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Faulkner William - Go down, Moses | Sette racconti inanellati a formare un romanzo teso e sapiente che esplora le esistenze intrecciate di bianchi, neri e nativi nella contea di Yoknapatawpha. L'atmosfera senza tempo del Sud degli Stati Uniti fra le due guerre mondiali, le rovine ancora visibili della guerra civile, l'odio mai sopito verso il Nord ricco, una natura grandiosa e inquietante pervadono e sostengono ogni pagina di questo libro. Completa l'edizione un saggio di Nadia Fusini, che con Maurizio Ascari ha ritradotto quest'opera uscita in Italia molti anni orsono con il titolo "Scendi Mosè".
Vincenzo corcordium@katamail.com (21-04-2008) Nel canone faulkneriano va messo al terzo o al secondo posto (assieme a Assalonne, Assalonne!) e subito dopo L'urlo e il furore. Mi era stato proposto di farci la tesi di laurea; non ho accettato e dopo averlo letto me ne sono pentito. Benché alcuni racconti siano di bellezza inferiore, nel complesso è un'opera totalizzante. Da leggere le frasi (o word-patterns, come le ha definite un critico americano, giacché propriamente di frasi non si può parlare) del quarto capitolo del racconto "The Bear", che contiene la "frase" più lunga mai scritta dall'autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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