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Wallace David F. - Brevi interviste con uomini schifosi |
Con questa raccolta Wallace fa un passo avanti sul piano della forma come su quello del contenuto, estremizzando la sua cifra stilistica. Qui le tecniche dell'avanguardia sono messe al servizio di una visione crudele almeno quanto atroce è la realtà che mostrano. La scelta della formula intervista è a dir poco sarcastica. Wallace come una creatura posseduta, sente le voci, e come uno sciamano per esorcizzarle le risputa sulla pagina, ciascuna con il proprio timbro inconfondibile. L'introduzione al volume è di Fernanda Pivano.
Media Voto: 3.5 / 5enrico enricomanconi@tiscali.it (28-01-2002) Contorto e volgare, questo testo apparirà ancor meno piacevole tra le mani di lettori attenti e poco devoti a contenuti di puro stampo tecnico. Non essendo io uno di questi, non posso certo affermare di averne condiviso o appoggiato l’intento (qualunque esso fosse), né tantomeno lo stile. Una delusione. Voto: 1 / 5 |
luca t. fabullo@katamail.com (30-11-2000) Non tutti sono schifosi allo stesso modo…allora
il punto è : ci fidiamo della capacità di scrittura di fronte ad ogni sgradevolezza che vogliamo scrivere? a volta la seconda prevale sulla prima, e a volte con esiti piuttosto banali (vedi il racconto dell'uomo che usa il proprio moncherino - la sua "dote" - per conquistare le donne, un po' troppo citato, anche nella prefazione italiana...). Ma dove la scrittura diventa respiro affannoso e incredula limitatezza nel comprendere (vedi il dittico "Mondo adulto")allora gli esiti sembrano davvero irresistibili. Dalle parole della donna il cui marito esce ogni notte per "seguire l'andamento dello yen" entriamo direttamente nel suo stomaco, nei suoi occhi semiaddormentati, nella gravosa convivenza con una educazione buona solo ad imbolsire. In questo racconto, e nelle altre storie brevi che non puntano al pugno allo stomaco, Wallace fa un uso straordinario della scrittura, suono odore e colore al tempo stesso. per questo si, vale la pena di intervistare questi poveri sch
Voto: 3 / 5 |
Roberta Michelini (31-07-2000) Troppo pigra per scrivere una recensione, vi mando la -parziale - traduzione di quella che, fra le recensioni che ho letto, rispecchia meglio le mie impressioni - entusiastiche - sul libro.
"Un filo che corre attraverso tutte le opere di Wallace è il nostro bisogno di capirci gli uni gli altri, i surrogati che cerchiamo per alleviare il dolore causato dal fallimento nel riuscirci, e i modi nei quali questi surrogati aggravano questo fallimento."
"Le Brevi Interviste esplorano le più oscure regioni della famiglia, dell'amicizia e del desiderio sessuale. I personaggi, che nei primi libri di Wallace lottavano contro l'"anestesia" e l'"afasia", qui vedono se stessi come "tenebrosi", "malvagi" e "senza alcuna speranza di diventare mai sinceramente buoni". Le B.I. mostrano uomini brutali che parlano francamente delle loro inclinazioni erotiche. (...)Wallace non è mai stato così diretto, e in un primo momento questa intimità lo fa apparire come uno che sta raggiungendo uno stato di grazia. (...)
W. è sempre stato uno scrittore leggero, comico; ma la sua intelligenza può essere una maledizione. Nelle B.I. le parole feriscono e lo humor, calando verso il basso, mostra i denti. L'amore coniugale si rivela come qualcosa di ripugnante di cui non si osa parlare. La sessualità è antierotica. Più volte W. porta due persone all'intimità più priofonda e mostra quanto lontane ancora esse rimangano. (...)
Voto: 5 / 5 |
Giovanna Minghetti (26-07-2000) Geniale, stupefacente, fantastico... Voto: 5 / 5 |
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