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Franzen Jonathan - Le correzioni |
Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio di radunare per un "ultimo" Natale i tre figli che ha allevato secondo le regole rigorose e i valori dell'America del dopoguerra, attenta a "correggere" ogni deviazione dal "giusto". Ma i tre figli se ne sono andati sulla costa orientale: Gary, dirigente di banca, è vittima della depressione e di una moglie infantile e testarda; Chip ha perso il posto all'università per "comportamento sessuale scorretto"; Denise, chef di successo, conduce una vita privata molto discutibile secondo i Lambert.
Recensioni 1 - 20 di 31 recensioni presenti. Media Voto: 3.64 / 5luca (01-10-2008) Capolavoro. Lo dico, perché è al primo posto nella mia classifica degli ultimi 80 libri letti. Un’educazione sentimentale per adulti. Un percorso psicanalitico nello stile inconfondibile di Franzen, la cui lucida razionalità rende tragicomiche le miserie dell’uomo contemporaneo. Anche se l’amore rimane il motore del mondo, le buone intenzioni non salvano dal fallimento a cui tutti sono destinati: genitori, figli, mariti, amanti. “Le correzioni” salutano il ‘900 e ci conducono sotto i migliori auspici nella letteratura del nuovo millennio. Voto: 5 / 5 |
stefano benmalaussene@hotmail.com (17-06-2008) Verso la fine del libro ho per caso scoperto su un blog che è un libro trendy trendissimo! ed io che l'ho preso solo per la bella presentazione di Onan, fatto sta che il libro a parte le prime 50 pagine in cui non si capisce un emerita fava (;P) poi il libro decolla notevolmente, tanto che le 600 pagine fitte quasi non si sentono!
Consigliato a chiunque, qui si parla di persone "normali" ma la storia è davvero appassionante.
"Si dice che in questo mondo il piacere superi la sofferenza, o che perlomeno fra le due cose ci sia un giusto equilibrio. Qualora il lettore desiderasse accertare rapidamente la veridicità di tale affermazione, lo invitiamo a paragonare i rispettivi sentimenti di due animali, uno dei quali sia impegnato a mangiare l'altro." Voto: 4 / 5 |
Paola1977 (04-05-2007) Iniziato bene,si è perso strada facendo.
Esclusa qualche parte,è stato davvero una fatica finirlo.
Lento e,malgrado il tema trattato,per nulla coinvolgente.
Non mi è proprio piaciuto. Voto: 1 / 5 |
cinzia (08-12-2006) Uno dei più bei libri usciti negli ultimi anni. Analizza perfettamente le ralazioni che intercorrono tra i protagonisti del libro, con una precisione e una profondità che colpisce. Tutti possiamo scoprire qualcosa dei nostri rapporti famigliari grazie alla lettura di questo meraviglioso libro. Come poi si possa definire volgare un libro del genere è sconcertante. Del resto il significato dell'aggettivo "volgare" a questo punto è molto molto soggettivo. Voto: 5 / 5 |
Manu (30-07-2006) è un libro fatto di luoghi comuni ed estremamente volgare FA SCHIFO! Voto: 1 / 5 |
mar (04-05-2006) la scrittura non è scorrevole, sembra poco spontaneo e troppo studiato, MA tratta quasi tutti quei "nodi" di relazione familiare, in cui ognuno è incappato, e in cui, pur tentando di apportare le famose correzioni, ancora si dibatte. leggerlo è incontrare continue occasioni di autoanalisi: uno si sofferma sulla pagina, interrompe la lettura, e si accorge che cose, frasi, ricordi, rancori sedimentati dentro di noi si sono mossi, intorbidando per l'ennesima volta l'anima, e poi ci vuole del tempo perchè si riposino di nuovo. A suo modo talvolta micidiale. come la definizione per la sorella Denise, del "passare dei suoi anni fertili e matrimoniabili". Voto: 3 / 5 |
francesco innella f.innella@tin.it (23-02-2006) Un libro stupendo e ben fatto che non ti stanca nella lettura ( diffido dei romanzi lunghi ), ma allo stesso tempo mi ha fatto rendere conto di tutte le " correzzioni " della mia vita, che la famiglia e gli altri hanno imposto a me e che forse io ho tentato di imporre agli altri, ciò mi ha procurato un grande senso di rabbia, che è emersa dal mio inconscio, quindi credo che la lettura del libro sia uitle per una autoanalisi, ma la domanda che mi pongo è si può fuggire alla correzzioni? Voto: 5 / 5 |
Alessia (22-07-2005) Ironico, vero, inquietante.
Magistrale la scena di Chip che non può alzarsi da tavola finchè non ha finito di mangiare.
