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Marcuse Herbert - L' uomo a una dimensione |
Media Voto: 4.8 / 5Mauro Lanari (dedicato a Orietta Anibaldi e Fabio) haldullea@libero.it (19-07-2011) Ne "L'uomo a una dimensione" Marcuse mette in guardia da un sé psichico beantesi della realizzazione di bisogni oggettivamente condannabili come falsi: "i bisogni che perpetuano la fatica, l'aggressività, la miseria e l'ingiustizia [...] può essere che l'individuo trovi estremo piacere nel soddisfarli, ma questa felicità non è una condizione che debba essere conservata e protetta. [Essa infatti arresta] lo sviluppo della capacità (sua e di altri) di riconoscere la malattia dell'insieme e afferrare le possibilità che si offrono per curarla. Il risultato è pertanto un'euforia nel mezzo dell'infelicità" (p. 19), "una 'coscienza felice' che facilita l'accettazione dei misfatti di questa società" (ivi, p. 88). E nella introduzione alla riedizione italiana del marcuseano "Ragione e rivoluzione. Hegel e il sorgere della 'teoria sociale'" (1941/1960, 1966/1997), Carlo Galli scrive che per Àgnes Heller la condizione postmoderna è "la circostanza che il soggetto viva soddisfatto in una società insoddisfatta" (p. 15), è il "dannato accontentarsi [...] in un mondo oltraggioso" ("Il potere della vergogna. Saggi sulla razionalità" [1983, 1985], p. 329), insomma è la distopia o antiutopia dell'odierno reincanto inveratosi proprio secondo la modalità denunciata da Marcuse. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Willy (05-07-2007) Marcuse analizza il metodo d'analisi in principio, segue il "cosa" analizzare, poi i fatti e le possibili conseguenze.
Profetico, a più di 40 anni di distanza è assolutamente attuale.
Un punto di vista che difficilmente si può ignorare.
Se si riesce a cogliere l'essenza del pensiero si scopre l'analisi obiettiva delle società di stampo occidentale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (28-01-2007) Questo è il miglior libro di filosofia che il Novecento abbia prodotto. È anche il più onesto. Scritto nel 1964, è tuttavia attualissimo. Ancora oggi, nel 2007, quasi vent'anni dopo la fine del Secolo Breve. Sorprendentemente attuale. Addiritura ‘profetico’ nell’analisi socioeconomica. Metaforicamente, beninteso. Leggendo questo libro, ci si squaderna dinanzi la nostra epoca. In modo folgorante. Al di là di futili definizioni e fuorvianti etichette dell'idioletto 'accademichese' (oggi, purtroppo, predominante in ambito sociologico, politologico e filosofico). Un'ineguagliabile profondità analitica e sintetica lo contraddistingue. Un'onestà intellettuale che rifulge in tutto il testo. Lungi da qualsiasi tentazione surrettiziamente conciliatoria o culturalmente 'opportunistica'. Dice tutto quel che c'è da dire, senza remore o compromessi. Illuminante più di qualsiasi altra analisi sociologica o politica o storica di anni più recenti. Vi invito caldamente a leggerlo: vedrete la nostra società con occhi nuovi. Un libro dirompente e oltremodo pregnante. Uno dei più sconvolgenti che io abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(27-09-2005) Inquietante non trovare alcuna negazione critica al mondo reale nel mondo stesso. una chiusura vera del discorso e dell'azione, ogni cosa contraria al sistema viene assorbita, contenuta sull'orlo di una guerra nucleare. l'arte, la letteratura, la liberà, la politica, perdono i loro contenuti, non perchè meno importanti di un tempo,ma perchè ridotti a semplice merce. un libro i cui riscontri nella realtà sono evidenti: pluralismo, democraticizzazione dei beni di consumo, alto tenore di vita, sembrano precludere qualunque cambiamento qualitativo. sicuramente da leggere, ricco di spunti di riflessione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
G. (11-09-2004) IL PIU' GRANDE LIBRO DI FILOSOFIA DEL SECOLO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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