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Saramago José - Il racconto dell'isola sconosciuta | L'isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi. L'autore di "L'anno della morte di Ricardo Reis", "La zattera di pietra", "Cecità", "Tutti i nomi", "L'uomo duplicato", e tanti altre opere che gli hanno valso il premio Nobel per la letteratura, offre in questo volume una favola d'amore scritta nel 1998.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5Pamy (01-07-2008) Beh,sarà anche un raccontino -ino -ino, come dice Albys, ma credo che in pochi riescano a dire così tanto in così poco spazio. Non c'è una parola di troppo, ma neanche una di meno. E i paragoni che non hanno niente di costruttivo li trovo un modo gratutito per stroncare un'opera, ovvio che ognuno di noi ha uno scrittore di riferimento, ma questo che vuol dire, che non ci può essere nessun'altro in grado di tenere in mano una penna? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fanny (08-01-2007) Questo libro è corto e filosofico, una storia d'amore che consiglio di leggere a chiunque sia un sognatore, ognuno ha un isola sconosciuta ,molto piu vicina di quanto si creda Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ogm (05-09-2006) finisco di leggerlo e mi siedo a pensare. da qualsiasi parte si giri, resta di fondo l'immediatezza dello stile unita ad una raggiera di messaggi e di interpretazioni differenti. ogni frase andrebbe approfondita, ogni parola, riletta. i venti minuti per abbracciare l'intero sogno, si dilaterebbero ad un'intera notte. venti minuti, è vero, non spiegano un autore, ma lo possono attendibilmente riassumere. venti minuti, nei quali viene rinchiusa una vita, il senso di una vita, il suo percorso, la sua realizzazione. cinque stelle, per questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gio (19-01-2006) Non ho letto questo libello in particolare, ma rimango esterrefatta dai commenti letti, e in particolare:
da quello di Loris (un Tabucchi lo vogliamo buttare a mare? e un Malerba? - semmai il vero problema in questo paese è l'industria editoriale - e ho detto tutto!)
e ovviamente da quello di Albys: mai sentito parlare di un tale Joyce? Anche lui con la punteggiatura non scherzava, e quanto tempo fa!! Senza tener poi conto della "licenza poetica" (a questo proposito consiglierei la lettura delle poesie "giovanili" del nostro Saramago) e del fatto che - chissà - se il tuo sputo fosse artistico?! De gustibus non est sputacchiandum...
L'amorale è che non esiste per fortuna una scienza dell'arte, ma la storia cancella il superfluo consegnandoci i grandi artisti - anche quelli che non sono emersi subito - grazie anche alla lettura di tanti appassionati!
Leggete e leggete, se non vi piace cambiate libro: può non essere il momento adatto o il vostro autore ideale! I libri e gli autori vivono solo nella lettura... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel Oscar Tramor kheperkara@iol.it (02-08-2005) sono perplesso dalle dichiazioni aggressive di una persona che col le sue stesse parola dimostra l'assoluta inutilità del suo pensiero. Giudicare Saramago solo da questo racconto sarebbe riduttivo... ma inserito nell'opera complata credo sia una vera chicca, non tanto per lo stile, il calssico Saramago, quanto per il contenuto che ne fa una bella fiaba postmoderna. Ovviamente i gusti sono soggettivi e personali, ma almeno prendersi il tempòo di conoscere prima di parlare sarebbe utile, soprattutto per chi scrive. CIAO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Loris (02-06-2005) Solito eccezionale, immenso Saramago. la sua scrittura è lineare e lucida, la trama non ti annoia mai. Con Garcia Marquez e Sepulveda, meo iudicio, è il miglior scrittore attualmente in circolazione. Peccato che l'Italia ora abbia solo scrittori pessimi (e sopravvalutati) come Dario Fo e talentuosi come Stefano Benni e Niccolò Ammaniti ma nulla più. Avremo ancora un narratore straordinario come Italo Calvino? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca dr.francescaholden@virgilio.it (23-01-2005) è chiaro che si tratta solo di un piccolo (molto piccolo) esercizio di stile. ben altro sono tutti (nessuno escluso) gli altri suoi lavori. devo di re che ho letto quasi tutte le sue opere trovandole sempre sorprendenti e geniali. il suo stile peculiare, ironico e tagliente, fa di lui uno dei più grandi scrittori viventi. è ovvio che albys, prima di dare un giudizio (in cui spiccano, peraltro, termini offensivi ed inappropriati) dovrebbe leggere qualcosa di più rappresentativo dell'autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (15-12-2004) Francamente mi hanno lasciato basito i commenti qui sotto. Da Saramago mi aspettavo ben altro.
Un premio Nobel per la Letteratura, che certamente avrà scritto cose più preziose di questo raccontino molto -ino ino, dovrebbe distinguersi sempre e comunque, in qualsiasi scritto. Qui invece il vecchio Saramago si distingue solo per il suo assurdo modo di violare gratuitamente le regole grammaticali ignorando le virgolette nei dialoghi e facendo seguire alle virgole una serie di lettere Maiuscole che dovrebbero servire a far capire che sta cambiando il soggetto parlante.
Bah... a me queste "scoperte" sembrano delle emerite CAZZATE. Se lo facessi io mi direbbero che sono ignorante (giustamente), lo fa un Nobel è allora è genio puro.
Noi Umani a volte siamo di una imbecillità assoluta. Uno sputazzo su tela di Picasso è opera d'arte sulla quale famosi critici d'arte perderebbero il sonno, un mio sputazzo su tela è semplicemente quello che è, saliva.
Qui siamo sullo stesso livello: un raccontino che fa molto Coelho (autore sovrastimato e francamente adatto solo a un pubblico di catechisti e perpetue) e una prosa che non lascia assolutamente nulla.
Si salva (appena) solo per il finale, che lancia un piccolo messaggio (che peraltro io leggo sia l'Amore, e non il Viaggio come dice Edy qui sotto...)
Lo stile di Saramago non mi piace. Quella punteggiatura assurda non aggiunge nulla di nulla, rallenta e confonde solo la lettura.
Difficile che legga ancora qualcosa di suo.
Il grande Marai se lo mangia a colazione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Veronica87(CT) fillejolie@tiscali.it (05-12-2004) Un meraviglioso racconto dove il sottile confine tra utopia, sogno e realtà si fonde con la brama dell'uomo di varcare"le colonne d'Ercole" del mondo, l'uomo è il microcosmo che può conoscere se stesso solo nel macrocosmo che gli risulta ignoto.Bravo Saramago. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia super_giuppy@hotmail.com (20-09-2004) La definizione per questo libro è molto difficile: in alcuni tratti favola, in altri perfino trattato di filosofia. Molto probabilmente Saramago ha voluto proprio questo: rendere un concetto 'difficile'con le parole che si usano per raccontare favole ai bambini; una favola dolce, che lascia il sorriso proprio di un bambino alla fine della lettura, ma che contemporaneamente lascia il segno. La bravura e la grandezza di Saramago si è dimostrata ancora una volta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Edy (26-07-2004) Un po' breve perchè la prosa di saramago possa dare il meglio. Rimane comunque un bel
racconto di uno scrittore intenso e generoso. La morale di fondo: la vera meta è il viaggio.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lau lalauri@libero.it (28-04-2004) l'apparente semplicità del racconto non fa che renderlo meraviglioso e indimenticabile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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