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Lucarelli Carlo - Guernica | Spagna, 1937. In uno scenario di guerra feroce come ogni guerra, vivido e vero come fosse oggi, una strana coppia di italiani di parte franchista - il capitano Degli Innocenti e il suo attendente, l'indimenticabile doppiogiochista Filippo Stella - sprofonda nella ricerca di un cadavere che forse non è un cadavere, visto che taglia teste di uomini vivi. Che cosa troveranno veramente questi due moderni Chisciotte e Sancho, mentre intorno a loro da ogni parte si annuncia l'orrore, non è dato sapere, ma solo intuire.
Media Voto: 3.8 / 5Francesco (27-02-2007) Questo racconto lungo è una vera chicca e la trasformazione progressiva dei protagonisti condotta con grande finezza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco marcolazzarini86@libero.it (20-07-2006) lo stile di lucarelli nn mi piace affatto, le trame sono carine, xo' tutti i suoi libri hanno un ritmo spezzettato da discorsi scritti in maniera difficile da segiure con linearita'....mi ha deluso molto e alla fine mi sono fermato a 3/4 del libro x il malditesta.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cdescisciolo (25-05-2006) Un libro che inizia in maniera strana ma in pochissime pagine rapisce il lettore e lo trascina nella sua realtà. E in quella realtà le cose accadono rapide, crude, bianche o nere, per arrivare ad un finale che ha davvero del geniale. Per gustarlo appieno serve però scrollarsi di dosso i canoni di lettura con cui troppo spesso si legge un libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco mg.blu@tiscali.it (26-01-2004) Dal più profondo di un sogno di Borges Carlo Lucarelli si risveglia attraversato dalla folgore creativa. E sono 80 pagine rapinose e visionarie.
Il noir più bello della letteratura italiana.
What more?
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Froldi edda.brena@tin.it (06-11-2001) Guernica non è per chi ama i libri che spiegano il perché e il percome. Se invece si amano storie che hanno una conclusione metaforica e che lasciano al lettore il diritto di ramificare il finale, questo libro è perfetto.
Impossibile riassumere la vicenda, per quanto questo libro finisca prima di pagina novanta, riuscendo comunque a istillare frammenti di paura. Basterà dire che mentre i due protagonisti vanno verso Guernica, piovono dal biblico cielo rane e lucertole.
Guernica è perfetto per quanti amano Lucarelli (per gli altri il voto è 3/5), perché essi vi trovano richiami ad altre opere e gli perdonano senz'altro l'aver voluto scrivere una frase come “Lo guardai e da come mi guardò guardarlo capii che aveva capito che avevo già capito anch’io”. Neppure il meraviglioso Giambattista Marino era mai arrivato a tanto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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