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Vargas Fred - L' uomo a rovescio | Ma è davvero un lupo che uccide tra le montagne del Mercantour? Mentre le superstizioni e le leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è una bestia, potrebbe essere un lupo mannaro. Quando Suzanne viene ritrovata sgozzata, il dubbio diviene certezza. Il disegno narrativo e la costruzione dell'intreccio disegnano un contesto in cui lo scenario aspro e selvatico della montagna fa da contrasto al calore della giovane Camille, eterna amante in fuga del commissario Adamsberg. Proprio lui, guardando distrattamente un servizio del telegiornale dedicato ai lupi, una sera crede di riconoscere la sagoma della donna nella piazza del borgo montano. È infatti in questi luoghi che la donna, assieme a un amico ricercatore, crede di aver scoperto in un "lupo mannaro" l'autore di una catena di orrendi delitti. Ma sarà il commissario Adamsberg, precipitatosi da Camille, a scoprire la sconvolgente verità.
Recensioni 1 - 20 di 31 recensioni presenti. Media Voto: 3.45 / 5mauro (23-03-2009) Notevole......... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eraino cristianc82@tin.it (06-12-2008) Quando ho letto il sunto e i giudizi sulla Fred, ho pensato che fosse giunto il momento di leggerlo, fregandomene dei precedenti commenti su IBS. Subito dalle prime pagine ho capito che non era come avrei voluto che fosse. Le pagine scorrono molto rapidamente, ma è un po' dispersivo, nello stesso capitolo salta in diverse location e solo una lettura molto accurata permette di non perdersi. Vargas sottolinea molto i modi di fare, di dire e le usanze, portandomi più volte "ad odiarla" per le eccessive ripetizioni. La storia è molto lineare, forse troppo, i personaggi partono ed arrivano alla fine, inoltre le scene importanti sfuggono via in poche pagine, qualche volta in poche righe, togliendoti subito la suspance per sapere chi avrà la meglio. Se aggiungiamo un paio di insulti a noi italiani, non mi resta da dire che, a mio modo di vedere, è il classico libro "Ne carne ne pesce"... purtroppo! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nicoletta no_77@libero.it (11-10-2008) Trovo che la Vargas abbia sempre uno stile di scrittura molto interessante e coinvolgente, ma questo libro è quello riuscito meno bene! In ogni caso, vale sempre e comunque la pena di leggerlo! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
HIt_Man (17-05-2008) Non bisogna essere troppo severi con questo romanzo, visto che comunque vi sono figure peculiari e caratterizzazioni degne della miglior commedia dell'arte. L'impalcatura della storia in sé non è solidissima, ma nemmeno da buttare. Esagerati i superlativi, ma anche i dispregiativi assoluti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessandro (14-04-2008) Ho decisamente preferito altri libri di Fred Vargas. Il desiderio di conoscere la soluzione del giallo e lo stile ti tengono attaccato alla lettura ma i contenuti sono un po' poveri Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabio (20-01-2008) la adoro la vargas ma questo è il suo libro peggiore Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alessio (06-01-2008) Ci sono alcuni romanzi della Vargas molto belli. Questo non è assolutamente uno di quelli. Dei gusti non si discute ma mi chiedo cosa abbia letto in passato chi da a questo romanzo il massimo punteggio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca bidoli luca.bidoli@virgilio.it (05-11-2007) non è male, dai. Non si grida al miracolo ( non avrebbe senso, non è questo lo scopo), non sarà uno di quei libri da portarsi nella classica isola deserta, ma si legge con piacere, pur nella prevedibilità della soluzione finale. Se il colpevole non è il maggiordomo, almeno qui un po' di strada per trovare una verità ovvia ( come spesso accade, ahimè, con le "verità") bisogna pur fare. Belli i lupi, peccato che quasi non ci siano. Ma il perchè è chiaro fin dalla prima pagina: le belve siamo noi. Adamsberg mi piace, è un personaggio correttamente incredibile, quella giusta dose di eccesso da farlo apparire perfettamente reale. Terrò altri libri della Vargas d'ora in poi, sul mio comodino. L'isonnia morde, d'inverno. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
