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De Silva Diego - Certi bambini | Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degli allenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al termine di un lungo tirocinio d'istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere in metropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino che lo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto di un mondo spaventoso che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggiori delitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere, il furto dell'infanzia.
Sheila nemoenautilus@yahoo.it (26-05-2003) Le capacità descrittive di De Silva si svelano in questo racconto ancora meglio che in "Voglio guardare". La città è talmente reale e viva che pare concentrare in se stessa tutte le miserie del mondo.
Rosario ci accompagna nel suo mondo, ce lo rende comprensibile, lo spiega con il suo linguaggio schietto e povero da dimenticato undicenne del sud.
Ci fa sentire il branco, ci fa sentire i fetori, l'odio, la fatica, la speranza di farcela, la scoperta del sesso, la curiosità, la relatività di ciò cha a noi pare il peggiore dei delitti e che in realtà non è che un lavoro, un passaggio, un dovere.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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