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Rossanda Rossana - La ragazza del secolo scorso |
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Titolo | La ragazza del secolo scorso |
| Autore | Rossanda Rossana | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2005, 385 p., rilegato |
| Editore | Einaudi
(collana Supercoralli) |
| | Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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"Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita così malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: "In questo o in quello non c'entro". Comincio dall'interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi."
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806143756
La ragazza del secolo scorso
"Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita così malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: "In questo o in quello non c'entro". Comincio dall'interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi."
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Recensioni 1 - 20 di 51 recensioni presenti. Media Voto: 3.86 / 5paola (01-09-2012) L'ho regalato qualche anno fa ad una zia novantenne che lo ha già riletto almeno un paio di volte. Parla di una Torino dove visse proprio negli anni che Rossanda racconta, ma non le è piaciuto solo per questo. E' una grande lettrice da sempre e non di bocca buona. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Euge gigo_2010@libero.it (05-07-2011) Sono arrivato a metà e mi sono bloccato perché è troppo prolisso. È comunque un libro da leggere, perché offre una prospettiva molto interessante su circa un secolo di storia italiana. Sebbene sia pubblicato nel 2005, ci si chiede innanzitutto perché termini nel 1969. Da quel che si legge, poteva essere un'ottima professoressa di lettere e storia dell'arte, ma quanto a politica lascia un po' a desiderare. Già negli anni del Ventennio, non troviamo una persona che vive nel terrore, ma una ragazzina che vive tranquillamente la sua vita, va a scuola, all'università, senza imposizioni e si fa le letture che preferisce. Diverse pagine in cui elenca i suoi quadri preferiti, ma manca invece una riflessione sulle letture politiche preferite: si limita a citare qualche titolo. Addirittura ammette che per tanti anni conosceva a malapena il nome di Gramsci. E infatti la scelta antifascista, come è stato per tanti italiani, è più perché non voleva la guerra. Più quasi per caso, superficiale e banale: non conosceva gente tra i repubblicani e i comunisti erano semplicemente i più decisi a desiderare la pace. Ma non spiega cosa della dottrina fascista non le piace, cosa nelle istituzioni fasciste era carente. Non ha mai lavorato in vita sua, e quindi ammette di non conoscere dal vivo i problemi dei lavoratori. Era una burocrate di partito che se ne stava in sede e, quando andava a incontrare gli operai, semplicemente parlava di protesta e speranza. Di fronte ai morti dei regimi comunisti non fa una riflessione organica, non fa ammenda. Fino al 1948, sapeva a malapena che esistesse l'URSS, quando poi va a visitare Mosca, la portano a divertirsi a teatro, ma la vita la vede di nuovo da fuori. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alessandra (26-08-2009) Che bella la figura della zia Luisa così "borghesemente fedele" come tutte le mie care nonne e zie! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dario Petrolati dario.petrolati@gmail.com (06-05-2009) Ho conservato come fosse una icona questo bellissmo libro icona
spero che venga ristampato e diffuso anche in edizione economica
intervengo per la terza volta in questi cortesi spazi e desiderei che la vita e l'opera della Rossanda fossero diffusi e fatti conoscere alle nuove generazioni
è senza dubbio un libro stupendo e commovente sia per gli eventi che per lo stile umano umile con cui è stato scritto
io pur conoscendo gli eventi di cui si parla ogni volta che riapro 'sto libro mi commuovo e non posso che formulare infiniti auguri alla mitica Rossanda.
Auguri per il 25 aprile scorso ed il primo maggio
anche se con ritardo ricordo spesso questa figura pulita di donna colta.
dario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca (28-04-2008) Commovente.
per motivi personali e vissuti di coscienza.
un grande libro.
fluido, schietto, come la grande donna che lo ha scritto.
abbiamo bisogno di grandi donne in questo mondo di uomini al potere miseri, spesso maldestri che si crogiolano nella loro inettitudine.
commovente.bellissimo.brava. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alisa Mittler rododaphne2004@yahoo.it (23-10-2007) Racconto di vita più che analisi di un'epoca. Troppi i “non ricordo”, e i punti poco chiari, almeno per chi in quell'epoca non c'era. La prosa è in alcune parti sciatta e poco comprensibile, tanto che, più di una volta mi sono dovuta fermare per rileggere qualche paragrafo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
carlo carlo_boccia@fastwebnet.it (10-09-2007) Non ho ancora finito di leggere il libro, diciamo che mi mancano una 40 di pag. il mio giudizio è contrastato, da un lato c'è un’ammirazione a prescindere dalla lettura del libro, per la militante politica e per il suo pensiero, e questa ammirazione mi porta una certa sudditanza di pensiero nei confronti della scrittrice.
