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Fasanella Giovanni; Rocca Giuseppe - Il misterioso intermediario. Igor Markevic... | Roma, 9 maggio '78. Al Viminale, il ministro degli Interni Cossiga attende la notizia della liberazione di Aldo Moro. Quando squilla il telefono, gli si annuncia invece il ritrovamento del cadavere del presidente democristiano, in una Renault rossa lasciata in via Caetani. Il dolore si mescola a profonda delusione: qualcuno ha tradito i patti, capovolgendo l'esito di una segretissima trattativa dove a condurre il gioco era stato chiamato un abilissimo mediatore. Secondo Giovanni Pellegrino, il senatore-detective che per sette anni ha presieduto la Commissione parlamentare sulle stragi e sul terrorismo ha un nome illustre: Igor Markevic, il Maestro di origine russa che ha diretto le maggiori orchestre del mondo.
11 recensioni presenti. Media Voto: 2.27 / 5Andrea Ruini (03-03-2008) Ch voglia orientarsi seriamente sul caso Moro farebbe meglio a leggere ad esempio i libri di Vladimiro Satta. Il coinvolgimento di persone come Markevic nel sequestro (e poi nell'omicidio) di Moro rimane allo stadio di mera concìgettura, o di pura fantasia. Tanto varrebbe dire che Moro è stato rapito e ucciso dai marziani. Lasciamo perdere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Danilo Fabbroni (13-02-2008) Salve,
il libro ha l'innegabile merito di aver posto in luce il ruolo di Markevic, quindi di un artista, che ovviamente sorprende ritrovare a menar le sorti di una vicenda così fuori (apparentemente) dalle grazie dell'Arte. Ma in realtà non è il primo esempio di outsider prestato ai "giochi segreti" delle varie intelligence. Guenon insegna in passato, e nel recente, vedi Gerard Lebovici che nel mentre di produrre il gotha degli attori francesi della nouvelle vague, quindi uomo di spettacolo al 100%, finanziava Guy Debord per picconare lo stesso concetto di spettacolo. Gli opposti si attraggono a bell'apposta per neutralizzarsi ed essere neutralizzati. Chi giudica totalmente invalido il libro non coglie un altro segnale importante dallo stesso autore: sul suo libro sulle BR c'è un piccolo accenno al momento in cui tali "formazioni" furono avvicinate da un'itelligence disposta ad aiutarle "pesantemente". Al rifiuto subito, seguì subito la carcerazione di chi espresse quel rifiuto. E' lì che si gioca la vera storia. Il resto, quello che vediamo noi, in genere, son solo marionette, di svariata caratura, as seconda dei ruoli. Certo è che, d'altro canto, ha ragione la recensione di zen e commenti di altri lettori, vedi sopra, a far le pulci agli autori su una pletora di inesettezze. Tali sono messe magari a bell'apposta affinchè chi parli di Markevic, in futuro, si copra di discredito e ridicolo. Ve la ricordate la disinformatia del Kgb? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianni (09-12-2006) Spero che gli autori non si offendano, ma non riesco a comprendere come una casa editrice quale la Einaudi (pensando a quanti giovani e bravi studiosi meriterebbero una analoga chanches) possa pubblicare un libro simile, che semmai era consono per la Urania, visto che qui si tratta di pura fantascienza. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Guido Vitiello (01-09-2006) Cossiga una volta lo ha chiamato "quell’affascinante libro di fantapolitica" (intervista al Corriere del 22 maggio 2003). Affascinante lo sarà pure, ma dire fantapolitica è perfino troppo clemente: le ultime cinquanta pagine o giù di lì sono un coacervo di non sequitur, cortocircuiti logico-storici, deduzioni paranoidi e doppi salti mortali complottistici che fanno pensare (qui a parlare è Massimo Bordin di RadioRadicale) alla "paccottiglia sui templari". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luciano Riccardi luciano.riccardi@gmail.com (07-05-2006) Un classico "fuori tema" - se il tema si crede di poterlo dedurre dal titolo o ancora di più dal sottotitolo; oppure semplicemente è il titolo ad essere sbagliato, e gli autori volevano semplicemente scrivere un po'.
Dopo la promettente prima pagina, nella quale si fa notare l'inesattezza di una via Caetani a metà strada tra Botteghe Oscure e piazza del Gesù, non si sa bene a cosa servano le centottanta seguenti. In pratica il libro ha inizio col quindicesimo capitolo ed è lungo poche decine di pagine. Gli sforzi degli autori di giustificare questa scelta nella introduzione non sembrano adeguati; se le prime pagine della vita di Markevic possono anche essere interessanti, l'interminabile sequenza di personaggi, incontri, salotti mondani e società più o meno segrete per i tre quarti del libro risulta stucchevole e noiosa, sopratutto per coloro che lo hanno acquistato per saperne qualcosa di più intorno al caso Moro.
