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Roth Philip - La macchia umana | Coleman Silk è un professore di lettere antiche stimato e rispettato. E' stato persino preside. La sua carriera di colpo s'interrompe il giorno in cui, per indicare due studenti che non si presentano mai a lezione, usa la parola "spooks" (spettri), desueto termine spregiativo riferito alle persone di colore. Quel che Coleman non sa è che i due studenti sono appunto dei neri. Costretto a dimettersi per evitare un "processo" pubblico, il professore vede la sua vita andare lentamente ma inesorabilmente a rotoli. Si lega a una giovane inserviente del college all'apparenza analfabeta, e per questo riceve lettere anonime che lo accusano di "abusare sessualmente" di una donna in difficoltà. Ma Coleman ha anche un terribile segreto.
18 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5angela angelanu@libero.it (20-11-2009) è uno dei primi libri che ho letto di Roth,adesso sto leggendo solo sue opere,qualsiasi altro scrittore mi sembra banale..a parte Paul Auster e Jonathan Franzen,di cui consiglio "Le Correzioni" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luna (27-02-2009) E' il primo libro di Philip Roth che leggo,l'ho trovato molto intenso,c'è una profonda analisi dei personaggi e della società che li circonda,è scritto davvero benissimo,anche se mi ha lasciato molta inquietudine e amarezza,cque lo consiglio vivamente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alce67 (06-07-2007) Ho letto questo libro ormai 3 anni fa, ma ci tengo a lasciare un commento essendo uno tra i libri più belli che abbia mai letto. La storia ha veramente il respiro del grande romanzo con una quantità inimmaginabile di temi toccati, il tutto con una coerenza e ritmo inimmaginabile. Conflitti razziali, confronti di classe, i postumi del Vietnam, l'amore, il sesso (un tema classico di Roth), il destino, la morte. Roth tesse la sua trama implacabile con una scrittura tesa e temi forti; elabora con un successo una storia molto complessa, con numerosi colpi di scena. Un libro veramente entusiasmante che conferma Roth come faro della scrittura contemporanea. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (29-04-2007) Non è certo un libro facile da capire, e ogni tanto la narrazione diventa anche un po' noiosa; ma il tutto si snoda in un meraviglioso contorno letterario che conferma Roth, il Roth di qualche anno fa, come un grandissimo della letteratura americana e mondiale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
franco richetti francorichetti@libero.it (28-11-2006) Dopo aver letto l'ffresco suggestivo della "pastorale americana" questo romanzo delude un po' nella seconda parte: concordo con chi osserva che lo scrittore qua e là si lascia prendere la mano dalla sua facilità e capacità descrittiva per soffermarsi e ripetere concetti scontati Grazie Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mimmo (20-06-2006) Secondo me il più bello e completo di Roth.Qui troviamo l'irriverenza e la scorrettezza di Sabbath e di Kepesh,l'America bigotta e puritana dei Levov,passando per il tratteggio storico che abbiamo già visto in "Ho sposato un comunista" e nella Stessa "Pastorale.."Il miglior libro del più grande scrittore vivente.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
barbara corrà (08-05-2006) sono arrivata a "la macchia umana" dopo molti altri romanzi di roth: qui colpisce la lontananza dal mondo ebraico. eppure,proprio questo distacco ci riconferma la grandezza di philip. Ogni suo libro ci trasporta in un universo. L'arte non conosce tempo. Philip nuovo Proust? E' splendido credere che sia così.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandra (05-02-2006) E' il primo libro di Roth che ho letto....ora comprerò tutti gli altri!!!Bellissimo!lo consiglio caldamente a tutti quanti amano come me la lettura che ti fa riflettere, meditare, ti stupisce, ti buca lo stomaco e ti lascia perso quando finisce.Leggetelo!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Antonietta Laganà antonietta.lag@virgilio.it (05-09-2005) Il romanzo di Philip Roth si snoda attraverso pagine in cui mai nulla di quanto è detto risulta banale, e lo spessore dell'opera è tale che lascia senza fiato, facendoci riflettere sulle convenzioni e sulle falsità del pensiero di oggi, sulla stupidità che si ammanta di buonismo, sui casi della vita che appaiono accidentali ed invece sono inevitabili. Straordinaria la costruzione dei dialoghi in cui si scontrano due diverse personalità, tragiche le pagine che descrivono la realtà così come appare agli occhi del folle reduce dal Vietnam. Vi aleggia dall'inizio un senso di tragedia greca che anticipa quanto avverrà.
