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Mailer Norman - Un sogno americano | Contro una frenetica, quasi grottesca successione di sregolatezze, violenze, avventure erotiche che il protagonista del romanzo, Stephen Rojack, si trova a vivere nel breve spazio di trentadue ore sullo sfondo di una New York senza luce, si infrange il sogno di un'America trasformata da mitico paese delle possibilità, melting pot di razze e tradizioni, in allucinante incubo notturno. In questa iniziazione alla violenza, sostenuta da un linguaggio ricco, aggressivo e sfrontato, Stephen ubbidisce al proprio ritmo vitale e mantiene intatta la sua forza trasgressiva: novello pioniere deciderà alla fine di intraprendere un viaggio verso l'America del Sud, quasi vagheggiando una nuova frontiera.
Media Voto: 4 / 5judgeholden (04-06-2011) E' sempre così, leggi American Dream e non ti accorgi che poco sotto, scritto terribilmente minuscolo, c'è una chiara indicazione: "handle with care". Nelle mani di un autore originale, eversivo e caustico, tale materiale si sarebbe rivelato esplosivo.Non conosco bene Mailer, ma per quel che so dovrebbe corrispondere al quel genere di autore. Purtroppo questa opera non è una roboante esplosione né una puzzetta sommessa, soffocata dal sofà, è piuttosto una sorta di implosione causata da due forze: la fama di Mailer come spietato critico della società americana, e l'argomento/titolo del romanzo. Il tutto farebbe pensare al definitivo romanzo anti-Alger, a una versione più vera, meno edulcorata del sogno americano, raccontato in maniera magistrale da uno degli autori più ispirati del tempo. In verità tutte le aspettative (o almeno le mie) sono state deluse, e dopo aver letto l'ultima pagina viene da pensare che si sarebbe potuto scrivere di più e meglio, e per fortuna c'è chi l'ha fatto, mi riferisco a Fear and Loathing in Las Vegas. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giaggys (06-10-2008) Credevo di accingermi a leggere un romanzo ostico, ermetico, alla stregua dell' 'urlo e furore' di faulkner. Invece mi sono ritrovato tra le mani un libro che scotta, come le fiamme dell'inferno da cui proviene. Una storia delittuosa (il secondo capitolo sembra una trasposizione in chiave moderna della prima parte di 'Delitto e castigo') accompagnata da una prosa a dir poco visionaria, fanno di questo romanzo un capolavoro estremo, forse non abbastanza considerato. Mailer macchia di sangue (e di sperma) quel sogno americano tanto acclamato in passato. Leggetelo, metterà la parte più oscura della vostra anima davanti ad uno specchio Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (29-04-2007) Più che un gran bel libro, direi un libro autorevole:
Mailer ha uno stile vischioso e, a volte, veramente pesante, pieno, sodo, denso. Non è una lettura facile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PROT (14-07-2005) mailer ha uno stile di scrittura sicuramente originale e probabilmente unico... per essere un libro scritto negli anni '6o è sicuramente trasgressivo e feroce... a volte però la lettura non scorre, forse per i capitoli troppo lunghi (soprattutto la parte intermedia)... comunque da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Uno (10-07-2005) Ah, e poi ci vengono a raccontare la favola della lingua inglese semplice semplice, e kerouac che sarebbe uno scrittore. E questo cos'è, un marziano? Che splendore le prime cento pagine! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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