Il difetto grosso che trovo nel libro, è il dare per scontato che il lettore conosca tutti i personaggi citati,sapere chi è il personaggio che in quel momento si sta discutendo è importante per la corretta lettura,poi qualche altre spiegazioni su alcune situazioni lontane nel tempo doveva essere data,cito ad esempio fattore "K",chi sotto i 50 anni se ne ricora di questo fattore K?per questo la lettura del libro diventa lenta.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dario Petrolati dario.petrolati@gmail.com (30-04-2007) Domani sarà il 1° maggio! Pare che Rossana sia indisposta.Chi non avesse letto questo libro lo faccia subito ed invii un augurio ed infiniti ringraziamenti per averci ricordato la Sua vita.
Questo libro lo tengo sul mio comodino e quando guardo la foto di copertina trovo Rossana bellissima.Penso a chi l'ha amata, a chi da Lei è stato amato.Oltre la Sua esperienza di vita pensate alla donna , ai suoi desideri nascosti,soffocati per realizzare ideali politici.Buon primo maggio Rossana.
dario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marisa (23-03-2007) non sono riuscita a finirlo. Lo trovo scritto malissimo. L´organizzazione del testo e´povera.
Lo trovo molto noioso. Mi dispiace. L´anticomunismo non c´entra per nulla.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Renato Patanè (05-12-2006) Mi pare ci fosse una domanda iniziale (perchè sono comunista)a cui l'autrice si sia dimenticata di rispondere... A parte qualche passo un po' curioso...veramente molto noioso E SCRITTO MALE, senza neanche una revisione dell'organizzazione del testo. Mi dispiace, mi aspettavo molto di più...veramente molto deludente Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Erbaviola.com (02-12-2006) Rossana Rossanda mi ha colpita e profondamente a 13 anni, vedendo la sua Antigone in un teatro milanese. Fu una cosa fortuita dovuta a un colossale quanto positivo errore di una professoressa di lettere che decise di portare le alunne di una prestigiosa scuola cattolica gestita da suore a vedere Antigone... e per ignoranza non diede peso a quel "Sceneggiatura di Rossana Rossanda". Fu un caso fortunatissimo e ringrazio ancora dell'errore.
30 anni dopo, ne ho fatto un altro: questo libro. E' la caduta. Tralascia argomenti essenziali per uscite sessantottine sul mestruo. Capisco che per delicatezza verso i propri cari si possa sorvolare su precedenti amanti e mariti, ma a questo punto è inutile una biografia. Scrivere "fu allieva di Banfi" ha un senso ma "ne sposò il figlio Rodolfo" no? Ha un senso anche politico, non solo di cronologia di vita della Rossanda. Non capisco davvero. Ho trovato che in questa biografia troppo ma veramente troppo sia taciuto e quello che invece non è taciuto è giustificato. E' tutto un "non mi sono accorta", "non vedevamo", "non sapevamo". Che peccato! Mi aspettavo la grande dignità di confermare le proprie idee o semmai dire "ho sbagliato" con fermezza, che è altrettanto dignitoso. Vorrei non averlo preso e essermi tenuta la Rossanda che conoscevo per altri lavori (il libro sulle brigat e rosse o quello con Ingrao per esempio). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dario Petrolati dario.petrolati@gmail.com (03-11-2006) Ho già espresso a suo tempo la mia impressione su questo libro.Mi ero ripromesso di rileggerlo e dire la mia effettiva sensazione provata nel rileggere la vita, le esperienze di vita politica della Rossanda.
Le zie di mia moglie,Benedetti-Forastieri Barbara ,Nina,Picchia , di matrice aristocratica e di conseguente cultura , studiarono negli anni della Rossanda a Venezia.Tutte e tre tornarono a casa ( Senigallia ),anticomuniste,nobili di animo e ricche di lignaggio.