agnese (04-10-2007) ho letto questo libro spinta dalla curiosità che mi hanno messo mio papà e mia nonna e devo dire che è veramente un bel giallo! purtoppo non ho ancora letto sotto i venti di nettuno che è uscito prima e che mi dicono sia ancora più bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Loredana (20-09-2007) Un pò noioso come le pecore di cui racconta vita puzza e morte ma con il merito di aver messo in luce Camille, "l'amore impalpabile" di Adamsberg che qui assume le concrete sembianze di un idraulico alla guida un carro merci che insegue un lupo mannaro! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio M. fabio.milazzo1@tele2.it (19-09-2007) Merita tutta la mia considerazione essendo, intempi di imperante pseudo-noir, una delle poche scrittrici a realizzare gialli ad impianto classico. La magia data dalle situazione sempre sul filo della verosomiglianza indicano, a mio giudizio, che la vita è sempre imperimetrabile, al di là dei nostri sforzi atti alla continua ricerca di una normalità che non esiste. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
torr (15-06-2007) da 4 giorni in vacanza,e ho già divorato 2 libri della vargas!le descrizioni dei personaggi sono splendide,e gli stessi personaggi,particolarissimi,ti lasciano a fine libro con la voglia di iniziarne immediatamente un altro!nessuna macchietta;gli intrecci coinvolgono con il loro fascino misterioso e a volte malinconico..purtroppo ho già letto tutto il leggibile e aspetto con ansia un nuovo romanzo.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania67 (07-04-2007) E' il primo libro di Vargas che ho letto. Dopo, li ho cercati e letti tutti compreso l'ultimo, "Nei boschi eterni". Vargas non è per tutti; e non è neppure per i lettori di gialli classici che magari amano Deaver e Connelly. Vargas ha sicuramente una marcia in più ma che non tutti apprezzano perchè non tutti cercano. Io invece cerco proprio quel qualcosa di più e "fuori dagli schemi" che immancabilmente c'é in tutti i suoi noir. Innanzitutto le sue storie sono ambientate in paesi e villaggi della Normandia e della Bretagna oppure, come in questo, fra le montagne del Marcantour, e ciò credetemi regala un'atmosfera particolare, diversa, lontana dalle metropoli americane dove si svolgono i "soliti" gialli di cui vi dicevo prima. E poi, il personaggio. Il commissario Adamsberg. Un uomo enigmatico, attraente al massimo, di poche parole ma di tanto e tale pensiero, che finirà per farvi innamorare fosse anche il più brutto uomo su questa terra. E poi il suo assistente, il suo alter ego. Danglard. Insomma una lettura "diversa", accattivante, avvolgente, oltre che per le cose che vi ho detto anche per la trama del giallo: ogni volta sorprendente, e ricca di elementi che si incastrano solo nelle ultime pagine, rivelando l'assassino al "fotofinish" e lasciandovi un voglia matta di scoprire Adamsberg alle prese con un nuovo caso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonioTiobec tiobec@supereva.it (17-03-2007) finora il peggiore di quelli della Vargas che ho letto, dopo Chi è morto alzi la mano, 5, ed Io sono il tenebroso,4, sicuramente un passo indietro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo (11-01-2007) Un western alla francese: buoni, cattivi, ragazza bella e impossibile, sceriffo più propenso all’analisi della propria complessità intellettuale che alla pistola, animali, puzza di selvatico, carovana alla ricerca di, ecc… Gradevole (come al solito quando si tratta dell’autrice francese), ma nulla più. La storia è tanto originale quanto talvolta stiracchiata e non sempre credibile, anche se riscattata parzialmente da un finale decisamente lineare e non certo tirato via. Non aggiunge nulla, anzi risulta piuttosto fastidioso, il ripetuto intercalare “toscano” nel linguaggio dei montanari francesi della Provenza: ma questo dovrebbe essere esclusivamente un problema di traduzione. Dopo aver letto altri libri della Vargas, si avverte una certa ripetitività, anche perché l’autrice non si mostra sempre efficace e innovativa nel tracciare i nuovi personaggi che, in troppi casi, danno la sensazione di essere un po’ prevedibili (ad esempio il Guarda, stereotipo del prezioso compagno di viaggio – malandato, scorbutico e silenzioso, ma decisivo – visto in tante altre storie, western compresi…)
Tutto sommato, se è vero che la Vargas rinuncia ogni anno alle vacanze per scrivere un nuovo libro, che l’anno prossimo si senta libera di andare al mare a riposarsi tranquillamente….
