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Rigoni Stern Mario - Il sergente nella neve | "Oggi, a quasi cinquant'anni dalla pubblicazione, questo celebre resoconto di un semplice sottoufficiale alpino che si trova a combattere nel settore centrale del fronte russo, proprio quando l'esercito dell'Unione Sovietica sferra il suo potente attacco demolitore, acquista rilievo speciale. Man mano che i fatti narrati si allontanano nel tempo, il diario del sergente diventa più intenso e assume i caratteri dell'esperienza perenne. La testimonianza scritta, rispetto agli eventi storico-geografici da cui è scaturita, intrattiene lo stesso rapporto che potremmo supporre fra la moneta e il suo conio." (Dalla postfazione di Eraldo Affinati).
13 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5enzo55 enzo.comelli@alice.it (12-11-2008) non ci sono parole ,bisogna leggere i suoi scritti e scoprire le propie emozioni , e come sentire un brano di musica da emozioni differenti ,da non perdere assolutamente , il meglio ,e adesso che sei arrivato a baita ,sergente maggiore buon riposo e quando mi mancherai mi basterà alzare gli occhi ,guardare le nostre montagne e leggere qualche riga per essere con te, i tuoi consigli li troverò fra i tui libri ,pestero neve con i miei scarponi pensando a quanto ci hai dato ,grazie sergente quando arriverò a baita anchio spero che tu sia lì ad aspettermi ......................... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tommaso (05-01-2008) libro bellissimo! Affascinante storia vera del Vestone e degli alpini, della sofferenza della ritirata e della lotta allla sopravvivenza
Il libro trasmette gli orrori della guerra in forma semi-passiva.
Rigoni, il "sergentemagiù" del plotone mitraglieri riesce a catturare l'attenzione del lettore con poche parole
Avanti il Vestone! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piergiuseppe Zanella pg.zanella@fincobel.be (03-12-2006) Tutto ciò che noi abbiamo lo bobbiamo a ciò che è stato fatto, forse anche sbagliando,ma dagli errori ci stiamo trasformando in ciò che saremo,carcando di non dimenticare Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valentina Barbero (08-02-2006) Questo diario autobiografico è bellissimo, perchè fa capire come due uomini, nemici di guerra, possano essere simili, in quanto tutti e due provano le stesse sofferenze e possono essere chiamati uomini entrambi. Il racconto così ben narrato, fa tornare in mente le vicende di un tempo, le generazioni passate e le esperienze che hanno vissuto.
Valentina Barbero-classe 3°media sez.B-Istituto Maria Immacolata di Pinerolo (TO) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adriano (30-08-2005) Bellissimo. Nonostante sia molto coinvolgente e drammatico, trasmette il senso di terrore che la guerra porta con se. Sopratutto durante la ritirata quando fa sempre più freddo e le armi sembrano pesare sempre di più, facendo cresce la voglia di arrendersi agli eventi, e diventare la "condanna" per tornare a casa.
Da leggere e rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (18-11-2003) Un grande libro, senza alcun implicazione politica riesce a farti capire gli orrori della guerra.
Dovrebbe essere un libro di testo a scuola, per far capire come ci si puo' ridurre in guerra e che anche nelle situazioni peggiori l'importante e' non perdere l'umanita' Voto: 5 / 5 |  |  |  |
moreno (24-05-2003) Sentivo pochi giorni fà, alla radio, che un'inchiesta fatta nell'opulenta provincia di Bolzano ha evidenziato che molti cittadidi vivono sotto la "soglia" di povertà. Una ragazza, in un altro servizio, ha poi dichiarato che è ora di dare un calcio al passato, di farsi da parte, perchè le cose stanno cambiando e bisogna avere gambe buone per stare al passo coi tempi.
La soglia di povertà? Cosa significa? Semplicemente che alcuni cittadini non si possono permettere i lussi e gli eccessi ai quali ci ha abituato la società moderna. Vuol dire che alcuni devono rinuciare a qualche cena al ristorante oppure essere costretti a scegliere "solo" la settimana al mare rinunciando a quella bianca. Poveri in provinacia di Bolzano? Forse qualcuno (molti) dovrebbero leggere libri come questo, di storie vere, e meditare sulle verità in essi riportate. Questo aiuterebbe a capire realmente che cosa significa fame, freddo e povertà e ci si potrebbe anche rendere conto che tutta la moderna società è povera, povera dentro. Un tipo di povertà che Rigoni Stern non ha mai conosciuto. Forse aiuterebbe anche a capire che i "vecchi" non sono da ignorare ed emarginare perchè in difficoltà a tenere testa a questa frenetica corsa che è la vita moderna in continuo cambiamento, ma piuttosto da ascoltare e fare della loro esperienza un nostro bagaglio culturale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@caltanet.it (19-11-2002) Dopo aver letto questo libro non è più possibile lamentarsi dei problemi inerenti il proprio misero orticello personale. Solo gli sbruffoni pensano di essere al centro del mondo con le loro false angosce dettate dallo sfrenato consumismo della decadente società moderna. Un libro da consigliare a tutti e, soprattutto, da adottare nelle scuole per aprire gli occhi sui falsi dogmi della storiografia ufficiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anonimo arawol@inwind.it (20-04-2002) E' bellissimo. Questo libro mi ha fatto capire , che tutti gli uomini , anche di due fronti diversi, sono uguali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Agnese Palma agnese.palma@tin.it (26-02-2002) Un racconto semplice, che potrebbe essere adatto anche ai ragazzi, per ricordare una pagina dolorosa della nostra storia. L’ho letto molti anni fa ed allora è stato come un tuffo nell’infanzia, nei racconti di mio padre, reduce di Russia. Si vive il freddo inimmaginabile, la fame, la tortura di non poter dormire per la paura dei congelamenti. E’ l’enormità di una sofferenza che fa dimenticare anche la paura di morire. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ELI (28-01-2002) Bellissimo. Dopo aver letto questo libro mi sono vergognata delle volte in cui mi sono alzata la mattina lamentandomi della vita attuale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo da Verona (28-12-2001) Vale lo stesso commento di "La storia di Giacomo"...piango e ripiango in continuazione: grazie sig. Stern. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele De Chiara (07-11-2001) magnifico capolavoro di Rigoni Stern Mario, sottufficiale della Tridentina, reduce della campagna di Russia, 1941/43, racconto che esalta le sofferenze, gli stenti, l'immane fatica sopportata da tantissimi giovani mandati in un assurda guerra, tantissimi giovani, di cui molti
non tornarono mai piu'...! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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