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De Silva Diego - Voglio guardare |
Celeste ha sedici anni. Fa il liceo scientifico. Vive in una famiglia qualsiasi. Ha un corpo come tanti. Il pomeriggio presto esce di casa, scende in litoranea, raggiunge il solito posto e aspetta. A vederla così, con i jeans, senza un filo di trucco, nessuno direbbe che stia lì per quello. Poi le passano accanto con la macchina e rallentano. Qualcuno scuote la testa, qualcuno fa il giro e si ferma. David Heller ha ucciso. È un uomo giovane, atletico, taciturno. Vive solo, in un grande appartamento. Fa l'avvocato penalista con un certo successo. Un giorno è uscito di casa con un grosso zaino sulle spalle, con dentro il cadavere di una bambina. Celeste l'ha seguito.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5Oscar Grimaldi zagabren@libero.it (12-02-2008) Secondo me è un'occasione persa.
L'intuzione non è male, ma lo sviluppo mi sembra approssimativo, svogliato.
Ho avuto quasi l'impressione di leggere una "bozza" piuttosto che un libro compiuto.
Peccato, ne poteva uscire un libro ben migliore... Voto: 3 / 5 |
bks (29-05-2005) piaciuto abbastanza. ma nell'economia della storia gli ammazzamenti di bambine sono proprio necessari? Voto: 3 / 5 |
Michele nimittaka69@postino.it (17-02-2005) Celeste Libera sulla litoranea ma prigioniera di un incubo familiare. Davide Libero tra le sue mura di casa ma prigioniero di uno stereotipo professionale che ritiene irrimediabilmente falso. Splendido. Celeste e' gia' un mito Voto: 5 / 5 |
anna (11-02-2004) Intriganti e ben tratteggiati i personaggi. Chiusi nel loro chiuso cerchio di dolore antico. Primitivo. Forse paiono entrambi convinti che il loro incontro potrà salvarli. Forse, chissòà, redimerli. Che il sapere le follie, il male interiore che li divora, riuscirà a salvarli dallo sprofondare ancora più giù, nel pozzo senza fondo dell'angoscia.
Uno psicoanalista direbbe che non è nel chiuso della coppia - pur tanto diversa come quella celeste/avvocato - che sbocca il pus del dolore. sarà così? Non credo
Voto: 5 / 5 |
maurizio crispi crismaur@libero.it (04-02-2004) Scritto molto bene con uno stile asciutto ed incisivo.
I due caratteri principali sono delineati con nitidezza.
Tuttavia mi è sembrato che fosse carente la loro caratterizzazione “storica”.
Infatti i due protagonisti/antagonisti, amici/nemici che vengono a trovarsi chiusi all’interno di una perversa relazione che soddisfa complementarmente le esigenze di ciascuno dei due (per l’una, la ragazzina, il “guardare”, per l’altro - apparentemente irreprensibile avvocato di grido - il “fare”) sono quello che sono, fanno quello fanno: l’autore, tuttavia, non riesce a farci capire quali siano le loro motivazioni, perché essi fanno quel che fanno.
Si potrebbe dire quasi che non traspare alcun movente psicologico dei crimini perpetrati, a meno di non voler caldeggiare la tesi dell’insensatezza e dell’assurdità del male nel nostro mondo.
Voto: 4 / 5 |
Sheila nemoenautilus@yahoo.it (26-05-2003) Geniale, intrigante, sudicio.
Non lascia spazi, non permette distrazioni.
Descrizione accurata di due vite diverse ma simili.
Un comune attaccamento alla vita e un altrettanto comune gusto per l'irreparabile.
Celeste è un personaggio indimenticabile che vagamente ricorda la Lolita di Nabokov.
Il finale è costruito con provocatoria intelligenza.
Non passerà certo inosservato nel ricordo dei libri letti quest'anno.
Voto: 5 / 5 |
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