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Mari Michele - La stiva e l'abisso | La bonaccia fiacca i venti e un galeone spagnolo, immobile in mezzo all'oceano, diventa il palcoscenico di un dissonante concerto di personaggi. Le loro ossessioni verbali dominano la scena, mentre il capitano del vascello sta immobile nel suo giaciglio, impossibilitato ad alzarsi per lo sfacelo che gli devasta il corpo. Il suo secondo gli riferisce quanto accade in tolda, ma sono informazioni vaghe, riferite da un animo volgare che non coglie l'assurdità del tutto. Tocca al capitano completare con una fantasia febbricitante gli avvenimenti che controllano la nave, capire quale smania possieda i suoi uomini.
Media Voto: 3.33 / 5Roberto (10-04-2007) Forse l'unico difetto in questo bellissimo libro di Mari è la lunghezza, come certi film che potrebbero concludersi prima senza perdere nulla del contenuto. Per il resto è un romanzo profondo, ironico, a tratti divertente, poetico, sensuale e di grande impatto emotivo! La scrittura è sublime e la descrizione dei personaggi attraverso le loro emozioni rappresentano il fulcro di tutta la narrazione.
Geniale la trovata degli "strani" pesci e della loro capacità di raccontare storie solo ai marinai di animo sensibile. Una narrazione nella narrazione che fa da filo conduttore a tutto il romanzo mettendo in rilievo la fragilità dell' uomo e le differenze tra bene e male, odio e amore, stupidità ed intelligenza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo V (18-09-2003) Concordo con il lettore Latinese; questo libro mi ha deluso. E' scritto con grandissima padronanza della lingua; è difficile credere che possa essere un'opera giovanile, di uno "che sta imparando il mestiere". Ma è questo il problema di tanti scrittori italiani, e il difetto di questo libro: tanta tecnica, tanti ragionamenti ma in sostanza non si ha niente da dire, niente da raccontare. L'unico personaggio in cui si ravvisa un barlume di realtà è il malvagio Menzio; tutto il resto sono letture rimescolate. Poteva essere un buon racconto se si fosse limitato a non più di trenta pagine. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Latinese (10-05-2003) M'illudevo che fosse un nuovo romanzo di Mari, invece è la ristampa di una delle prime opere, già uscita per Bompiani. Per quanto mi piacca Mari, devo dire che questo romanzo, pur scritto col suo stile impareggiabile, non arriva alla forza di Tu sanguinosa infanzia o di Tutto il ferro della Tour Eiffel. Si vede che stava imparando il mestiere. Einaudi ha fatto bene a ristamparlo, ma avrebbe fatto meglio a ripubblicare Tu sanguinosa infanzia e Rondini sul filo, che adesso è difficilissimo trovare. Il romanzo è evidentemente legato all'ossessione marina di Mari (cognomen, omen?), ma il capitoletto sui romanzi marinari in Tu sanguinosa infanzia dice tutto quel che si trova nella stiva e nell'abisso in molte meno pagine. Diciamo che questo libro può interessare quelli che gli americani chiamano "completists", ovvero quei lettori che s'innamorano a tal punto di uno scrittore da voler leggere tutto quel che ha pubblicato, anche le cose meno felici. Lo sconsiglierei a chi vuole farsi un idea di uno dei migliori scrittori che abbiamo oggi in questo paese... partite dagli altri romanzi che ho citato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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