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Dazieri Sandrone - La cura del gorilla | Dopo che gli avvenimenti raccontati nel precedente romanzo,"Attenti al gorilla", lo avevano fatto finire all'ospedale, Sandrone Dazieri, è finalmente guarito dai suoi malanni. Ma per un tipo così è difficile stare lontano dai pasticci. Torna a Cremona, in convalescenza a casa della madre, incontra una ragazza meritevole di seduzione e finisce dritto dritto sul cadavere di un albanese. Sembra uno di quei casi risolto in partenza, però Sandrone, che i particolari li osserva, non è affatto convinto. Comincia a indagare e accetta anche la proposta di andare a Torino, come coordinatore della sicurezza durante una strampalata convention di fantascienza. Presto i due lavori si saldano in uno solo e la soluzione del caso si avvicina.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.14 / 5pippi (06-02-2006) A mio modo di vedere le cose, penso che Sandrone Dazieri sia uno dei migliori scrittori noir italiani. Libro molto avvincente, con intrecci degni del genere.
Poi ieri ho visto il film... una delusione totale! cambiata completamente la trama del libro l'unica cosa che salvo del film è l'interpretazione di Bisio. Qui il mio voto sarebbe 1/5. Mi chiedo perchè rovinare un così bel libro...
Aggiungo che la Einaudi si poteva risparmiare una nuova edizione con Bisio in copertina... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ciccio (17-12-2005) Simpaticissimi i precedenti.
Sicuramente questo è il peggiore. Gli altri li leggevi in una serata, questo mi ha aiutato a conciliare il sonno.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio crispi crismaur@libero.it (08-09-2003) Dopo la lettura del primo romanzo di Dazieri (Attenti al Gorilla), acquistato quasi casualmente in una libreria di Genova, mentre mi trovavo in viaggio, e fresco di entusiasmo per la piacevolezza e l’assoluta originalità del testo, mi sono ricordato che, da tempo, avevo acquistato La Cura del Gorilla e che questo volumetto, come è destino di molti libri (quando si comprano tanti libri) era rimasto in quiescenza in uno degli angoli della mia dove ripongo i libri "da leggere"...
Ho capito che era giunto il tempo di leggere La cura del Gorilla e mi sono congratulato con me stesso per non averlo letto prima.
Se è vero che si tratta di un romanzo assolutamente autonomo rispetto al precedente, è anche vero che molte delle idiosincrasie del Gorilla e la sua speciale "schizofrenia" in questo secondo romanzo vengono date - almeno parzialmente - per conosciute al lettore.
Leggere La Cura del Gorilla senza sapere nulla della storia personale del Gorilla e della storia particolarissima della relazione che intrattiene con il suo "Socio" renderebbe più astruse le cose e ridurrebbe in parte il piacere del testo.
Anche questo romanzo possiede un bellissimo intreccio pieno di colpi di scena, con un'ambientazione sulle "nuove" marginalità (disobbedienti, frequentatori dei Centri Sociali, immigrati clandestini e operatori preteschi di centri di aiuto, con un linguaggio moderno e attuale, pieno di disinvolte contaminazioni con i gerghi giovanili e delle minoranze emarginate.
Grazie alla schizofrenia di “Sandrone” c’è sempre qualcosa che egli non sa e che dovrebbe sapere: a volte , come in questo caso, lo sperimentato sistema di comunicazione tra Sandrone e il suo Socio va in tilt.
Ed è così che anche per il lettore c’è un oscuramento cognitivo con l’effetto dirompente del colpo di scena che immancabilmente segue, quando si ripristinano le comunicazioni tra le due menti separate.
Bravo Sandrone, per essere stato capace di tenermi sulla corda anche questa volta e di far sì che io dessi al t Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo maxza@tiscali.it (04-09-2002) Bello, proprio un bel libro, ha confermato quanto fatto con il primo. Bravo Sandrone...a quando il terzo della serie del "Gorilla"? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Aleppe (29-08-2002) Lettura piacevole, il gorilla appare forse troppo "Superman" in certi momenti. Il socio è un buon espediente... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Corrado (25-11-2001) Il libro è molto gradevole, non impegnativo e si legge con piacere. Sandrone riesce a tenersi fuori dal rischio "arzigogoli" tipico di questo genere e di questo stile, mantenendo però sempre viva l'attenzione del lettore. Complimenti Sandrone, hai fatto centro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (10-09-2001) la scrittura è molto buona, realistica e senza virtuosismi, anche l'ambientazione è valida; la presenza del "Socio" appare un pò inverosimile, mentre il suo essere tremendamente sfigato (in amore e sul lavoro) lo fa apparire troppo simile ad altri investigatori privati(anche se Sandrone si ostina a negare d esserlo). Comunque sono libri che si leggono tutto d'un fiato!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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