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Mo Yan - Grande seno, fianchi larghi | Una prolifica famiglia matriarcale, governata da una madre dolce ed energica, attraversa le tante vicissitudini della storia cinese del Novecento. Dagli anni Trenta dell'invasione giapponese a oggi, figli, nipoti e parenti acquisiti degli Shangguan si confrontano con gioie e dolori dispensati da una terra estrema e primordiale. Con questo dichiarato omaggio alla propria madre e alle proprie radici, Mo Yan torna all'affresco rurale e mitologico di "Sorgo rosso".
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5FRANCESCO BRISOTTO francescobrisotto@libero.it (07-10-2004) Si arriva alla fine di questo libro e si pensa all'inizio come guardare al passato della propria vita ed alle vicissitudini intercorse. La crudezza di certi episodi è rapportata alla grandezza dei cambiamenti di una società immensa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eva ilovechina@libero.it (16-04-2003) E' un libro gobidile, ma manca della forza impetuosa che pervade Sorgo Rosso. Mi ha lasciata perplessa la conclusione, perchè la storia si era esaurita molto prima dell'ultimo capitolo. Le vicende del primo erede maschio della famiglia rappresentano la parabola della vita dell'ennesimo vinto della produzione narrativa di Mo Yan. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paola laste.bl@virgilio.it (25-03-2003) mi lascia perplessa!ci sono momenti molto poetici
e momenti di basso livello.
E' vero che la storia copre un lasso di tempo esteso ed è molto nutrita ma è altrettanto vero che lo stile e' molto confuso.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Maurizio (08-10-2002) In Cina, forse per le dimensioni del paese e della sua popolazione, i drammi, le tragedie sono di proporzioni immani. E tali sono i drammi, fisici ed interiori, che vive la famiglia Shangguan. L'unica cosa che lascia perplessi è come una sola famiglia, seppur costituita da nove figli, possa aver così riunito in sé tutte le tragedie vissute dal proprio paese. E' una sorta di storia della Cina degli ultimi sessanta anni osservati attraverso la storia di una famiglia. Non ha l'energia e l'efficacia penetranti e straordinarie di "Sorgo rosso", ma è comunque un buon libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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