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Vecchioni Roberto - Il libraio di Selinunte | Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s'innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall'odio e dall'invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano. Il librario è introvabile, forse morto nel rogo. Sarà il ragazzo a scoprire dentro di sé la sua voce perduta e quando vicino al tempio vede le proprie parole farsi pagina sul mare, capisce che queste sono ancora vive e che le cose si salveranno. La storia è ispirata al testo di una sua nuova canzone.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 3.82 / 5valentina simona bufano (05-09-2010) io ci ho visto questo in questo libro magico:
ci ho visto una persona che fugge dall'ignoranza
ci ho visto una creatura che ha aiutato il bambino...che si è salvato da se'
perchè è così che funziona
la scuola sarà anche obbligatoria
ma siamo noi a decidere se vogliamo salvarci dall'ignoranza, dal vuoto di valori, dal trash
Libro non male Voto: 5 / 5 |  |  |  |
salvatore (17-06-2008) Meraviglioso. Una bella storia che fa sognare. Grande Roberto Vecchioni Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessia (05-09-2007) Le parole sono fondamentali per esprimere i nostri sentimenti, le sfumature dei sentimenti...e come sappiamo sono le sfumature a fare la differenza. Però per avere le parole fondamentale è la cultura, che è la nostra ricchezza, ma come fa intravedere Vecchioni in questo bel libro, c'è il pericolo che la stiamo perdendo. Buona lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alberto (15-05-2007) L'idea è buona ma si spegne a meta',il finale è patetico e un po' buttato li.Peccato perche' il libro prometteva bene. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ermes* (18-06-2006) Niente di eccezionale, davvero. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
claudia (25-04-2006) Un libro di un carattere decisamente nuovo che riesce a "raccontarsi da sè". Ci mette a disposizione la possibilità di capire il nostro mondo attuale con un linguaggio semplice. Ci fa capire dove stiamo arrivando; potrebbe essere un avvertimento come un semplice consiglio. Secondo me il libraio rappresenta la cultura e l'istruzione; è una cosa che non si conosce e che vuole solo essere ascoltata. Vecchioni è riuscito a capire il motivo del nostro senso continuo di inadeguatezza e della nostra solitudine: non riusciamo più ad esternare quello che abbiamo dentro e ci stiamo uccidendo da soli. Ci fa veramente capire l'importanza del parlare e del sapere. Noi dobbiamo effettivamente SAPERE che stiamo perdendo le parole e dobbiamo assolutamente DIRLO anche a chi non riesce a vederlo: vecchioni lo ha fatto con poche pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Joe (01-09-2005) Un favola delicata, piena di significato e di amore per i Libri e la Letteratura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piera (22-07-2005) Non male, ma nemmeno bene. L'idea è un po' banale ma ha il merito di evidenziare la povertà linguistica e sentimentale del nostro tempo. Scrittura a tratti piacevole, ma per lo più striminzita, di poco respiro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fulco fulcoabbate@libero.it (12-03-2005) Bellissima prova di moralistica letteraria..........ma il finale è veramente scadente se consideriamo che la storia aveva tutto il potenziale per terminare con una conclusione molto più reale ed empirica che avrebbe toccato meglio le corde dei nostri animi................ Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Dino dinopiu@email.it (15-02-2005) È una favola, una favola che poteva essere scritta meglio, ritengo con rispetto verso un artista che apprezzo e stimo, un tema, magico, che mi ha raggiunto con difficoltà nella sua interezza…colpa mia? Potrebbe essere.
Ma resta il fatto importante, del messaggio: l’importanza della parola, quindi della conoscenza.
L’importanza della comunicazione, o meglio della condivisione delle sensazioni che nascono dalle parole, dalle frasi…che servono a scuotere Selinunte, ma anche noi…”sono una pianta, se tu non mi annaffi, io deperisco...ho bisogno che tu mi annaffi di parole e frasi, che raccontino una storia” ….da seduzione un racconto breve di T.A. Jelloun
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marco marco_massimi@libero.it (10-02-2005) Il libro è bellissimo, ben pensato, ben scritto, ben "sentito". E' una storia d'amore molto intensa e delicata assieme. Vecchioni è un uomo veramente speciale, se lo avessi avuto come professore al liceo oggi sarei un uomo migliore.
Marco Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriella (02-01-2005) il libro fa molto riflettere su ciò ke è la vera essenza della cultura ma ci mostra anke la + totale ignoranza.. nonostante ciò ha un finale ke lascia a desiderare ... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
tiziana sellato osservatorio@percasosullapiazzetta.it (03-12-2004) IL LIBRAIO DI SELINUNTE di Roberto Vecchioni.
Provate a pensare ad un'esistenza senza più parole, immaginate la vostra vita che scorre nell'oblio delle cose senza nome, perché avete perso le parole, non ricordate più i nomi, non potete più pensare. In questa favola semplice e discreta, in questa favola un po' strana, le parole non vi appartengono più, scivolate per sempre nel fondo del mare. A Selinunte, un paese che "pareva un angolo di mondo senza male", le persone hanno perso le parole, le hanno perse per sempre, perché non hanno saputo ascoltare il libraio. Un uomo giunto in paese all'improvviso, il libraio, non bene accolto perché diverso, straniero, arrivato con un carico di libri e tante voglia di leggerli senza trovare nessuno disposto ad ascoltarlo, nessuno che lui potesse vedere, perché c'è "Frullo", un ragazzo come tanti, che, nascosto dietro a due pile di libri, ascolta incantato le sue letture. Le stupende parole di Pessoa, Sofocle, Shakespeare, Borges, diventano musica per "Frullo", ed è grazie a quelle parole che egli non è trascinato nell'abisso silenzioso nel quale sono risucchiati tutti gli altri abitanti di Selinunte. Sarà lui a raccontarci gli avvenimenti così come si sono svolti, la sua voce narrante ci incanta dalla prima pagina, ci trascina nel silenzio del paese e ci fa sperare insieme con lui che le parole facciano presto il loro ritorno. Una favola che tocca il cuore e ci insegna l'importanza di sapere ascoltare le parole degli altri.
Tiziana Sellato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
VEnz Diablos666@tiscali.it (03-12-2004) Ritengo questo libro molto interessante.Quasta storia fa riflettere l'uomo sull'importanza della parola e nel fatto specifico l'importanza dei libri!concludo dicendo che il libro si ti fa pensare ma ha anke grandi carenze. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bluna (21-11-2004) Una favola moderna dal "sapore" antico.
Vi consiglio di leggerlo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simo (25-08-2004) Una bella storia che puo insegnare molto..
I tratti della vita comune che si uniscono al fantastico, un libro magioco che puo regalare a chi non ama i libri delle nuove senzazioni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mauro (27-07-2004) Non è un capolavoro, ma un testo gradevole, da leggersi in un fiato. Una favola dalle innumerevoli interpretazioni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
tatia (30-05-2004) il poeta sa scrivere canzoni e poesie ma purtroppo non i libri... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
viviana (26-05-2004) Per chi ama leggere e considera i libri il vero patrimonio dell'umanità, per chi, ne "Il nome della rosa ", ha sentito il cuore stringersi quando è bruciata la biblioteca, per chi crede ancora che le favole possano insegnare qualcosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
camilla (17-05-2004) Davvero molto molto bello e poetico! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
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