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Cerami Vincenzo - Fantasmi | Sullo sfondo di un amore difficile c'è il mondo difficile di oggi. Morena non riesce ad amare perché nessuno vuole essere amato. E lei non si rassegna all'ipocrisia. L'uomo che ha amato da sempre si è dissolto nella folla per inseguire i suoi fantasmi di musicista. E lei da tempo se ne va in giro, naviga sul mare di questi anni, di città in città, di quartiere in quartiere, per cercare un approdo. Attorno a lei ruotano altri personaggi. Ma solo Morena riuscirà a trovare una terra ferma ove fermarsi, accogliendo con indulgenza il caso, la violenza degli uomini e i doni del loro destino.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5ludmilla ludmilla72@email.it (02-01-2004) "Fantasmi" é un libro che avvince, che si legge d'un fiato. E' anche un libro che diverte, non per quello che é scritto, ma per come é scritto. Sotteso alla storia c'é infatti uno straordinario gioco sui generi letterari (sceneggiatura, diario, autobiografia, romanzo a chiave ecc.). Anche l'alternanza delle voci narranti é gestita con l'abilità dello scrittore di vaglia. Il diario di Giorgio Jenne é un magnifico romanzo nel romanzo (si potrebbe isolarlo e leggerlo a parte). In tutto questo, Cerami riesce a conservare il tono che é suo e di nessun altro. "Fantasmi" é un libro che continua a parlare al cuore a mesi di distanza dalla prima lettura.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
federica (06-11-2002) Anch'io vorrei sapere perché Cerami ha scritto questo libro e che cosa voleva trasmettere! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Circe lamagacirce@katamail.com (07-03-2002) È stato uno di quei libri che ho letto tutto d'un fiato! Di quelli che appena conclusi, già vorresti rileggerli!
Ci sono molti spunti interessanti, è originale nella forma e nella trama! Il massimo dei voti, ed un sicuro regalo per il prossimo Natale! ;-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franceso (04-01-2002) questo libro fa incredibilmente pena (schifo), provoca una noia mortale e non ha alcun senso.Credo che Cerami faccia ancora in tempo a ritirare le numerose copie del libro, avanzate, e bruciarle.Essendomi stato consigliato da un prof, sono rimasto molto deluso.Non ha un senso nè un filo logico. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
shara pirrotti (24-08-2001) Potrebbe sembrare, leggendo le prime pagine del romanzo di Cerami classificatosi secondo al premio Strega 2001, che sia la noia la molla che spinge la protagonista, Morena, a cambiare sempre nome, professione, taglio e colore di capelli, per rivestire altrettante, diverse identità e vivere vite differenti dalla sua, fino a confondersi nell’anonimato di un quartiere di terz’ordine di Roma, fino a trascorrere tre anni di vita con un uomo che non immagina neanche il suo vero nome, e che Morena lascia all’improvviso, senza dargli il tempo di realizzare chi sia stata lei veramente e che cosa volesse da lui.
Ma è una noia molto diversa da quella immortalata in tanti romanzi di Moravia, che induceva i protagonisti ad una cupa, dolorosa indolenza che si trascinava ineluttabilmente, fatalmente per tutto il corso della loro vita. E’ piuttosto una noia che la spinge alla frenesia, ad un eterno movimento, per dirla con Eraclito, cui Morena non riesce a rinunciare e che diventa quasi lo scopo stesso della sua vita.
E per quasi metà del romanzo il lettore ne rimane disorientato e non riesce ad afferrare il bandolo di una personalità che si dipana sempre più diffusamente, fino alla più intima introspezione, e alla quale si intrecciano altre storie, altrettanto intime e sofferte, autentiche nel loro doloroso parlare di sè: una moglie tradita e ottenebrata ormai dal fantasma del marito e dell’amante, al punto da farneticare pensieri sconnessi, seguendo il tenue filo dei ricordi e delle emozioni, sempre più dirompenti, sempre più ossessivi, fino all’autodistruzione della lucidità, fino alla malattia mentale senza speranza di guarigione; un musicista che, giunto all’apice del successo, vuole scrivere la sua biografia e racconta gli anni difficili dell’infanzia, il suo approccio con la musica, la sua più grande storia d’amore, la sua vita all’ombra di un grande maestro di cui teme il giudizio e alla cui approvazione affida ogni speranza di realizzazione personale; il prot Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rita orti (13-08-2001) Un pessimo libro che non ha senso. Patetico.
Sconcertante per me aver comprato questo libro dopo aver letto una recensione accattivante (ma non credo sentita) su un giornale. Era, inoltre, tra i libri più venduti a Natale. Non comprerò più un libro tra "i più venduti"! Vorrei sentire da Cerami perchè ha scritto questo libro e cosa voleva trasmettere! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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