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McCarthy Cormac - Figlio di Dio |
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Titolo | Figlio di Dio |
| Autore | McCarthy Cormac | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,35
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 168 p., brossura | | Traduttore | Montanari R. |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 | Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti "poveri bianchi" che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori del tempo dove la Storia è scandita dai linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l'incesto sono la regola, dove la miseria e l'abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un'aula di tribunale o di una stanza di ospedale. Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo. Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l'immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 4.38 / 5diegoilterra (30-01-2012) violento, peso, crudo, unico, scorrevole...da leggere assolutamente...ma non certo un libro per tutti... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Piermaria (28-08-2011) Di tutti i libri dell'autore è quello che mi è piaciuto di meno. La ricerca della violenza e degli aspetti più animaleschi dell'uomo è troppo forzata. Altri romanzi di C. Mc Carthy invece sono più equilibrati nella narrazione. Immaturo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
francesco v (06-06-2011) Un giorno in metro mi ha fatto saltare due fermate. Proprio un altro livello ... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
by Ax (26-03-2011) Diretto, secco, essenziale, crudo. È questo; in mezzo, una storia in solitaria, atavica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marcostraz (20-07-2010) Libro bellissimo, che racconta una storia fuori dal comune in un modo fuori dal comune...a volte sembra quasi che non si stia parlando di un serial killer...e come sembra questi Stati Uniti "altri" rispetto a quelli del sogno americano tradizionale, hanno sempre un fascino maledetto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ale_Buttero (09-07-2010) E' una delle prime opere di Cormac McCarthy e si vede. Al di là di una capacità descrittiva fuori dal normale (tipica dell'Autore) all'opera manca pathos, manca l'epicità e la letterarietà di romanzi quali la Triologia della Frontiera o Meridiano di Sangue, se vogliamo andare su una successiva e notevole analisi del male.
La storia scorre un po' noiosamente, a flash (alcuni dei quali ad onor del vero molto belli), e neanche la tematica morbosamente affascinante del killer seriale, socialmente emarginato e perso nella natura, riesce a farla decollare pienamente.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ricki (07-05-2010) una storia violenta e diretta che in effetti riesce a dare le peggiori emozioni possibile, vista la trama. così così Voto: 2 / 5 |  |  |  |
francesco franzdebba@libero.it (10-04-2010) dirompente ,descrive ,quasi precorrendo sinistramente i tempi, il prototipo del serial killer che tanto funesta le cronache della storia dei delitti degli anni 70 un po' dappertutto.mi colpisce di questo scrittore la adattabilita' estrema dei suoi libri ad essere rappresentati cinematograficamente.scorrendo le pagine del libro ho la inebriante impressione che mi accompagna dall'inizio alla fine di seguire le sequenze di un violento thriller. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gmb (14-10-2009) Letto dopo La Strada mi ha colpito e intrigato. Aspetto di leggere il capolavoro di McCarthy Suttree in uscita a giorni.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (05-10-2009) Ho già lasciato un commento su quest'opera eccelsa.
Ma avendolo riletto...
Gli archetipi generano miti.
Thomas Harris pubblica nel 1989 The silence of the lamb, da cui verrà tratto il celebre film Il silezio degli innocenti, con una credibilissima Jodie Foster e un superbo Antony Hopkins.
Seguiranno un paio di sequel quasi dimenticati.
Arrivano epigoni a frotte, come da ultimo il francese Frank Thilliez, che si presenta con La stanza dei morti e Foresta Nera: entrambi omaggi al lavoro di Harris.
Ma Son of God? Che dire di Figlio di Dio di questo grandissimo scrittore che è McCarthy?
Anticipa di ben 26 anni (l'edizione USA è del 1973) la follia, il travestimento grottesco, la violenza feroce ed animale narrati da Harris.
Solo che, a differenza di tutti gli altri scrittori, McCarthy non scrive, scolpisce pietra.
Prosa potentissima, inarrivabile.
Mccarthy è l'assoluto, eterno come le stelle, immutabile e solenne come il silenzio.
Un titano immenso, oltre le categorie.
Aspettiamo il Nobel per la letteratura.
E' il minimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Campanella (29-09-2009) Ho finito solo ieri di leggere questo capolavoro che in poche parole riassume l'indifferenza di un uomo che di uomo ha solo l'aspetto. Il resto è solo una lotta bestiale per la sopravvivenza in un Tennessee così sconfinato e ben descritto da far sembrare l'immaginazione soltanto una leggenda poco credibile. La verità descritta con la sua buona dose di violenza sta alla base della letteratura di McCarthy, che anche con un solo sospiro sa far respirare milioni di lettori. Fantastico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (02-08-2009) C'è da chiedersi cosa aspettino ad assegnare a McCarthy il Premio Nobel per la Letteratura.
Ogni parola, ogni frase scolpisce la pietra, McCarthy ha una potenza narrativa che reca l'Eternità.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (06-07-2009) Semplicemente F-A-N-T-A-S-T-I-C-O!
Solamente la definizione ultima di Ballard ("un figlio di dio come tutti noi") è assolutamente geniale e racchiude in tre parole il fallimento dell'essere umano, solo nella sua mediocrità e perversione al centro di una natura perfetta.
Il mio sogno è che questo capolavoro venga adattato al grande schermo da TERRENCE MALICK! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Palma fp@fabiopalma.net (10-03-2009) Occhio alla data. Ora sappiamo da dove attinse Il silenzio degi innocenti, ovviamente lontanissimo ( il libro) dalla lirica di questo libro. E perfino Rambo che si perde nelle caverne, coincidenza molto, molto strana.
Insieme a Zombie, della Oakes, IL libro sul genere. Con forse unico precedente in qualche capitolo de "L'uomo senza qualità" di Musil Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gabriele gdecanis@libero.it (27-11-2008) Io l'ho sempre detto che assieme a philip roth mccarthy è il miglior scrittore vivente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
erika (26-10-2008) Ho sempre ritenuto che solo i libri riescano a farmi davvero "rabbrividire", a differenza dei film che, per quanto mi piacciano, non mi si insinuano mai del tutto sotto la pelle...
Beh, "Figlio di Dio" è proprio uno di questi libri; un pugno secco alla bocca dello stomaco. Improvviso, insensato. Chi è davvero Ballard? Un essere umano, punto e basta, che si presenta tutt'uno con la sua bestialità. Non c'è spazio per nessuna ricostruzione da "profiler", non c'è un incipit chiaro e netto della sua furia e fame di sangue.
Pagine così violente che vengono mitigate, ma solo in apaprenza, dalla descrizione di una natura sovrana e impassabile spettatrice.
Una natura capace di svegliare una scintilla di stupore e attenzione anche in una creatura come Ballard.
Ottima la traduzione di Raul Montanari.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
raffaele rispoli contessorispoli@yahoo.it (09-10-2008) NON HO DORMITO PUR DI FINIRLO...
ORE 4.30 DEL MATTINO, DAL DIARIO DI BORDO DEL CAPITANO:
IN UN TENNESSE DOVE LA NATURA E' ONNIPRESENTE UN UOMO SI INABISSA NELLA FOLLIA, COMPLICE UN MONDO CHE CON LA SUA INDIFFERENZA LO LASCIA AFFOGARE.
DA URLO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Henry (02-08-2008) Sto iniziando a scoprire Mc Carthy,e dopo essere rimasto impressionato da "la strada", ho letto questo "figlio di dio ".
Mi è piaciuto,Lester Ballard, il protagonista, è feroce, abbietto, violento, ma non è che il mondo che lo circonda sia meglio.
Ne "la strada" leggendo avevo l'ansia e non mi ha mai abbandonato,in questo romanzo invece la violenza ti entra dentro e ci convivi sino all'ultima pagina.
Grande Cormac,continua così.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicolò Surdo wizard_89@hotmail.it (29-04-2008) Cruento e di poche parole, ma molto essenziali. Un libro che vi affascinerà e forse turberà per la violenza descritta, ma che tutti dovrebbero leggere per apprezzare il genio di questo bravissimo scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio (27-02-2008) Non ho mai letto un libro così. E' diverso anche dagli altri McCarthy.
E' una specie di lunga marcia funebre di un essere umano che progressivamente perde ogni umanità. Molto crudo, ma molto toccante.
Ritengo che come sempre (in McCarthy) la storia in sè sia un pretesto per dire altro, per porci dinnanzi alla progressiva perdità di ciò che ci rende uomini, di ciò che il bambino de La Strada chiama il fuoco che portiamo.
In fondo, se li guardiamo con attenzione tutti "i cattivi" in McCarthy sono molto simili, solo ne La Strada i cattivi diventano "tutti gli altri". Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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