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In questo libro, costato anni di lavoro e di ricerca, il misterioso Luther Blissett, nome multiplo sotto il quale agisce un nucleo di destabilizzatori del senso comune, molto presente e attivo sulle reti telematiche, ha per la prima volta affrontato la forma romanzo. "Omnia sunt communia!", tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all'avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?
Recensioni 1 - 20 di 164 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5Bernard Dino (25-08-2011) In alcuni periodi della storia come quello della rivoluzione protestante narrato in Q (paragonabile per potenza distruttrice a quello della rivoluzione francese, o agli anni 3, 2, 1 A.C., in cui si intuiva che stava per accadere qualcosa di importante) la civiltà chiude gli occhi e fa un balzo nel vuoto, nella speranza di ritrovarsi un po' più adulta. Questo salto costa di solito crudeli nefandezze ed inaudita violenza, ma lo spirito umano ne esce ripagato da una rinnovata consapevolezza delle sue più meravigliose risorse: il pensiero e la forza delle idee, il coraggio e la fede, l'entusiasmo e la passione, tutti riuniti nel nobile scopo di risollevare la dignità dei deboli e degli oppressi, nel nome del Dio dell'Uguaglianza e della Giustizia.
Oggi, anche grazie a chi in passato ha fatto la rivoluzione per noi, la vita umana vale di più, forse troppo addirittura, tanto che nessuno vuole più metterla in gioco. In un mondo sazio anche di quello che non serve, chi rischierebbe ciò che si ha, per cercare di conquistare ciò che si dovrebbe essere? Nessuno. Però allora vi tenete il signor B.
E' questo in fondo il messaggio di Q, che pur nel pout-pourri della sua scrittura a diciotto mani dipinge bene il furore di un'epoca. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elianto (06-06-2011) Il libro. Il migliore mai letto ad oggi. Ho imparato più di storia, economia, politica e religione da questo libro che in tutti gli anni di scuola. Dispiace averlo finito. Un vero capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio oliveri (21-03-2011) Ancorché citato in un saggio di Zigmunt Bauman (e nonostante il grande successo di pubblico), si è rivelato per me una totale delusione. Il livello artistico e quello letterario sono assai modesti, e la stessa impostazione del racconto in mini capitoli e con salti temporali avanti e indietro, mi è parsa un espediente editoriale per distribuire le parti stese dai diversi autori (quattro ?) che scrivono sotto il comune pseudonimo di Luther Blisset, come si conviene alla redazione di un sequel televisivo.
Tantomeno vi ho rilevato una chiara delineazione delle posizioni ideologiche e politiche dei tanti, troppi personaggi. Assolutamente da perdere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gozer (13-10-2010) Originale ed avvincente. Purtroppo finisce solo dopo quasi settecento pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (06-10-2010) L'ho letto 2 volte, la seconda volta prima di cimentarmi nella lettura di Altai.
Q è con ogni probabilità il libro piu' bello che io abbia mai letto .
Non è di facile lettura, ci sono continui salti temporali, e molte parti epistolari, ma è scritto molto bene, l'ambientazione storica all'interno della quale si muovono i personaggi è reale, per scrivere questo libro i WU MING hanno fatto un intenso studio storico.
Assolutamente avvincente ed emozionante ,
...pero' mi dispiace ammetterlo non è un libro per tutti
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvano (30-08-2010) Singolare i commenti di chi non l'ha finito.
cioè, se sei incapace di portare a termine una lettura (rispettando i motivi che ti portano ad abbandonarla), potresti anche esimerti da giudizi (non aver paura che l'ambiente letterario possa sentire la mancaza della rimarcazione della tua incapacità di lettura, non è così).
stiamo parlando di uno dei migliori romanzi italiani moderni. scritto con uno stile eccezionale, corredato da una cultura storica e letteraria egregiamente approfondita, e avvincente tanto da non farti staccare gli occhi e la testa dalle sue pagine.
(per chi possiede un minimo grado di attebzione, ... e cultura non ideologizzata, a quanto pare...). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ylenia piniylenia@virgilio.it (09-03-2010) Non finire un libro l'ho sempre vissuto come un tradimento verso la sacralità del libro in quanto tale e un fallimento mio personale, ma Q era davvero troppo pesante perchè riuscissi ad andare avanti. La parte storica è molto ben documentata, e interessante è il vedere cos'è stato il protestantesimo vissuto dal popolo, e come si è affermato proprio grazie a lui. A scuola non ci parlano delle guerre civili che ha causato in Germania, non ci parlano del fatto che anche Lutero era un corrotto e che le diverse forme di protestantesimo sono nate proprio da una rivolta di alcune frange del popolo contro di lui.
Detto questo, però, c'è da dire che la storia si inserisce in un contesto nel quale i dialoghi sono noiosi da morire e i personaggi talmente mal caratterizzati che nello scorrere del libro se ne leggono i nomi senza ricordare chi sono queste persone e che ruolo hanno avuto.
In pratica sembra di leggere un pedante saggio storico inframezzato da dialoghi che non dicono niente.
