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Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezza dell'abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Ha trascorso l'infanzia nella miseria, all'ombra della madre che era la ladra, la mendicante, la prostituta del paese. Quando, tra i molti che vedeva entrare e uscire di casa, ha scoperto chi era suo padre, Tobias ha preso un lungo coltello e glielo ha affondato nella schiena.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.41 / 5MCF (16-01-2012) Mi è piaciuto molto questo libro scritto da Agota Kristof, autrice ungherese nata nel 1935 e sempre vissuta all'estero. In "Ieri", racconta la vita di un emigrato fuggito da una situazione dolorosa e umiliante che cerca disperatamente di lasciarsi alle spalle. Ricorda il bambino che è stato e confronta i suoi sogni con le sue esperienze di adulto ferito e amareggiato. E' anche una storia d'amore triste perchè riguarda una persona che fa parte della sua storia, una figura che ha mitizzato perchè gli aveva vissuto accanto in una condizione più fortunata.
Così l'autrice scrive:
"Ieri tutto era più bello
La musica tra gli alberi
Il vento nei miei capelli
E nelle tue mani tese
Il sole
"Ieri ho vissuto un istante di felicità inattesa, immotivata. E' venuta verso di me attraverso la pioggia e la nebbia, sorrideva, fluttuava al di sopra degli alberi,mi danzava davanti, mi circondava. Io l'ho riconosciuta. Era la felicità di un tempo remoto quando io e il bambino eravamo tutt'uno."
"Sulla terra non c'è che la mietitura, l'attesa insopportabile e l'inesprimibile silenzio."
"Vai là dove le persone sono felici perché non conoscono l'amore. La sera chiudono la loro porta a doppia mandata e aspettano pazientemente che la vita passi."
"Perchè è diventando assolutamente niente che si può diventare uno scrittore." Forse l'autrice vuole dire che solo quando una persona sprofonda nel dolore e/o non ha stima di se stessa prova il bisogno di scrivere per rifugiarsi in un mondo diverso, più bello, in linea con le sue aspettative.
I temi sono il dolore e la guarigione cioè l'accettazione del passato, tematiche che ritroviamo nel film di Almodovar "Gli abbracci spezzati". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bilitti (16-10-2008) ho letto anche la trilogia della citta di k. devo purtroppo dire che a me questa scrittrice non piace. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mara (13-02-2008) Diretto, freddo, tagliente come la lama di un coltello che lasci entrare nella pancia...Ieri brucia, domani continuerà a bruciare... in silenzio... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GERARDO motula@libero.it (10-01-2008) Fa male, come un cazzotto al cuore che ti toglie il respiro.Duro, buio, crudo, senza pietà.Ma è necessario. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (10-04-2007) Capolavoro. Disperato, senza speranza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vito calabrese (08-01-2007) Agota Kristof è una scrittrice straordinaria. Ha uno stile asciutto. Descrive, non prende posizioni, non giudica. E' una scrittura che non parteggia, non si immedesima eppure rimani incollato alla pagina a pensare. La scrittrice non è d'accordo, ma il film che ne è stato tratto da Silvio Soldini "Brucio nel vento" è altrettanto bello e rispettoso del clima intenso del libro. Una storia che ti rimane dentro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandro Boscaro (22-02-2006) Alienazione e sradicamento.
Tornano i temi cari alla Kristof in un piacevole racconto (purtroppo venduto da Einaudi al prezzo di un romanzo, ma l'autrice non ne ha certo colpa) che conferma le sue grandi doti di narratrice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio Moretti (07-07-2005) Un capolavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo paolo.alvino@rcs.it (13-09-2004) Un racconto che si dipana come il filo tessuto dalle Parche. Essenziale. Inesorabile. Un orizzonte chiuso alla speranza, e aperto alla poesia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniela danielapantaleo@email.it (07-05-2004) Romanzo di forte impatto emotivo, "Ieri" racconta un amore impossibile in cui il poco che viene detto affonda nell'indicibile e la realtà evocata emarge nuda senza il ricorso ad artifici retorici e a quei dati narrativi attinenti il tempo e il luogo dell'azione. La netta chiusura dela narrazione è tuttavia solo apparente perchè, attraversando la storia, s'intuisce subito che il flusso dell'esistenza comincia e prosegue prima a dopo l'inizio e l'epilogo della vicenda narrata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide (29-03-2004) Poetico, delirante, disperato. Maledetto, come la sua autrice.
Un libro imperdibile di una delle più grandi scrittrici viventi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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