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È il 1889, eppure si direbbe l'inizio del mondo. Michele Angelo e Mercede sono poco più che ragazzini quando s'incontrano per la prima volta, ma si riconoscono subito: "lui fabbro e lei donna". Quel rapido sguardo che si scambiano è una promessa silenziosa che li condurrà dritti al matrimonio, e che negli anni verrà rinnovata a ogni nascita. Dopo Pietro e Paolo, i gemelli, arriveranno Gavino, Luigi Ippolito, Marianna... La stirpe dei Chironi s'irrobustisce e Nuoro la segue di pari passo. Le strade cambiano nome e si allargano, accanto alla pesa per il bestiame spuntano negozi e locali alla moda, e se circolano più soldi nascono anche bisogni che prima non c'erano. Come i balconi da ingentilire lungo via Majore, a esempio, e Michele Angelo che sa del ferro come nessun altro, ed è capace di toccare la materia con lo sguardo prima di plasmarla - si spezza la schiena in officina per garantire prosperità alla sua famiglia. Ma "la felicità non piace a nessuno che non ce l'abbia", e infatti quei Chironi venuti su dal nulla, così fortunati, sono sulla bocca di tutti. È l'inizio della stagione terribile: i gemelli vengono trovati morti, mentre la Prima guerra mondiale raggiunge anche Nuoro, e bussa alla porta di casa Chironi proprio quando Gavino e Luigi Ippolito - taciturno e riflessivo il primo, deciso e appassionato il secondo - sono in età per essere arruolati...
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.14 / 5marco (27-12-2011) E' il primo libro che leggo di Fois e certamente ne seguiranno altri. Complimenti all'autore per l'elegante scrittura e la capacità di fare entrare il lettore nel quadro in cui è dipinta la storia. Nell'insieme la trama non è poi così originale, ci sono però molti passi veramente illuminanti che hanno catturato il mio più vivo compiacimento.
Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AB (24-06-2011) Romanzo solido, di scrittura elegante. Generazioni che si susseguono e stagioni che cambiano. Fois è uno scrittore maturo. Bel romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federica Cafasso (18-01-2011) Prosa bellissima. Scrittore di grande cultura e profondità.Il libro è scritto molto bene, alcuni passi sono davvero belli, la trama però l'ho trovata eccessivamente tragica. Se non fosse stato per il finale, dove c'è un ritorno alla speranza e alla voglia di ricominciare a vivere, direi che l'autore ha davvero esagerato con il pessimismo!
Comunque ne consiglio la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (12-07-2010) La cosa che mi ha colpito di più di questo testo, e che voglio in parte riportare, è la capacità dell scrittore di entrare nell'animo sia dei protagonisti della storia narrata che nella psicologia comune di un po' tutte le famiglie numerose: quell'essere a volte così diversi e così simili.
Michele Angelo, il fabbro, prendendo spunto dal suo lavoro e dall'arte della forgiatura così descrive la vasta gamma degli animi umani e si rivolge al figlio più in difficoltà(Gavino):
...bisogna dare un nome alle cose: quella lavorazione si chiama forgiatura.
...A volte ti sentirai schiacciato dalle responsabilità, eppure dalla sapienza con cui saprai imparare a volgere in bene questo male potrai dichiararti uomo, in officina la chiamiamo compressione...Poi viene la punzonatura, che corrisponde a lasciare un segno, una depressione, un foro. Oh, sentirai ferite tremende, saette che ti trapasseranno la carne. Esporrai a chiunque il tuo cuore spostando i lembi del petto, per dire: Eccomi.
Farai tutti gli errori che è necessario fare e anche qualcuno in più. Ognuno di questi errori ti lascerà un marchio. Allora ,figlio, basterà che tu pensi che quelle non sono ferite, ma trofei, decorazioni. Segni della tua forza"
Bel libro, da leggere sicuramente
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco bdicharlus@hotmail.com (08-05-2010) Marcello Fois conferma di essere uno scrittore con la S maiuscola, capace di evocare emozioni e di farle vivere al lettore.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alberto (15-01-2010) una saga familiare che vuole essere uno sguardo sulle vicende italiane e sarde del novecento.
insomma, un libro ben scritto dove il pessimismo è senza dubbio l'ingrediente principale, non c'è un lieto fine a una serie di episodi che hanno dell'incredibile, e l'epilogo della storia si riaggancia all'episodio di luigi ippolito durante la guerra grande: nulla di straordinario.
io non vedo una grande affresco novecentesco in questo libro, ci sono degli spunti interessanti, ma che leggendo opere del passato, rigoni stern e lussu, non dicono nulla di nuovo.
la trama però è avvincente anche se gli eventi negativi sembrano sempre prendere il sopravvento in ogni capitolo; quando, per esempio, inizia una storia d'amore diabolicamente s'inserisce nella vicenda qualche arcano che la rende un prodromo di sfortuna.
dunque, per chi piace questo genere di romanzi dove le sfortune la fanno da padrone è un opera da gustare, invece per chi ama letture più tranquille è meglio evitarla. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
anna maria (01-11-2009) sapore di sardegna in questo libro che racchiude l amore per i legami di terra e di sangue e che profuma di speranza nonostante un destino avverso. intervallato da un scrittura dettagliata e visiva con momenti di delicata prosa poetica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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