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
lhl (08-01-2007) fresco ed innovativo il suo stile; freschi e simpatici, anche se un poco superficiali, i suoi personaggi. certamente non originalissima la trama ed il colpo di scena finale, già ampiamente prevedibile. il protagonista compare solo oltre la metà del libro, ma movimenta finalmente la scena che stava rischiando di non avere una dinamicità sufficiente a sorreggere il libro. inferiore ad altre sue opere, comunque molto gradevole da leggersi. a chi si avvicini, consiglierei però altri titoli dell'autrice. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (24-12-2006) come al solito, libro avvincente, ben scritto. apparentemente scontato, riesce a tenerti attaccato comunque alla storia, tanto da volerlo leggere tutto d'un fiato. personalmente preferisco Adamsberg al lavoro con i "Tre Evangelisti". preferenze a parte, chi legge la Fred Vargas non la abbandona più. aspetto impaziente il prossimo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marino m.poduje@virgilio.it (20-11-2006) Mi rendo conto di essere diventato incontentabile con il trascorrere degli anni, il tutto dovuto alla quantità industriale di libri da me macinati, ma confesso di non aver trovato più "giallo"thriller"noire"poliziesco"ecc...capace di procurarmi almeno qualche sensazione inquietante! Ho provato allora con questa tanto decantata autrice che si nasconde ( non è forse che si vergogni?)sotto lo pseudonimo maschile di Fred Vargas. Intanto, che non sia un uomo a scrivere, lo si nota immediatamente...Non per essere maschilista, ma i thriller e noire moderni lasciamoli scrivere a S.King., Lansdale, o ai nostri ottimi Lucarelli, Baldini ecc...ossia ad autori in grado di esprimere al meglio i fatti, senza perdersi in fronzoli utili solo ad allungare romanzi già di per se noiosi. Ebbene, tutto questo preambolo per concludere che Vargas mi ha deluso in pieno, almeno in questo romanzo appena letto che sarà il primo e l'ultimo sicuramente! Trama fragile e incredibile, personaggi resi antipatici probabilmente anche dal traduttore, in quanto intercalano spesso varie espressioni dialettali italiane sino a nausearci con la Ceccheriniana espressione "m'importa una sega", usata fino a rompere veramente le palle ( sempre per continuare ad esprimerci con il linguaggio usato nel libro!). Sarei curioso, concludendo, di sapere cosa i nostri lettori abbiano mai letto per fare recensioni tanto entusuiastiche in merito.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
elvis (05-09-2006) In particolare mi è piaciuto come descrive carattere, psiche, passioni, paure e sentimenti dei personaggi, il loro passato, ciò che pensano, in modo semplice ed intuitivo, senza ambire a trattati di psicologia o a sedute di analisi. Specialmente il commissario Adamsberg, sensibile e delicato, non una persona passiva come vuole sembrare, ma forse la più determinata del gruppo: pensando ad una eventuale trasposizione cinematografica, non riesco ad immaginare come e da chi possa essere interpretato, e questo pensiero tuttora mi incuriosisce. La trama è in crescendo, dopo una fase iniziale forse un tantino lenta; nota dolente è che, per la prima volta (sarò poco brava) riesco ad immaginare chi possa essere il colpevole da molto prima che venga rivelato, ma di certo il movente rimane un mistero fino a quando viene spiegato. Punto forte: ambientazione e, come già detto, nature umane a confronto (non raccogliticce come pensa qualche lettore) Buona lettura!!! ciao Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maria (02-09-2006) tra i gialli- noir della scrittrice francese, questo è fra i miei preferiti. Bella l'ambientazione nel parco del Mercantour, avvincente la trama, deliziosi i personaggi.
Anche il finale è originale e inaspettato. Fred Vargas si conferma una grande scrittrice del genere noir francese. Aspetto le altre traduzioni. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 31
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