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Bassani Giorgio - Cinque storie ferraresi | Cinque storie. Quella di Lida Mantovani, ragazza madre che sposa un brav'uomo ma non riesce a dargli un figlio; quella del dottor Elia Corcos, solitario appassionato di scienza che mal sopporta la moglie; quella di Geo Josz, di ritorno dal lager; quella di Clelia Trotti, anziana militante socialista morta in carcere durante l'occupazione nazista. Il libro, qui riproposto nella prima edizione del 1956, fece vincere a Bassani il Premio Strega.
Media Voto: 4.25 / 5Luca (10-05-2007) Tecnicamente impeccabile la descrizione delle storie, ma la lentezza nella narrazione e l'eccessiva, in alcuni casi, dovizia di particolari rendono questo libro lento e pesante. Non cambio la mia opinione sull'autore, che detiene meritata fama, ma non ho apprezzato molto questo libro, che presenta 5 storie, solamente due delle quali mi hanno un po' appassionato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Catania (25-06-2006) Nel 1956 Giorgio Bassani pubblicava le Cinque storie ferraresi e vinceva il premio Strega. Attraverso racconti quali Lida Mantovani, La passeggiata prima di cena, Una lapide in via Mazzini, Gli ultimi anni di Clelia Trotti e Una notte del '43 - laboriosamente composti tra il 1940 e il 1955 - lo scrittore ritornava metaforicamente a Ferrara per rappresentare l'antropologia di una piccola città durante gli anni del fascismo e dell'immediato dopoguerra e approdare a una visione eretica della realtà nazionale. Con i suoi racconti non consolatori sugli infelici, gli ebrei, la guerra, la Repubblica di Salò, gli eccidi, l'antifascismo intransigente e quello ambiguo e compromissorio, Bassani, dopo la Ferrara letteraria delle pagine di Giosue Carducci, Gabriele D'Annunzio e Corrado Govoni, restituiva la sua città alla storia e ce ne dava un'immagine complessa e inquietante. Ci faceva percepire la fragilità dell'Italia democratica. Dimostrava che a volte gli scrittori leggono la realtà meglio degli storici e che la letteratura è più lungimirante della politica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Amedeo Ferri (17-05-2006) Ha ragione il lettore che ha scrito l'unica recensione a questo volume: romanzacci infami di scrittori che davvero non sanno cosa vuol dire scrivere (e probabilmente scriverebbero da cani anche una cartolina dalla villeggiatura!)ricchi di commenti e giudizi assolutamente immeritati e Bassani, scrittore tra i più grandi del neorealismo italiano, con un solo giudizio...c'è davvero da pensare a dove siamo finiti... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
meladiodessa@katamail.com (30-08-2005) tensione civile,la luce malinconica delle delusioni che riserva il futuro,una scrittura volta certo al recupero di moduli e temi tradizionali ma che proprio per questo ha la capacità di trasportare gli ambienti in una vaga atmosfera di incantesimo,di sortilegio...e infine il giudizio storico,di grande attualità,su una società sempre più propensa ad inclinare verso l'indifferenza e il qualunquismo politico...un gran bel libro,un grande scrittore,dimenticato ormai dai giovani(e meno giovani purtroppo) che affollano invece di recensioni paccottiglia letteraria da quattro soldi... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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