Di per sé forse l'esile ipotesi del libro - che sembra avere comunque una sua legittimità, in ogni caso del tutto da verificare - avrebbe forse potuto condurre ad un breve ma intenso studio su un aspetto del caso Moro; ma la strada scelta dagli autori indebolisce anziché rafforzare qualsiasi pretesa di verità di quanto da loro esposto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Andrea (23-07-2003) L'ennesimo libro sull'ipotesi di eterodirezione delle br.
Ma la commissione Pellegrino non aveva smentito questa strada? Mah...
Il libro in se non e' male, ma se avessi letto prima la recensione su zen e scoprire di aver letto delle imprecisioni notevoli avrei evitato di spendere soldi.
Sara' per la prossima volta
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Manlio (23-07-2003) Direi che e' iniziato il festival delle rivelazioni sul caso Moro.
Anche questo libro porta avanti un'ipotesi molto fantasiosa sulla possibilita' di un controllo sulle br di servizi stranieri.
Da un po' di tempo i dietrologi del caso Moro stanno dando il meglio di se nell'unanime giudizio della eterodirezione delle br.
E se una volta tanto smettessimo di cercare il colpevole all'estero e accettassimo la verita'?
E la verita' che non e' piacevole ammettere e' che in Italia in quel tempo c'e' stato uno scontro sociale che e' partito dalle scuole, dalle fabbriche, dai quartieri e che a seguito di risposte violente qualcuno ha ritenuto di dover ricorrere alle armi.
Non mi stupisco del fatto che poi qualcun altro (Servizi Segreti) abbia potuto cavalcare i fenomeni per assicurarsi il danno minimo.
Ma parliamo di qualcosa di parallelo alle br che trova complici nelle negligenze e nelle omissioni degli uomini dello Stato.
E allora cerchiamo in quella direzione.
A furia di voler individuare radici straniere non fi fa altro che il gioco di chi non vuole fare i conti con la propria storia.
Cerchiamo dentro gli avvenimenti, non fuori di essi.
Le br hanno detto tutto, dal punto di vista politico. Qualcuno le ha lasciate fare dal punto di vista militare. Cerchiamo quel qualcuno, non chi le "avrebbe dirette".
Che il libro sia piaciuto a Cossiga e Franceschini non mi stupisce.
Il primo e' stato l'eccellente Ministro degli Interni dei 55 giorni e troppo spesso quando apre bocca ci si dimentica delle colpe di questo signore che a 80 anni non ha ancora pagato il conto per cio' che (non) ha fatto.
Il secondo sta costruendo il castello della eterodirezione attribuendo frasi non dette a uno come Caselli (a proposito dell'operazione Girotto). Il fatto e' che Franceschini non ha mai digerito Moretti soprattutto per questioni sentimentali.
E ora anche i suoi ex compagni iniziano a chiedersi chi lo paga...
Che dire del commento http://www.zen-it.com/letture/recensioni/fasanella-rocca.htm?
Mai letto nien Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Hubert Howard giosafatte@libero.it (14-05-2003) La mia opinione è che la parola definitiva sul valore di questo libro la si possa leggere con comodità qui: http://www.zen-it.com/letture/recensioni/fasanella-rocca.htm
Buona lettura. E a proposito, visto che Fasanella è in ascolto: la suocera di Maria José non era la duchessa di Aosta, ma Elena del Montenegro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca luca.bl@tiscalinet.it (08-05-2003) Spendete i vostri soldi tranquillamente,il libro non vi deluderà.La" verità "che propone non è sicuramente quella ufficiale e non è detto che sia sempre condivisibile ed esente da forzature ma il libro é ben documentato e argomentato rendendo bene il clima dell'epoca(solo dell'epoca?). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni fasanella giofasan@libero.it (17-04-2003) Gentile Signor "Gianni" (si chiama davvero così?), significherà qualcosa, se il ministro degli Interni durante il caso Moro (Francesco Cossiga) ha giudicato «bellissimo» Il misterioso intermediario? E significherà qualcosa, se il fondatore delle Brigate rosse (Alberto Franceschini), il magistrato che ha condotto ben 4 inchieste sull'agguato di via Fani (Rosario Priore) e l'ex presidente di una commissione parlamentare d'inchiesta (Giovanni Pellegrino) hanno giudicato «molto attendibili» le ricostruzioni contenute nel libro che lei invita a non comprare?
Un libro può anche non piacere, per carità. Esprimere un giudizio negativo é del tutto legittimo. Ma quali elemeni lei possiede, per dire con tanta sicurezza che quello che noi abbiamo scritto é frutto di «improbabili fantasie»? Dovrebbe essere un po' più umile e rispettare il lavoro altrui. E in ogni caso, la prossima volta, firmi le sue sentenze, non si nasconda dietro l'anonimato.
Giovanni Fasanella Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianni (07-03-2003) Francamente deludente. La prima parte è sostanzialmente una biografia, per certi versi apprezzabile. L'ultima, quella che dovrebbe mostrare le connessioni con il delitto Moro, non fa altro che abbandonarsi ad improbabili fantasie, neppure tanto suggestive, e davvero poco degne di un saggio che ha la pretesa di presentarsi come ricerca storico-politica. Risparmiate i vostri soldi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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