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Marías Javier - L' uomo sentimentale | "L'uomo sentimentale è una storia d'amore in cui l'amore non si vede né si vive, ma si annuncia e si ricorda", scrive Javier Marias in una nota posta alla fine di questo che è il suo quinto romanzo, del 1986. Nel libro un famoso cantante d'opera "il Leone di Napoli", racconta una storia accaduta qualche anno prima, durante una sua visita a Madrid per le prove dell'"Otello". La misteriosa e malinconica Natalia Manur è il personaggio femminile, vertice inquieto di un triangolo sentimentale; e poi suo marito, il banchiere Manur; e l'imperturbabile senor Dato, accompagnatore di professione; e altri personaggi, una prostituta frettolosa, una vecchia gloria della scena operistica, un vedovo, un vecchio amore...
| La recensione de L'Indice |

recensioni di Scorpioni Coggiola, V. L'Indice del 2000, n. 06
L'uomo sentimentale precede cronologicamente i testi che hanno dato notorietà internazionale allo spagnolo Javier Marías: Tutte le anime (1989), Un cuore così bianco (1992) e Domani nella battaglia pensa a me (1994), tutti pubblicati in traduzione italiana da Einaudi. In questo romanzo il personaggio-narratore è un cantante lirico alla soglia della fama, conosciuto come il "Leone di Napoli".Sul treno che lo porta a Madrid, sua città natale dove interpreterà una parte di primo piano nell'Otello di Verdi, si trova a osservare con attenzione e curiosità i suoi occasionali compagni di viaggio, due uomini e una donna. Li ritrova nell'hotel madrileno dove è alloggiato; in seguito a un banale incontro al bar con uno dei tre personaggi, viene a sapere che questi è il segretario di un facoltoso banchiere belga, con l'incarico pressoché esclusivo di accompagnare, intrattenere - e sorvegliare - l'affascinante ed enigmatica moglie del magnate, troppo impegnato dai suoi affari. Inizia da qui una progressiva frequentazione tra il cantante e l'inscindibile duo formato da Natalia (la donna annoiata e in cerca di nuove esperienze) e dal suo occhiuto, discreto e silenzioso accompagnatore. Si profila un triangolo amoroso con al centro la misteriosa e sfuggevole donna: da un lato il tenore medita di sottrarla a un marito che suppone prevaricatore e desidera annientare; dall'altro il banchiere è determinato a difendere quella che considera una proprietà regolarmente acquisita.
Assai interessante è la struttura del romanzo. Lo spunto per la memoria è costituito dal racconto di un sogno del personaggio-narratore, che parrebbe in tal modo prendere le distanze dalla realtà vissuta e solo riprodotta dal sogno stesso; l'istanza, tuttavia, è attenuata dalla ricorrente precisione nello stabilire l'esatta sequenza cronologica in cui si sono svolti i fatti. Il presente, in cui il narratore si propone di raccontare il proprio sogno, è scandito - con funzione di marca tempo - dal continuo rimandare il momento della colazione. il passato - oggetto del sogno - è esplicitamente collocato in un tempo risalente a quattro anni prima.
Questo espediente ha diversi effetti.Innanzitutto, il racconto analettico, per quanto riguarda la sostanza degli eventi, appare come filtrato attraverso uno schermo e narrato per approssimazione: lo stesso Marías pospone al testo - come è sua abitudine - un Epilogo, in cui afferma che crede (il corsivo è suo) di poter spiegare la radice di questo modo di procedere, l'amore non si vede e non si vive, bensì si annuncia e si ricorda; è il regno di ciò che potrebbe compiersi e che si risolve in una proiezione immaginaria.
L'inglobamento della "realtà" vissuta nella cornice di un sogno da raccontare, inoltre, ha come conseguenza uno scivolamento nel metaromanzo: proprio in apertura, ad esempio, il narratore dubita dell'opportunità di raccontare i propri sogni, di cui ovviamente non conosce la conclusione, ma che per altro gli paiono "inventivi e molto intensi".
La successione dei capitoli è arbitraria rispetto alla cronologia degli avvenimenti: al primo incontro in treno segue una scena che parrebbe concludere la storia non ancora iniziata; immediatamente dopo, il narratore ci mette al corrente del suo passato privato e professionale, per poi passare a discutere sulla qualità del suo sogno attuale... e così via.
Marías ha dichiarato in varie occasioni che la sua narrazione parte da un'immagine, da un'impressione, e non prestabilisce una trama, né uno scioglimento finale, il quale rappresenta una sorpresa per l'autore stesso. Il racconto è portato avanti "a tentoni", l'invenzione letteraria risponde al senso etimologico di "scoperta"; il lettore, a sua volta, si trova spesso di fronte ad avvenimenti del tutto imprevedibili in base alla porzione di testo già conosciuta.
In complesso, si ha l'impressione che gli eventi cardine della storia vengano accennati quasi per caso, mentre ampio spazio viene dato a ciò che resta incompiuto; tant'è che perfino il capitolo finale apre una serie di interrogativi ai quali non verrà data risposta.
Chi è, infine, il protagonista, l'uomo sentimentale a cui si riferisce il titolo? È il narratore, il cui racconto è aperto dalle virgolette nella prima pagina e chiuso dalle stesse nell'ultima?O è, invece, il banchiere, la cui personalità risulta inafferrabile, egualmente incline alla prevaricazione e alla schiavitù amorosa? La risposta che Marías fornisce nell'Epilogo è ancora una volta ambigua: l'uomo sentimentale è colui che si installa vitalmente nella dimensione immaginaria e unilaterale dell'amore, non chi tenta di trasformare un amore solo anticipato in un amore vissuto. Ma, a ben vedere, nessuno dei due possibili protagonisti risponde in pieno a questa definizione: non il tenore, che conquista la donna e progetta di annientare il rivale; non il banchiere, che ha comprato con il denaro la donna che ama.
Si tratta, nel complesso, di un libro interessante che sa tenere desta l'attenzione del lettore, sorprendendolo con l'imprevedibilità delle situazioni - di cui spesso non possiede la chiave interpretativa -, impegnandolo nella ricerca di una realtà sfuggente e, in ogni caso, incompiuta. E questo malgrado il fatto che la traduzione italiana - non impeccabile - manchi della fluidità e del fascino della prosa originale.
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Media Voto: 4.66 / 5star63 (12-09-2011) Lo stile di Marias non si smentisce.Bel libro, ma non a livello di "domani nella battaglia?" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cinzia (18-02-2001) E' inesprimilbile la gioia di leggere libri così! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matilde (19-03-2000) Da un viaggio in treno a una camera d'albergo. Il racconto di quattro anni di vita in una giornata che ha il tempo della veglia e il ritmo del sogno. "Ho letto una volta in un libro di un tedesco - scrive Marías - che le persone che non fanno colazione desiderano evitare il contatto del giorno e non entrare in esso (...) ho deciso di non fare colazione questa mattina nella speranza di poter raccontare entrambe le cose, quel che è accaduto e il sogno di quel che è accaduto, dato per acquisito il non poterle distinguere". 153 pagine che riconciliano con la letteratura dei tempi moderni. :-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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