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Stiglitz Joseph E. - La globalizzazione e i suoi oppositori |
Il vincitore del Premio Nobel per l'economia nel 2001, consigliere di Bill Clinton durante il primo mandato, e vicepresidente della Banca Mondiale dal 1997 al 2000 affronta il tema della globalizzazione cercando di rispondere ad alcune domande: cosa s'intende per globalizzazione? quali sono i presupposti, quali gli effetti e quali i danni? chi sostiene la globalizzazione, chi la governa e chi la contesta?
Media Voto: 5 / 5mauro cassano (01-06-2007) Un libro ben strutturato,equilibrato, tecnico, ma molto accessibile al grande pubblico per la chiarezza esplicativa dei concetti economici e dell'operato delle più importanti istituzioni internazionali. L'autore non è un no-global bensì un insider, un sostenitore dell'economia di mercato, ma critica con energia l'operato del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale (di cui è stato chief economist dal 1997 al 2000)e del WTO nel gestire la globalizzazione imponendo politiche economiche basate sul Washington Consensus e ispirate al fondamentalismo di mercato: austerità, stabilità, privatizzazioni rapide e selvagge e liberalizzazioni dei capitali finanziari e dei commerci hanno impoverito molti Paesi in via di sviluppo e precipitato Paesi come la Russia, passati dal comunismo ad un'economia capitalista mafiosa e nepotistica gestita in modo autoritario e clientelare, in una situazione di estesa miseria. L'autore non ritiene che i mercati lasciati a loro stessi siano Pareto-efficienti sempre e in ogni caso, ma considerando l'asimmetria informativa che pervade il sistema essi genereranno fallimenti più che benefici. D'altro canto egli ritiene che i governi debbano sì intervenire a correggere i market failures, ma dosando sapientemente la loro azione, senza indebite invasioni di campo. Occorre garantire un imponente apparato normativo a presidio del rispetto dei contratti, della regolamentazione dei fallimenti e della gestione della privatizzazione di certi settori economici (non tutti in verità), assicurando inoltre istruzione, sanità gratutita, una rete di sicurezza sociale e di ammortizzatori sociali, una riforma agraria radicale, pari opportunità tra uomini e donne e un efficace supporto democratico. E'auspicabile infine una riforma delle istituzioni internazionali che solleciti alla trasparenza, alla discussione aperta anche ai Paesi poveri e al dibattito: in caso contrario si giungerebbe ad una dittatura dell'élite finanziaria mondiale. Un saggio agile e ben documentato, da leggere e rileggere con cura. Voto: 5 / 5 |
Francesco (30-01-2004) Consente di interpretare correttamente alcune delle più gravi crisi economiche vissute negli ultimi anni da alcuni paesi in via di sviluppo. Ci sono in giro molti libri sulla globalizzazione, ma questo è scevro da ogni ideologismo. Descrive il modo di operare di grandi istituzioni economiche (soprattutto l'FMI) e le loro azioni colluse con il potere economico e politico americano. Voto: 5 / 5 |
Davide (18-04-2003) Uno dei migliori libri sulla globalizzazione. E' di per sè grandioso il fatto che l'abbia scritto uno dei consiglieri di un presidente degli Stati Uniti (e premio Nobel). Chissà cosa ne avrà pensato Bill Clinton...e soprattutto George W Bush! Voto: 5 / 5 |
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