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Boatti Giorgio - Preferirei di no. Le storie dei dodici professori che si opposero... | Su un migliaio di ordinari in cattedra sono in dodici a dire di no all'imposizione del giuramento di fedeltà al regime fascista. Ad essi bisogna aggiungerne altri due, decisi al rifiuto e tuttavia, in quell'autunno 1931 lontani dall'Italia: così la visibilità del loro gesto finisce con l'essere più sfumata. Dodici uomini, differenti per origine, carattere, modi di pensare, attitudini sociali e radicamento alla vita, che in quell'autunno salgono in cattedra per insegnare che dire di no è una scelta di veridicità dovuta prima di tutto a se stessi.
Media Voto: 4.5 / 5gianluca pymNOSPAMM@katamail.com (28-09-2004) Questi professori non si "opposero" a Mussolini.
Il libro racconta con documentazione e partecipazione la vita, gli affetti, il carattere dei 12 uomini che preferirono dire di no a Mussolini.
Sono dodici storie, che proprie perchè isolate, improntate ad un imperativo morale che non aveva nulla da spartire con la politica, se non intesa come spirito civile, non hanno fatto e non potevano fare la Storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco Contaretti gra.cip@libero.it (06-12-2001) L'atmosfera e l'argomento ricordano I miei maggiori di A.Galante Garrone o la serie de L'Italia civile di Bobbio, ma a differenza di questi il libro di Boatti non è di memorialistica:
è un vero e proprio libro di storia contemporanea, ricco, ben scritto e ben documentato.
La vita dei dodici intellettuali che rifiutarono il giuramento al regime nel 31 e che, per questo, persero la cattedra universitaria, viene ricostruita completamente, alla ricerca dei motivi che li spinsero ad una scelta così gravida di conseguenze: per alcuni emerge così un rifiuto istintivo, spontaneo, per altri il gesto è frutto di una coerente fedeltà ai propri valori politici e morali (p.e. Francesco Ruffini)
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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