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Beccaria G. Luigi - I nomi del mondo | La ricerca di Beccaria esibisce un'impressionante messe di spogli linguistici, eppure in tanto affolamento ciò che alla fine resta non sono le classificazioni del tecnico, ma la pietas del memoratore. Attraverso i nomi del mondo affiorano supersitzioni e credenze secolari che hanno fatto sedimentare un repertorio ricchissimo di parole-spia, "fossili" che testimoniano le esperienze dei nostri antenati e che risuonano ancora vivaci, continuando a dare un senso a quel che ci circonda.
| La recensione de L'Indice |

Fatti di casa (rubrica) Papuzzi, A., L'Indice 1995, n. 9
recensione pubblicata per l'edizione del 1995
"Tutti riceviamo un dono. / Poi, non ricordiamo più / n‚ da chi n‚ che sia. / Soltanto ne conserviamo /- pungente e senza condono -/ la spina della nostalgia". Questi versi di Giorgio Caproni; posti in epigrafe, racchiudono però altamente il significato che rivelano i nomi popolari di piante e animali, di diavoli e folletti, catalogati nel nuovo saggio di Beccaria. Le voci raccolte nell'indice analitico occupano quasi venti pagine e ogni voce diventa la tappa di "un percorso labirintico dietro alle parole". Non si tratta dunque di un libro teorico, ma di "un viaggio nella fenomenologia della nominazione" come spiega l'autore, alla ricerca dei momenti in cui l'uomo ordinava il mondo esterno dando nome alle cose. Muovendosi in un repertorio vastissimo di tradizioni orali e popolari, lo storico della lingua, amato dal pubblico televisivo per la trasmissione "Parola mia", mette in corrispondenza le cose e i nomi con realtà superiori o con magie sottostanti, finendo per offrire une vivida rappresentazione di una civiltà che si è anche verbalmente smarrita.
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