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Fanno parte di questo volume i racconti di Primo amore, Ultimi riti e Fra le lenzuola, che alla fine degli anni '70 hanno rivelato in McEwan uno dei più significativi interpreti dei malesseri e delle inquietudini contemporanee. Già nella prima raccolta di racconti l'autore definiva perfettamente il suo mondo espressivo: rapporti familiari morbosi o addirittura sinistri, situazioni intollerabili, amori torbidi, bambini che finiscono per essere oggetto di crudeltà fisiche o psichiche. Da allora la lente di McEwan si è fatta sempre più precisa, sorretta com'è dalle risorse di uno stile di lucida incisività, che affonda in quella quotidianità dove si sommano incapacità di comunicare, situazioni paradossali e sdoppiamenti di personalità.
Camel (13-09-2005) Per cominciare: un ragazzino perde la verginità con la sorellina di 10 anni, peraltro più esperta di lui. E poi: due infermiere tradite dallo stesso uomo si vendicano evirandolo; un uomo violenta e uccide una bambina e poi si reca a trovare i suoi genitori; una ex-attrice obbliga il nipotino a travestirsi da femmina e a succhiargli il seno...
Non c'è alcun dubbio che Ian McEwan scriva bene; ma una fila di racconti più o meno tutti di questo tenore risulta alla fine un po' fastidiosa e ripetitiva, anche perché - perlomeno in alcuni casi - sotto l'ossessione non c'è nulla... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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