Voto: 4 / 5 |
DinaZ (13-04-2004) Tuoni e lampi: tre streghe. Scritto d'après Shakespeare, questo romanzo - di cui fino alla fine ci si chiede se sia una commedia o una tragedia - è fatto di rocambolesche vicende a incastro, netti personaggi simbolo, qualche mistero ed imagery strepitosa à gogo. Da Shakespeare, perfino una "Boemia col mare": una vilipesa Lituania dove uno dei personaggi è inviato - come nel Racconto d'Inverno - a diventare grande. Eufuistico. Voto: 5 / 5 |
Gioconda Amitrano giocondaamitrano@libero.it (22-11-2003) Molto bello.Chi scrive dimostra di conoscere benissimo le famiglie e i loro comportamenti, anche quelle non americane.L'ho letto con piacere e l'ho consigliato anche ad altri. Voto: 5 / 5 |
vanni vannibaldassarre@hotmail.com (02-09-2003) Bè, vale la pena. Temevo la bufala pubblicitaria, invece il romanzo è davvero bello, corposo, intenso, appassionante e profondo. Bravo Jonathan. Voto: 5 / 5 |
Fabio Galassi fabiogalassi@yahoo.it (05-06-2003) Un libro per chi ama veramente la letteratura e che non la considera semplicemente un passatempo. La descrizione dei personaggi è profonda e ricca di tantissime sfumature; la struttura del romanza è ingegnosamente elaborata; notevole la capacità poi di Franzen di mettere a fuoco le nevrosi della società, americana e non, in cui viviamo. Voto: 5 / 5 |
luisa (16-04-2003) Spaccato della società americana del Midwest? Ma anche della nostra, con i suoi perbenismi e i suoi clichè! Voto: 4 / 5 |
Sasso sasso67@aruba.it (29-03-2003) E' un buon libro corale, una lucida rappresentazione della media borghesia americana contemporanea. Pecca un po' di profondità nell'analisi dei personaggi, basta confrontare questo romanzo con "Il teatro di Sabbath" del grande Philip Roth. Voto: 4 / 5 |
Michele (01-02-2003) Un libro bellissimo! Voto: 5 / 5 |
Cristina (20-01-2003) Splendido, interessante, cinico e divertente. Uno spaccato dell'America di oggi (anche se mio marito, che è americano storce un pò il naso).
L'unico dubbio è sulla qualità della traduzione, non mi sembra allo stesso livello del testo in inglese. Voto: 5 / 5 |
luigi maraiit@yahoo.it (08-01-2003) Un romanzo vero e luminoso, con una scrittura straordinariamente efficace. Preoccupanti invece molti dei commenti lasciati dai frequentatori di internet bookshop. Stupisce l'arroganza di chi sputa sentenze negative mostrando di non avere alcuna dimestichezza con la letteratura e con i meccanismi narrativi. Parafrasando Tondelli, se non apprezzate "Le correzioni" lasciate perdere per sempre i libri e pensate piuttosto a divertirvi con la vostra ragazza o il vostro ragazzo. Voto: 5 / 5 |
Fausto Fiscina faustofiscina@tiscalinet.it (02-01-2003) Un Balzac al tempo della New economy ?
Un Mordecai Richler più fluviale ma più sprofondato negli abissi dello squallore quotidiano ?
In ogni caso, il magma che straborda da questo romanzone tostissimo ustiona ed esalta, non si leggono con frequenza libri animati da questa lucida, impietosa, sconvolgente capacità di ritrarre la realtà che ammorba la vita americana (americana ? solo ?). Voto: 5 / 5 |
izoard izoard@gsmbox.it (16-11-2002) Non è un brutto libro, ma non è neanche bello.
Interessante, sicuramente e anche grandioso, un quadro impietoso degli Stati Uniti contemporanei e delle sue più giovani generazioni.
Una sorta di Simpson (il cartone animato) ma in versione seria e con i personaggi un po' cresciuti. Voto: 3 / 5 |
Cris (19-10-2002) Alcuni spunti sono buoni, ma se devo essere sincera mi aspettavo molto di più e non sono nemmeno sicura che il libro riesca a dare un' immagine realistica dell'odierna società americana (che conosco molto bene). Il testo in alcuni punti non riesce proprio a scorrere e ammetto che mi sono ritrovata a saltare interi capitoli,veramente noiosi anche per una come me che si "mangia" i libri e non si spaventa nemmeno davanti a 1000 e più pagine o davanti a libri "impegnati"! per quanto riguarda la campagna pubblicitaria che ne ha accompagnato l'uscita, posso solo parlare di promesse non mantenute! e questo fatto dimostra ancora una volta che spesso è sbagliato scegliere un libro a seconda di quante copie avrebbe venduto etc. etc. Voto: 2 / 5 |
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