A me non sarebbe mai venuto in mente di trarre un film da un libro di questo genere e di questo calibro. Quasi inevitabile il fallimento, troppo diversi i mezzi di cui si serve il cinema, troppo esteriori, poco capaci di rendere gli abissi della mente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giampy giambalaya@hotmail.com (22-11-2004) La storia in se' ci sfuggirebbe forse nella cronaca di ogni giorno ma l'autore ce la racconta e viene fuori la vicenda di un uomo in guerra con tutto cio' che gli e' stato imposto dalla natura e dalla societa'. Per me questo libro e' un grido alla liberta' di un uomo, Coleman Silk; la liberta' degli uomini c'entra ben poco. Per me e' stato un libro bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isetta (12-09-2004) trovo che questo libro sia stato troppo volgare, ma la storia è stata molto coinvolgente.
Inoltre trovo strano il fatto che una donna di 35 anni si fidanzi con un uomo di 71!
Considero i grandi libri di Pirandello in confronto a questo una piuma!!!!!!!!!!!!!!!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea Malaguti andre_mala@yahoo.com (23-10-2003) E' un romanzo di tenuta eccezionale con un occhio alla tragedia e alla storiografia classica; non a caso Coleman Silk, il protagonista, insegna greco e latino. Una volta tanto, sono d'accordo col mio ex-professore Giordano De Biasio. Andrea Malaguti, New York. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Fonda ffonda@hotmail.com (21-08-2003) Il libro si sgretola nella seconda parte. Il racconto espolde con la rivelazione del segreto di Coleman, poi cede. La relazione con la ragazza non è particolarmente interessante, non cattura. Roth ci racconta troppo poco di loro. Una volta conosciuto il loro destino, beh, il resto sono tutte chiacchiere. Azzeccati i riferimenti alla mitologia e alla poltica americana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giordano De Biasio debiasio@units.it (14-08-2002) Con "La macchia umana" Roth ha scritto un altro capolavoro. La sua creatività sembra inesauribile: merita il Nobel.
Giordano De Biasio
Professore di Letteratura Americana
Università di Trieste
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabius '69 (19-02-2002) A mio avviso delle opere della trilogia quella maggiormente sottotono : spledida la prima metà del romanzo, la seconda cede alla tentazione di condurre a buon termine l'intreccio dei personaggi a discapito della narrazione interiore.
Risultato : un punto in meno della "Pastorale" e di "Ho sposato un comunista" ... ma quanti in meno del "Lamento" ? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ALEXVED a_vedovato@hotmail.com (07-01-2002) Roth ci regala un altro capolavoro!!!
Un libro profondo, denso, mai banale.
Su una trama esigua esigua costruisce un romanzo dove l'analisi psicologica la fa da padrone.Non c'è pagina che non ci regali un'osservazione su cui riflettere.
LEGGETELO LEGGETELO!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alvar (06-10-2001) Ho letto anche gli altri della trilogia e questo è il più bello. Il più bel libro uscito quest'anno. Personaggi straordinari, storie costruite benissimo e che fanno ragionare, situazioni molto significative. Un capolavoro.
Speriamo ne scriva altri Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristina (23-07-2001) "La macchia umana" è il primo libro di Roth che ho letto e sono stata davvero colpita dalla forza e dalla profondità con cui è scritto. Lo consiglio a tutti coloro che sono stanchi di libri pieni di "buoni sentimenti". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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