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Durante la campagna elettorale del 1993, a Roma, l'ispettore Ruben Massei deve indagare sulla scomparsa di una anziana signora ebrea, Luce Ancona, figura attiva della Comunità ebraica che ruota intorno alla Sinagoga. Le indagini lo portano sulle tracce di tre skinheads, scomparsi nello stesso periodo. I successivi sviluppi lo costringeranno a ripercorrere il suo passato, strettamente legato alle persecuzioni del 1943 contro gli ebrei in cui morirono i suoi genitori. Il romanzo procede così su due binari paralleli dove passato e presente, finzione e realtà si avvicendano, per riunirsi nell'epilogo.
Alessandro slideinblues@yahoo.it (05-01-2005) Il romanzo viene scoperto dal lettore con gli occhi dell'ispettore Massei, con il suo metodo di lavoro a metà strada tra logiche deduzioni e scelte irrazionali, lo stesso filo conduttore della sua vita (poco) sociale.
La storia è ben orchestrata tra i fatti contemporanei e le proiezioni negli anni della deportazione degli ebrei, e sono queste ultime a dare "colore e calore" alla vicenda, proprio come succede al protagonista. Ma alla fine si parla di un caso dei giorni nostri che deve essere risolto, così nel mezzo di questo gioco cronologico i fatti si susseguono dando origine ad una lettura riflessiva e che mi sento di consigliare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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