo le Ulteriori avventure, ma anche perché Robinson stesso non solo non ne è consapevole ma - osserva Sertoli - nega il proprio destino. In nome dei valori conservatori della "quieta vita ritirata" il vecchio Robinson ripetutamente colpevolizza il Robinson giovane per il suo "impetuoso desiderio (...) di girare il mondo", rappresentandolo come un figliol prodigo e, definendo le sue avventure "pazzesche", "follie" che la "giusta mano della Provvidenza" ha trasformato in "castigo", punendo così ribellione e irrequietezza. Ma questa "dicotomia tra io narrante e io narrato" è anche "segno di una divisione interna al personaggio". Anche il Robinson giovane, al momento della sua conversione, accetta l'idea che il suo vagabondare costituisca peccato, rimuovendo quella, ad essa contraria, che i suoi desideri istintivi siano guidati dalla Provvidenza. Così non vengono mai armonizzate "le grandi forze antitetiche che governano la sua storia: quella religiosa e quella economica".

Dietro questa divisione Sertoli ne intravede un'altra: l'ambivalenza dello stesso Defoe su due spinosissime questioni. Battezzato "coscienza inquieta della ideologia puritana", Defoe - a differenza di coloro che, come descrive Weber, riuscivano tranquillamente a conciliare interesse economico e coscienza religiosa - non solo avverte il pericolo che l'arricchirsi può costituire per l'anima, ma arretra e condanna. Per quanto riguarda la mobilità sociale, il modello statico che i discorsi di Robinson propongono sarebbe inteso a difendere i valori morali piccolo-borghesi minacciati dall'ascesa, in atto in questo periodo, della grande borghesia mercantile.

Che il saggio introduttivo costituisca chiave essenziale per una lettura unificata di tutte le Avventure, così giustificando questo progetto editoriale, è evidente. Ma esso è anche qualcosa di più. Nell'articolare in un unico discorso dialettico due tipi di lettura (l'economicistico e lo spirituale), che nella tradizione critica defoeiana sono fino pochi anni fa rimasti separati e concorrenti, Sertoli offre un contributo importante all'interpretazione di questo e forse di altri romanzi. Egli ci dà anche qualcosa che pochi ormai osano tentare (tanto terrorizza l'idea dell'inafferrabilità di Defoe), ossia suggerimenti per comprenderne l'ideologia e la sua evoluzione.

È soprattutto in questo senso che interessano le Serie riflessioni, alle quali Sertoli dedica una premessa a parte. "Documento ideologico rilevante per definire le posizioni di Defoe all'altezza degli anni '20", questo collage affrettato adopera una definitiva "rimozione (...) dell'istanza economico-progressista da parte di quella religioso-conservatrice", cosicché dei due Robinson, e due Defoe, non rimane che uno solo. Non sentiamo più parlare, ormai, di avventure, di imprese e, di traffici, se non in geremiadi: sentiamo invece della solitudine, dell'onestà, della immoralità della conversazione mondana, delle forme della religione nel mondo, dell'ascoltare la voce della Provvidenza. Letto nell'ottica suggerita da Sertoli, ha risvolti comici quest'ultimo capitolo, in cui "l'umile lettore" si trova davanti, nelle vesti di esperto decifratore della guida di Dio, proprio quel Robinson Crusoe chiamato a vagabondare per mare e per terra al servizio del commercio mondiale, ma per il quale la propria vocazione restava un mistero.

I vostri commenti
Giulia Rea (01-11-2007)
MERAVIGLIOSO!!!!! Sono sicura che all' inizio molti non lo sopporteranno, ma andando avanti non si può dire che è brutto o noioso. C'è perfino sui libri di scuola e consiglio a tutti di leggerlo...
Voto: 5 / 5

I più venduti di Defoe Daniel
1.Robinson Crusoe. Ediz. inRobinson Crusoe. Ediz. integrale
(Grandi tascabili economici)
Newton Compton
€ 5,10
2.Robinson CrusoeRobinson Crusoe
(I grandi libri)
Garzanti Libri
€ 7,65
3.Storie di pirati.Storie di pirati.
(Oscar classici)
Mondadori
€ 8,50
4.Moll FlandersMoll Flanders
(I grandi libri)
Garzanti Libri
€ 6,63
5.Robinson CrusoeRobinson Crusoe
(Universale economica. I classici)
Feltrinelli
€ 6,38
 Tutti i libri di Defoe Daniel
Chi sceglie questo libro legge anche
Balzac Honoré de
Dickens Charles
Fielding Henry
Fontane Theodor
Hardy Thomas
James Henry
Lo Bue Salvatore
Meredith George
Stevenson Robert L.
Swift Jonathan
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
Vinile
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
PS Vita
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook Twitter

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Informazioni generali)
Accesso alla sezione riservata Partnership Programme IBS
Accesso alla sezione riservata TradeDoubler

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
Librerie Giunti al Punto
Mel Bookstore
Librerie Ubik


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON