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Roth Philip - Chiacchiere da bottega. Uno scrittore, i suoi colleghi e il loro lavoro |
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Titolo | Chiacchiere da bottega. Uno scrittore, i suoi colleghi e il loro lavoro |
| Autore | Roth Philip | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, 158 p., brossura | | Traduttore | Gobetti N. |
| Editore | Einaudi
(collana Einaudi tascabili. Saggi) |
Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Dieci interviste, alcuni saggi e i ricordi del famoso scrittore americano. I colloqui che ha avuto negli anni con illustri colleghi raccontano di letteratura, ma esplorano anche le interferenze che da sempre i fatti politici e storici intrattengono con i percorsi artistici e personali di chi scrive. Con Primo Levi discute di quel residuo di razionalità che permise allo scrittore torinese di sopravvivere all'insensatezza di Auschwitz; con Kundera analizza la miscela di politica e sessualità che lo resero il più sovversivo scrittore della Cecoslovacchia comunista. Queste e molte altre questioni, fanno di quest'opera un simposio letterario sull'immaginazione e sulle ragioni dello scrivere.
Media Voto: 4.5 / 5gianna (09-12-2009) Un bellissimo libro di grande respiro..ha il merito di farvi conosere scrittori che in Italia non sono o non so più pubblicati (difficilissime sono state le ricerche di alcuni testi indicati nel libro!!)
ogni pagina, ogni rigo sono intensi e seppur di modeste dimensioni il libro è un percorso letterario che consiglio vivamente per sottigliezza nelle analisi e trasporto nelle descrizione dei personaggi...come tutti i libri sugli scrittori non mancherà di ispirarvi nella ricerca di altri testi che si riveleranno straordinari e non potrete fare a meno di ringraziare Roth.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lettorecomune lettorecomune@yahoo.it (06-10-2004) Un bel libro sulle ragioni della scrittura. Philip Roth parla con Aharon Appelfeld, deportato a otto anni nel 1940, liberato dai russi a dodici, solo e vagabondo nelle foreste per due anni e poi in viaggio per Tel Aviv - i fili della scrittura, dice, si dipanano dalla casa dei genitori, sono un atto di fedeltà ai ricordi d’infanzia - ; con Ivan Klìma, nato a Praga nel 1931, internato a Terezin, dal 1970 spazzino ed autore in edizioni samizdat – la scrittura, per lui, è un atto di resistenza, di fedeltà a se stessi - ; con Edna O’Brien, vissuta in Irlanda in una fattoria sperduta con un padre violento e poi chiusa in un convento di provincia – il prezzo che si paga per essere scrittori è essere assillati dal passato, dice, per un impellente, quasi disperato, desiderio di reinventarlo in modo da poterlo cambiare - ; con Primo Levi, Isaac Bashevis Singer, Milan Kundera, Mary McCarthy... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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