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Vecchioni Roberto - Le parole non le portano le cicogne | Vera è una diciassettenne vitale, istintiva e un po' atipica: una "veteromane" come lei stessa si definisce, con gusti letterari e musicali diversi da quelli dei coetanei, con aspirazioni vaghe e indisciplinate. I suoi compagni la chiamano nonna e la trattano come una consulente archeologica: eppure è lei l'anima del gruppo, "ma quella persa, quella delle proposte bizzarre, inverosimili", perché Vera, più che in cerca di approvazione, è da sempre in cerca di adorazione. Ha un padre lontano, a cui scrive lettere destinate a restare senza risposta, e una madre vicina ma assente, iperattiva, sempre impegnata in nuovi e improbabili progetti. Ma l'incontro fondamentale deve ancora arrivare e sarà quello con un vecchio eccentrico linguista.
Media Voto: 3.4 / 5cristina (19-11-2009) Ho trovato questo libro stupendo..un libro forte che permette di sognare ed emozionarsi...Meraviglioso come ogni capolavoro di Vecchioni! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (11-01-2006) Non posso dire che il libro non mi sia piaciuto; mi ha commossa, stupita, ha indotto in me nuove curiosità.
A mio avviso, però, un difetto non gli permette di essere del tutto un buon libro: mi è sembrato
il tentativo di un saggio filosofico incastrato, disarmonicamente, in un romanzo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Monial (15-06-2005) Non mi è piaciuto. Se volete conoscere Vecchioni- scrittore vi consiglio " Il libraio di Selinunte" che invece è carino. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ale79 (27-05-2005) oddio, cosa ci sia in questo libro che lo accomuna al"mondo di sofia" proprio non lo so... quello è intelletto, questo è "pancia", sono i vent'anni che abbiamo attraversato e che dovremmo ricordare con un po' più di affetto, per l'aria che vi abbiamo respirato e le parole che ci hanno accompagnato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Clara Marzi fedetecla@tiscalinet.it (13-01-2001) Se si esclude il fatto che il libro sembra scimmiottare, in piccolo, "Il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder,(che non è fra i miei libri preferiti) vi sono dei passaggi comunque interessanti. Mi riferisco alle riflessioni sul significato delle parole che, a mio avviso, possono essere un primo stimolo per coloro che hanno sempre considerato la glottologia una "scienza" sterile. Per me è stato così ed ho apprezzato il libro per questo. Mi sembra abbastanza irrilevante la trama, come pure piuttosto banale, se non scontato,il personaggio di Vera.
Comunque, a mio parere, si può leggerlo e ricavarne qualcosa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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