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Saramago José - Tutti i nomi |
Il Signor José è un modesto impiegato presso la Conservatoria Generale dell'Anagrafe, il cui unico svago è quello di collezionare notizie su persone famose ritagliate dai giornali. Un giorno, tuttavia, decide di andare alla fonte delle notizie e di verificare i dati di ciascuno dei personaggi collezionati: si introduce di notte negli immensi e polverosi archivi della Conservatoria e casualmente scopre che fra le varie pratiche si è intrufolata la scheda di una donna sconosciuta. Da quel momento, la sua vita cambia...
| La recensione de L'Indice |

recensione di Martinetto, V., L'Indice 1998, n.10
A due anni dall'uscita di "Cecità" (Einaudi, 1996, ed. orig. 1995; cfr. "L'Indice", 1996, n. 9), Saramago è di nuovo in libreria con un romanzo che anche a occhi chiusi si riconoscerebbe come suo: ingredienti, intreccio, struttura narrativa, stile. Per chi ama Saramago, quindi, nessuna sorpresa, ma il piacere di ritrovarlo, quel che si dice una garanzia. Come in romanzi precedenti, anche qui l'autore sviluppa la narrazione giocando fra due poli antitetici: l'iperrealismo e il paradosso. Quando parlo di iperrealismo, in Saramago, mi riferisco a una precisione quasi maniacale del dettaglio, una sorta di tic minimalista, che lo porta a scegliere argomenti a prima vista banali e a soffermarsi, lungo la narrazione, su gesti triviali dell'esistenza - una rasatura mattutina, la preparazione di una tavola, il menù consumato, l'attenzione alla piega di un vestito, al modo di infilarsi sotto le coperte, per poi sconvolgerli, attingendo alla tradizione del fantastico, nel metterli in relazione con qualche avvenimento assurdo, quando non surreale, che è ciò che innesca l'azione.
Se nel romanzo precedente questo evento era l'improvvisa epidemia di cecità che colpisce in una giornata qualunque i cittadini di una città qualunque, in "Tutti i nomi" è un'inspiegabile ossessione che si impadronisce di un certo signor José, modesto impiegato della Conservatoria generale dell'Anagrafe di una - anche qui - non ben identificata città. L'ossessione, che condurrà ad avventure impensabili un uomo dalla condotta ineccepibile, scapolo, di mezz'età, dedito al lavoro e al rispetto delle gerarchie, insomma un Pessoa senza genialità, è quella di ricostruire la storia di una donna anch'essa qualunque, sulla cui scheda - che in Anagrafe reca soltanto nome, data e luogo di nascita e poco più - si sofferma un giorno, per caso, l'occhio dello scritturale, malgrado la consumata routine di riordinare quotidianamente centinaia di schede, senza notarle neppure.
Ecco il cuore che farà pulsare il romanzo: l'irrazionale accanimento con cui il protagonista si metterà sulle tracce della sconosciuta, assumendo le spoglie di uno stravagante investigatore che per portare a termine la propria ricerca rischia salute e dignità con insospettabili trasgressioni ai principi di una vita trascorsa nello zelo per il proprio lavoro, senza che, come nel genere poliziesco, vi sia una motivazione forte. Anzi la motivazione è talmente irrisoria e insensata da conferire a tutta la storia valenze paradigmatiche, alla cui interpretazione il lettore potrà liberamente applicarsi.
L'atmosfera angosciosa e quasi onirica che emana dalla vicenda del signor José, narrata nello stile freddamente limpido, più razionale che viscerale, di Saramago, suggerisce del resto affinità con l'universo kafkiano. Come un Joseph K. volontario, il protagonista di "Tutti i nomi", si crea gratuitamente una vicenda che è tanto più assurda quanto più il procedere dell'immotivata ricerca lo porterà a dover affrontare lo spettro dell'impotenza: la donna che cercava è morta suicida proprio in quei giorni, ed egli ne avrà notizia, semplicemente, dall'avvenuto trasferimento della sua scheda dall'archivio dei vivi a quello dei morti. Tuttavia, l'ostinazione del signor José non verrà meno, la sua ricerca continuerà "post mortem", con quel "penchant" tutto portoghese per i cimiteri. E lo scioglimento del romanzo riserverà una sorpresa, come solo i romanzi ben architettati possono fare.
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6 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5Rossano Segalerba (29-06-2009) Josè Saramago è - a mio parere - l'unico autore europeo di oggi autenticamente originale nella forma romanzo.
I suoi libri di fine anni 90 non vogliono avere nessuna morale, dare nessun messaggio...
Semplicemente, si limitano a raccontare una vicenda, scoprendo mille dettagli, partendo da un lembo di questi per ritrovarsi (i suoi personaggi si ritrovano) in universi assurdi, spesso creati da loro stessi medesimi (come il Josè di "Tutti i nomi", appunto).
I particolari narrati di questo romanzo indugiano spesso nel creare atmosfere e ambientazioni al limite di un certo "horror piranesiano", fatto di ambienti oscuri, ampi spazi in cui ci si imbatte in gallerie, corridoi, scale...
Per gli amanti delle vicende contorte e bizzarramente metafisiche. Voto: 4 / 5 |
angela (13-11-2006) dopo tanti anni avrei voglia di rileggere del signor josè. questo è il romanzo con cui ho scoperto lo spessore di saramago. Voto: 5 / 5 |
Francesca (09-11-2006) Grandissimo, imperdibile capolavoro, quasi al livello del capolavoro assoluto che è Cecità. Voto: 5 / 5 |
erin (04-08-2005) è commovente ed emozionante. a distanza di tempo il calore di questo libro mi scalda ancora.
la storia dell'omino che si ritrae da un mondo à la josef k. e va in cerca dell'ignoto, di un mistero amato, evoca sotterranee passioni, sentimenti antichi mai sopiti. qui non c'è traccia di surreali catastrofi o epidemie fantastiche. il cataclisma avviene dentro, con dolcezza.
non so come faccia, questo signor José, con il suo stile scarno, a parlare di nulla e colpire al cuore. Voto: 4 / 5 |
Silvia Calliari (05-02-2003) Trovato per caso, gradita sorpresa perchè la storia cattura nonostante la semplicità degli avvenimenti narrati. Stupendi gli irreali dialoghi tra il protagonista e se stesso o con il muro della sua casa... Anche lo stile di Saramago vale di per sè la lettura. Voto: 4 / 5 |
Ubaldo Pizzoli (25-08-1999) Deciamente un ottima lettura.
La storia risulta avvincente (difficile abbandonare la lettura), offre spunti e pone interrogativi che, per fortuna, rimangono aperti.
L'Autore riesce a creare un'atmosfera nella quale anche gli oggetti piu' comuni appaiono in una luce nuova ed acquisiscono nuovi significati. Voto: 4 / 5 |
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