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Ishiguro Kazuo - Quando eravamo orfani | Per Christopher Banks tutto sembra essersi fermato quando, da bambino, gli sono stati misteriosamente rapiti i genitori. Fino a dieci anni è cresciuto come un orfano nella ricca Shanghai dell'oppio, per poi essere affidato alle cure di una zia nell'austera Inghilterra. Londra anni Trenta: Christopher è ormai un famoso detective privato, ma dietro ad ogni caso brillantemente risolto grava l'enigma di quel rapimento. Poco importa se in quegli anni proprio a Shanghai si sta innescando la scintilla che porterà il mondo alla rovina. Banks, infatti, ritiene che anche il massacro insensato della guerra sia un caso risolvibile per un buon investigatore, magari con l'aiuto del suo strumento feticcio, la lente di ingrandimento.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5fu (26-07-2011) Se i tanti "pseudo" scrittori in circolazione leggessero qualcosa di Hishiguro, smetterebbero di scrivere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lidia gogolis@alice.it (04-02-2009) Dopo aver letto "Quel che resta del giorno", volevo approfondire la mia conoscenza di Ishiguro poichè ritengo che sia uno dei migliori professori possibili per imparare a scrivere bene. Ma devo confessare che il libro..beh, non mi è piaciuto granchè. Certo, una lettura decisamente non disprezzabile, ma non entusiasmante. Neanche io sono riuscita ad entrare in sintonia con questo romanzo, ed era come se tra me e lo scrittore ci fosse una barriera. Il finale non mi ha emozionanato particolarmente e non mi è sembrato per nulla sorprendente, ma a dire il vero molto scontato.
Consiglio di cercarlo in una biblioteca anzichè acquistarlo nuovo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alce67 (29-09-2008) Ishiguro mi piace moltissimo, ma ho trovato questo romanzo meno incisivo di altri. Come in "Quel che resta del giorno", il contesto storico è fortemente presente. Tuttavia, nonostante l'intricata serie di eventi, non sono riuscito ad appassionarmi alla storia. Forse la narrazione fatta in prima persona dal formalissimo protagonista, forse alcune piccole incongruenze o l'atmosfera un pò rarefatta che circonda le sue indagini a Shangai mi hanno tenuto a distanza. Resta un libro comunque piacevole e con un finale molto sorprendente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mari (16-06-2008) Incredibile Ishiguro... il più grande scrittore vivente. Questo romanzo ti travolge fin dalle prime righe, ti strappa via dalla tua vita quotidiana, non ti molla fino all'ultima pagina e ti penetra fin dentro le ossa e fin dentro i sogni che farai di notte... Nn si può ignorare. Non si può dimenticare. Da non perdere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco francesconicosia@alice.it (09-09-2005) Arrivi alla fine. All'ultima pagina, all'ultima riga, all'ultima parola e vedi con gli occhi della tua mente il protagonista, Cristopher Banks, invecchiato, seduto alla sua scrivania, mettere il punto alla sua autobiografia. Resti ancora qualche istante con il libro aperto tra le mani, mentre la mente si sofferma su quell'immagine. Poi lo chiudi, e solo dopo un po' ti rendi conto che Critopher Banks non esiste nella realtà, e ti dispiace. Allora ti ricordi che però Kazuo Ishiguro esiste e Cristopher Banks esiste dentro di lui e quel filo di malinconia che era apparso sfuma nell'aria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia B (31-07-2005) - La prima parte è un romanzo classico,scritto con eleganza struggente, ma è la seconda parte che si rivela particolarmente interessante perchè lo scrittore, impercettibilmente, senza farlo mai capire compiutamente, entra piano piano in un mondo oniroide , forse il protagonista sta sognando, forse sta impazzendo, forse sta portando alle estreme conseguenze le sue più angoscianti, ma anche umoristiche fantasie...- Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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