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Ben Jelloun Tahar - Il libro del buio | Il 10 luglio 1971 un commando militare irrompe nella residenza estiva del re a Skhirate, in Marocco. Ma il colpo di stato fallisce. I soldati che avevano preso parte alla missione (molti senza neanche conoscerne l'obiettivo) vengono rinchiusi in un carcere scavato nel sottosuolo, sepolti vivi per 18 anni nelle tenebre più assolute. Tra essi c'è Salim, la voce narrante, cantastorie dalla memoria prodigiosa. Poi ci sono gli altri: Walkrine, lo specialista degli scorpioni, Ustad, l'asceta, Karim l'uomo che sa contare il tempo, Achar il cattivo che si fa scudo con la forza dell'invidia e della grettezza. E i sorveglianti, sempre gli stessi, segregati a loro volta, pian piano disperati complici. Fino al giorno della liberazione: una nuova nascita dopo 18 anni.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.87 / 5Giampiero - vedraineltempo@yahoo.it (08-05-2006) "Il 10 luglio 1971 un commando militare irrompe nella residenza estiva del re del Marocco. Il colpo di stato fallisce. I soldati che hanno preso parte alla missione vengono rinchiusi in una prigione nera come un nido di talpe, sepolti nelle tenebre per diciott'anni".
Amo molto Ben Jelloun, il più celebre tra gli scrittori marocchini viventi (anche se da anni ormai vive a Parigi). Ogni suo libro mi accompagna in un mondo affascinante ed oscuro che sento molto vicino. "Creatura di sabbia" per me è un capolavoro.
"Il libro del buio" è una perla. ha una forza narrativa dirompente. La storia di un uomo - condannato a morire lentamente - che trascorre 18 anni della sua vita in un buco alto 150 cm e lungo 300 cm, senza vedere mai la luce e senza perdere la ragione è incredibile.
La sua ricerca interiore, la scelta di eliminare i propri ricordi e di concentrarsi sulla sopravvivenza in condizoni disumane, scegliendo per sè un disciplina ferrea e crudele, ti lascia senza fiato.
Gli unici viaggi nella memoria personale sono fatti per riesumare dai ricordi i libri letti da ragazzo... per rileggerli dalla mente a se stesso ed agli altri compagni di prigionia.
Quelle letture nella memoria come il bacio ad un lapis dopo quindici anni di "astinenza", sono un pugno che ti stringe il cuore per un lettore innamorato della scrittura come me.
E' un libro forte, sentito, che scandaglia tutti i sentimenti possibili e ti porta a riflettere sul significato della libertà di vivere, comunque sia.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sergio Ditrani ditser@tiscali.it (21-03-2006) Compreso il motivo per cui Salim e gli altri 22 si trovano sepolti “nel BUIO”, si capisce subito che ci si dovrà scontrare con una realtà dura e dolorosa……… Si precipita nel buio e al buio emerge la singolare crudeltà, forza e tanto più debolezza degli uomini. Conosciamo figure dai tratti irreali, e con una scrittura essenziale si ha una puntuale descrizione e percezione degli eventi solita appartenere a chi ha maturato differenti e sviluppate capacità sensoriali per supplire alla deficienza di altre: il buio preclude la vista ,senso che per eccellenza dà una precisa idea delle cose. Un libro incredibile che credo pretenda una lettura lenta, compassata: espediente questo necessario per condividere con i protagonisti della vicenda i lunghi anni della prigionia e cogliere tanto l'angosciante durezza della realtà quanto modalità e senso di un viaggio interiore verso la profondità dell’Io , peculiarità ,qui ben raffigurata, della natura umana. Ad un approccio di questo tipo, può però sostituirsi la necessità di una lettura veloce dove pervasi da un senso di claustrofobia e insofferenza, forte è l’urgenza di prendere aria , di catturare più luce possibile. Libro da cui no si può prescindere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (18-05-2004) Molto bello. Sembra impossibile descrivere come avvincente un romanzo che si svolge fra quattro mura e al buio dall'inizio alla fine. Lettura indimenticabile anche alla luce di quello che accade oggi in medio oriente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alan oriroto@tin.it (26-11-2003) Un libro che sa toccare tasti profondi: la dignità umana, la noia, la meditazione e una visione quasi "buddista" della religione islamica piuttosto sorprendente. Alcuni momenti sono di vera poesia in prosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Cocumelli cocumelli@libero.it (30-07-2002) Un libro sconvolgente che ci fa conoscere la crudeltà degli esseri umani. Pensavo che certe cose si potessero soltanto proporre con la fantasia. Sono rimasto talmente "avvinto" dal racconto che l'ho letto di getto. Non vedevo l'ora di conoscere come sarebbe finito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
laura (24-09-2001) Da leggere nel buio della notte, per guardare in fondo, e rivoltarsi l'anima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Cavalli Acavalli@inwind.it (03-09-2001) Bello, scritto bene, profondo, avvincente. Lo dovrebbero leggere tutti per capire il valore delle cose che ci paiono insignificanti.
Duro, ma non crudo e mai rivoltante.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vanda (18-06-2001) che dire?
un viaggio nel "buio".....un percorso conosciuto ma al tempo stesso temuto da ogni essere umano..
visto, anzi letto con gli occhi "reali"...sconvolge per la crudeltà
letto nel "buio" di se stessi...aiuta a capire l'immensa dimensione della mente e i suoi poteri
BRAVISSIMO!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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