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Makine Andreï - La musica di una vita | Sotto la neve degli Urali il vecchio pianista Alexej Berg aspetta un treno per Mosca. Ha alle spalle una lunghissima storia che ha avuto come punto di svolta la sera del 23 maggio del '41. Il 24 maggio l'allora giovane Alexej avrebbe dovuto tenere il concerto della vita, l'esordio in grande stile che gli avrebbe spalancato le porte della notorietà e del successo. Ma il concerto non avrà luogo, e l'esistenza di Alexej finirà per giocarsi secondo un diverso spartito. Infatti, alla vigilia del concerto, tornando a casa il musicista trova la polizia segreta che deporta i suoi cari. Dovrà fuggire e prendere l'identità di un soldato morto in guerra, ma saprà rinunciare alla musica?
| La recensione de L'Indice |

Dall'autore del pluripremiato Testamento francese (Mondadori, 1997) un breve, intenso romanzo che narra di un incontro avvenuto molti anni prima, ma ancora nitidamente impresso nella memoria del protagonista narratore, un russo fortemente indispettito dalla rassegnazione tipica dell'homo sovieticus. Nella stazione di uno sperduto villaggio degli Urali, proprio mentre il narratore sperimenta l'efficacia concettuale di quella definizione, applicandola con successo ai più disparati rappresentanti di un'umanità rassegnata sino all'assurdo, l'incontro con il vecchio pianista Aleksei Berg e con la sua commovente vicenda esistenziale interviene a minare tutte le sue certezze. Nella cornice di un viaggio in treno verso Mosca, prende forma il ritratto di Aleksei da giovane, ebbro di gioia alla vigilia del concerto che dovrà ripagarlo dei tre lunghi anni di quarantena in cui la sua famiglia è stata guardata con sospetto e ha vissuto nell'incubo delle purghe staliniane. Il feroce desiderio di integrazione di Aleksei, tuttavia, rivela ben presto la sua ingenuità: nel giorno del concerto prende la via della fuga, alla disperata ricerca di una salvezza che gli viene paradossalmente offerta dalla guerra. Ancor più dura della guerra contro i tedeschi è la guerra che Aleksei combatterà contro se stesso per annullare la sua identità, reprimendo la passione per la musica: destinato a perdere, la sconfitta gli farà però riconquistare identità e senso dell'esistenza. E, alla fine del viaggio, la rassegnazione dell'homo sovieticus si sarà manifestata al narratore piuttosto come una dolorosissima, ma saggia e consapevole accettazione di ciò contro cui non è possibile lottare. Nella sua brevità, La musica di una vita non è meno denso e perfetto del Testamento francese: tra i suoi molti pregi spiccano in modo particolare un intenso lirismo e la sapiente misura con cui Makine ha saputo rendere gli orrori della violenza politica e bellica. Daniela Schenardi |
Media Voto: 4.75 / 5philo (13-07-2007) Dopo tanti anni ho inocntrato il mio prof di italiano delle superiori. ho iniziato a chiedere consigli di lettura. Mi consigliato questo Makine. Peccato averlo scoperto così tardi e peccato che sia così poco conosciuto. E' magnifico lo consiglio vivamene.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenza Petrilli (01-11-2004) Romanzo struggente eppur sobrio sulla negazione e la lacerazione esistenziale, ambientato nel 1941, quando la vita del giovane moscovita ebreo Aleksej Berg cambia per sempre. La musica che è stata forza e avventura deve essere abbandonata, come dimenticata deve essere la sua famiglia, cancellato il suo nome. La mera e cieca sopravvivenza impone ad Aleksej di essere un altro, di disumanizzarsi, di rinnegare tutto. Tutto tranne quel concerto mai dato, che lo riscatta e lo tradisce. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lidia Miranda00@libero.it (08-04-2004) Un romanzo dalle emozioni intense dove traspare la voglia di vivere del protagonista, nonostante la vita stessa, per lui, sia stata triste e "pesante". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonio (19-11-2003) Un romanzo breve e splendido, dove non c'è una sola parola in più del necessario e tutte quelle che vi sono regalano un'emozione. Un capolavoro, raramente ho letto qualcosa di simile intensità. E' un peccato che sia poco conosciuto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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