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Vargas Llosa Mario - La città e i cani | Per lo scrittore peruviano, il momento della crisi avvenne quando il padre, che osteggiava violentemente la sua passione letteraria, decise di affidarlo a un istituto gestito da militari, famoso per la sua durezza: il Collegio Leoncio Prado, a Lima. Racconterà Vargas Llosa: "Per me fu come scoprire l'inferno, ma fu lì che cominciai a scrivere. Fui costretto a coltivare la mia passione in segreto: ma fu per me come uno sfogo alla rivolta che nutrivo contro il Leoncio Prado". In questo romanzo, che vuole essere una metafora della violenza contemporanea, l'autore torna alla dolorosa esperienza nel collegio.
Media Voto: 5 / 5Raffaella (15-10-2007) un capolavoro! E' la storia dei cadetti di un collegio militare, la loro appassionata storia militaresca si intreccia con la vita passta e futura. Un bel libro, a volte crudo, ma mai volgare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cesare cesaredalbosco@virgilio.it (05-12-2006)
Grande, grande, grande libro! La partenza è un po' lenta, ma poi scatta un sistema narrativo raffinato, coinvolgente, articolato in due voci, quella del protagonista e quella di un anonimo, che procede in una narrazione parallela. E' questa la voce che costringe a leggere, la genialata, l'ombra ambigua, satura di violenza e dolcezza, che dà forma al libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo Di Palo dipa75@tiscali.it (28-02-2004) Il finale, che non svelo, getta una luce completamente diversa su tutto il libro. Ma, al di là della macchina narrativa, il romanzo merita di essere letto, come tutti i libri che vengono pubblicamente dati alle fiamme, per il forte contenuto polemico che lo anima. Unico difetto: qualche passaggio è un po' pesante. Capita anche ai migliori! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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