Da Pola a Venezia.Da Senigallia a Venezia.Strade parallele con altri opposti ritorni.Le Zie di Mia Moglie erano strettamente legate alla famiglia Mastai Ferretti.Una Barbara fu l'addetta al rifacimento della camera , ove trascorse l'infanzia il futuro PIO IX.Ogni riga ,parola di questo libro mi cattura, immalinconisce.Quanta dignità, esperienza di vita.Grazie per averci parlato di quel periodo.
dario petrolati ( Padova ) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
federico (06-10-2006) semplicemente un libro necessario. Il senso dell'impegno civile, la volontà di lasciare un segno nel mondo,la tensione verso un altro orizzonte: cioè la più grave perdita degli ultimi vent'anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Marchioni (02-10-2006) bel libro!! appassionato e ben scritto,ma del resto al sintassi della Rossanda la conosciamo tutti. L'analisi è lucida precisa e attenta. Una bella testimonanza di passione civile e politica che,come capita spesso, ci fa guardare il passato con nostalgia e rimpiano. Com'era ovvio è molto severo anche il giudizio storico sull'operato del PCI anche se francamente pensavo che il libro parlasse un po' di più del periodo successivo al 1969. comunque rimane un'ottima lettura.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vale (28-09-2006) Bello e appassionante. Intelligenti reflessioni sulla vita Ne vale la pena. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio (24-09-2006) Non vorrei che anche la Rossanda si sia fatta prendere dalla moda di scrivere la propria biografia come molti altri personaggi politici hanno fatto. Dal libro non apprendiamo niente di nuovo, anzi si respira aria di vecchio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabrizio giltacitu@yahoo.it (08-09-2006) Il libro è noioso. Non è scritto in italiano, ma in un gergo intellettual-politichese, con una punteggiatura e una sintassi debilitanti. I ricordi, eccettuati pochi casi, non hanno molto spessore. Le considerazioni storiche non sono originali: chi segue la politica da qualche decennio oppure ha già letto libri di storia, non sa che farsene. Il parlare delle proprie mestruazioni è uno sgradevole omaggio al femminismo, da cui Rossanda si è lasciata troppo superficialmente influenzare. Ma quando ci fu l'ondata del femminismo, Rossanda aveva già quasi 50 anni. Da una donna della sua cultura e intelligenza, mi sarei aspettato una più salda e tenace consistenza, e non che inseguisse gli aspetti caduchi delle novità. Il suo modo trasandato e complicato di scrivere deriva da un orgoglio intellettuale tanto grande quanto superficiale, che si ramifica spesso in eccesso di disinvoltura, d'ironia, di egocentrismo.
Dico questo con dispiacere.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gaetano info@altravoce.it (03-09-2006) Certamente un libro da tenere nella propria libreria se si vogliono conoscere e meglio comprendere alcune pagine della storia di questo paese. Pagine che riguardano il "complesso" e a volte "travagliato" percorso del più grande Partito Comunista europeo. Il libro della Rossanda, per me oggi cinquantenne, che ho vissuto "intensamente" la scelta di uscire dal PCI nel ’72 (ero appena iscritto alla Fgci), è anche un rileggere la propria storia politica attraverso pagine straordinarie, che sanno trasferirti emozioni. Quelle emozioni che riescono a ricrearti uno stato d'animo a volte dimenticato, ma che rivive nelle pagine non scritte di questo libro, che ognuno di noi, invece, ha scolpite addosso e che sono parte integrante della propria vita. Grazie Rossana Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia silvia.funghi@tiscali.it (01-08-2006) Ho letto il libro di Rossana Rossanda con autentica curiosità e piena di aspettative che non sono rimaste deluse. Emerge l'occhio lucido, anche se inevitabilmente coinvolto, dell'autrice, con uno stile che denota una grande cultura: non solo il linguaggio e la terminologia usati, ma le stesse strutture sintattiche non sono del tutto usuali. E poi tutte le notizie su anni in cui non c'ero, e che ho letto solo sui libri di scuola; anche se spesso mi sono persa un po' tra nomi e fatti dati per assodati... E' stata una lettura gratificante, quando chiudi un libro e ti senti soddisfatta. E non capita spesso!
Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 51
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