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Grasso Silvana - Il bastardo di Mautàna | Il romanzo ruota attorno a tre date cardine, il 1906, il 1921 e il 1948, ma è solo sfiorato dall'incidenza dei grandi eventi storici. Vi si raccontano le vicende della casata dei Verderame, ricchi proprietari di terre e di esistenze. Il capostipite, Don Giachino, è un padrone sanguigno che governa come un antico tiranno, schiavo di una carnalità senza freni. Dei suoi due figli il legittimo, Tano, gli si oppone con furore e malinconia, ma è già gravato da cupi presentimenti; il bastardo del titolo, Lupo, cerebrale e tormentato, è alla perenne ricerca di un padre che non lo ha voluto riconoscere. Accanto a loro, un corteggio di donne inquietanti, come la Stinca, amante insaziabile o la "Canaria dottora", maga e fattucchiera.
Media Voto: 3 / 5tiziana farfallina222@virgilio.it (31-01-2007) Salve..
ho letto questo libro l'anno scorso e devo dire che mi ha colpito tanto.
Il modo di scrivere della Grasso è ricco,utilizza un linguaggio legato alla sicilia, un linguaccio forte, parole cariche di significato che mi hanno permesso una completa "immersione" all'interno della vicenda. La figura di Lupo, il figlio non riconosciuto da don Gioacchino, mi ha appassionato tanto.
A breve leggerò "7 uomini 7".
baci Voto: 3 / 5 |  |  |  |
salvatore sagra40@hotmail.com (12-09-2002) Ancora una storia sull'ascesa e la decadenza di una famiglia (anzi soltanto sulla decadenza). Come dire un po' Buddenbrook un po' Malavoglia, con una delle figure centrali che somiglia tanto alla Lupa. Uno stile molto accantivante, difficile però trovare degli spunti nuovi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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