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Carrère Emmanuel - L' avversario |
Un uomo cammina da solo in un bosco innevato. Non sta andando da nessuna parte, ha un'intera giornata da riempire. Anzi, ha da riempire diciotto anni di vita inventata. Quest'uomo mente. È il suo modo di essere, l'unica via che conosce per riuscire a comunicare. La storia della sua vita è un castello di carte in attesa di un soffio di vento. Ma in bilico su questa montagna di bugie stanno persone e cose reali: una famiglia, una casa, un cane, un'amante, degli amici.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Ros (20-02-2008) Una storia vera che ha dell'incredibile lascia sempre perplessi. In questo caso, più che perplessi allibiti. Credo che ognuno di noi possa ricinosceresi in un qualche pensiero del protagonista e questo procura una sottile angoscia perchè ci mette di fronte anche alla nostra personale "follia". Difficile da dimenticare. Voto: 5 / 5 |
Lucia (13-02-2008) In una parola :agghiacciante!!! Voto: 4 / 5 |
Emanuele (23-09-2004) Io lo sto leggendo ora, tutto d' un fiato. Carrère è molto bravo nel descrivere asetticamente (intendo dire senza giudizi morali, ma attenendosi unicamente alla descrizione dei fatti) le giornate trascorse nei boschi, i timori di essere scoperto, i dubbi sulla convenienza di un' eventuale rivelazione della realtà da parte del personaggio. Voto: 4 / 5 |
Francesca Berti (30-04-2003) Un bel libro, perché prova a dare metodo ad una follia, nascosta per anni sotto un'apparente normalità. La vicenda di per sé non è incredibile (non sono pochi coloro che, per nascondere ai propri cari il fallimento negli studi universitari, si inventano una laurea se non anche una carriera professionale); neanche incredibile è la sua conclusione tragica (si ricordi l'esempio dello studente fallito che un paio d'anni fa uccise il padre a Padova);incredibile è che si riesca a mentire a tutti per diciotto anni, nascondendo il proprio vuoto assoluto. L'autore riesce ad esprimere lo sgomento e l'incapacità di penetrare realmente nella psicologia di un uomo solo, trasformatosi in un demonio per la paura di confrontarsi con la propria realtà. Voto: 4 / 5 |
Luigi gigianco@katamail.com (15-04-2003) Un brutto libro: approfondisce poco, sorvola su diciotto anni di vita del "divalo" Romand senza soffersarsi affatto sul dato più atroce, ed inspiegabile, di questa vicenda: la quotidianità, l'impiego del tempo. Ha il valore di qualche articolo di cronaca giudiziaria, da un libro ci si aspetta qualcosa in più. Bocciato.
Luigi Voto: 1 / 5 |
Fango (12-04-2003) Fantastico, capace di chiudere totalmente l'attenzione tra le pagine del libro e obbligarti a dimenticare ciò che ti sta intorno. Voto: 5 / 5 |
Massimo maxza@tiscali.it (28-01-2003) Stupendo...soprattutto perchè non essendo una storia inventata, ma vera, è raccontata veramente bene. Ho mangiato le pagine una dietro l'altra. Ora esce anche il film: non vedo l'ora di andare a vederlo! Leggete questo libro perchè racconta una storia incredibile...senza senso! Voto: 5 / 5 |
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