Peccato davvero. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elisabetta (28-01-2010) ho iniziato a leggerlo tanto tempo fa... sono arrivata a metà e non ce l'ho fatta ad andare avanti. tutti gli amici che l'avevano letto mi dicevano che era un libro strepitoso e ci ho riprovato. un fatica immane!! pagine e pagine e pagine... che avrebbero potuto tranquillamente essere tagliate... e poi questo crescendo... verso un finale già noto! BAH
vorrei provare a dare una chance ad Altai... ma sono molto incerta Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Lagi (27-01-2010) Gran bel libro. Inizialmente un po' ostico e frammentato, si fa subito perdonare, decolla e lo si legge entrando nella testa del protagonista. Ottima analisi psicologica del personaggio che e' un perdente della storia ma che ne esce sempre vivo e pronto per altre sfide. Una persona che sa quali siano le regole che mandano avanti il mondo ma che vede anche che chi gioca sono pochi e che le pedine non sono tali se solo si rendono conto che possono riuscire a lottare per un mondo migliore per tutti. Nuove regole sono possibili, purtroppo senza la garanzia che siano migliori di quelle vecchie. E' la dura lezione che viene dalle rivoluzioni, ma vale la pena, per tutti, crederci e provare. Un libro dettagliato che non da' spazio a descrizioni romantiche e accattivanti, crudo come credo debba essere il racconto di chi vive cio' che un giorno sara' raccontato e "patinato". Persino i personaggi storici non sono solo eroi, ma uomini con le loro debolezze e grandezze. La parte dell'assedio di Munster lo dimostra: non ci si compiace nel fare descrizioni da romanzo di appendice, ma si seguono gli avvenimenti mentre accadono immaginandosi gli sviluppi. Bellissima la parte del periodo veneziano. Per gli appassionati di storia, ma non solo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
crisrebol (18-01-2010) Questo romanzo va letto.
Questo romanzo va meditato. Questa storia è stata scritta per farci pensare. Qui si capisce e si può dibattere all'infinito, di come il potere sia sempre stato un affare per pochi, usato in maniera meschina per soggiogare le masse. La storia si ripeterà per sempre.. Favoloso romanzo raccontatao da chi é stato dalla parte dei vinti. Ogni cosa è al posto giusto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano74 (16-12-2009) Bello, ben documentato e avvincente. Unico neo: alcuni parti sono un pochino lente. Comunque da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Barbara (10-12-2009) Ben documentato, ok, ma .... che pizza! E' piatto! Capisco il desiderio degli autori di stare dalla parte della storia, mai narrata, degli umili, dei vessati e degli oppressi. Ringraziamo per averci narrato in modo nuovo una fase assai cruenta della storia moderna. Ma la letteratura è altro. Credo che tre quarti del libro avrebbe potuto essere condensato. Vorrei arrivare ai capitoli su Venezia, la mia città, ma mollerò prima, mi sa. Chiedo: bisogna per forza raccontare la storia attraverso un "romanzo" storico? Di Marguerite Yourcenar ce ne sono poche.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
francesco (28-11-2009) libro splendido! appassionante e pieno di momenti di tensione, ispirazione e di riflessione; ogni pagina è un potenziale motore di pensieri per l'attualità. facile sprofondare nel clima di esaltazione e terrore di quel periodo. da allora l'europa cambiò corsia e così il mondo. non annoia mai. fortemente consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
malingut (07-11-2009) splendido romanzo storico, un vero cult, veramente imperdibile per gli amanti del genere. Fra pochi giorni (novembre 2009) uscirà il seguito con il titolo "Altai"!. Non ho dato il voto massimo solo perchè lo ritengo comunque un gradino al di sotto di Imprimatur (Monaldi&Sorti). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
massimo (01-11-2009) Chiunque aveva la capacità di parlare alla rabbia degli umili a quei tempi veniva eliminato con chi lo ascoltava.Dal potere.Ecclesiastico o laico. Nei secoli a venire non sarebbe stato diverso.
Ancor oggi mi sembra che in varie parti del mondo questi uomini,ormai rarissimi,non abbiano vita comoda.
Questa è la storia dell'umanità.
E la storia non è di destra o di sinistra.
E' il succedersi degli avvenimenti che riguardano la razza umana.
E nessuno può negare ciò che è accaduto.
Anche se ce n'è ancora molti che vorrebbero raccontarcela alla loro maniera.A favola.
Insomma,parafrasando il quibus,consentiteci:
Dio ci conservi questo gruppo di serissimi scrittori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucio Guerriero (25-10-2009) Un libro veramente fantastico! Appassionante, avvincente, coinvolgente. La ricostruzione storica, attraverso la narrazione del personaggio principale, l'io narrante, è veramente grandiosa e la trama del racconto scorre rapida e piacevole, nonostante la complessità delle vicende narrate. I personaggi che animano la storia sono rappresentati in modo efficace e vigoroso e con uno stile molto valido. E'sicuramente un libro che dispiace lasciare a fine lettura, assolutamente da consigliare, quasi da imporre! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matteo alematte@email.it (27-09-2009) Libro che all'inizio è "difficile", soprattutto perchè ci sono salti cronologici scritti sempre al presente e in prima persona. E' facile non capirci nulla ma piano piano, una volta assimilata la narrazione, si scopre veramente un bellissimo libro, avvincente e mai banale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fra_paga (05-07-2009) Una delusione incredibile. Evidentemente la società moderna si sta orientando verso una tuttologia mediocre che premia la quantità e mai la quantità. Triste propaganda comunista, volgare, priva d'ogni forma d'arte, confusa e noiosissima. 4 Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sergiob (06-06-2009) ricorda un po' certi (quelli meglio riusciti) libri di Umberto Eco, avvincente e mai banale....... Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 140 Recensioni 141 - 160 Recensioni 161 - 164
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