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Lansdale Joe R. - Una stagione selvaggia |
Hap ha rinunciato da tempo a salvare il mondo: la sua unica preoccupazione è vivere tranquillo, tra chiacchiere oziose e interminabili bevute con l'inseparabile Leonard. Ma il grande sogno degli anni Sessanta gli è rimasto incollato addosso perché non ha mai dimenticato Trudy, la bionda con cui aveva giocato a fare la rivoluzione. Quando Trudy ricompare nella sua vita, chiedendogli di recuperare il bottino di una rapina in banca, accetta l'incarico finendo però a capofitto in una spirale di violenza alla quale potrà sottrarsi soltanto con l'aiuto di Leonard. Quei soldi fanno gola a molti, e c'è chi è disposto a tutto pur di non dover dividere il malloppo. Lansdale accompagna il lettore tra paludi melmose e palazzi fatiscenti, ormai accerchiati dalla nuova America dei centri commerciali e degli immensi parcheggi di cemento. E già dispensa a piene mani quel misto di umorismo sardonico e sottile nostalgia, di idealismo e disillusione che ha fatto di Hap Collins e Leonard Pine una coppia di detective tra le più affascinanti e amate degli ultimi anni.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.69 / 5maupes (19-11-2009) Caso vuole che abbia letto questo primo episodio della serie Hap & Leonard per primo, anche se è uscito per ultimo, dopo aver già molto apprezzato di Joe Lansdale ‘Il Carro Magico’. Anche questa volta si tratta di un racconto breve, non si arriva alle 200 pagine che dà la netta sensazione di essere di fronte ad uno scrittore che, prima ancora di inventarsi storie interessanti (e questa la è sino ad un certo punto), ha una straordinaria spigliatezza nella prosa. Sin dalle prime pagine si resta piacevolmente impressionati da come la narrazione ed i dialoghi scorrano fluidi, spiritosi ed arguti e si scatena quella magia del piacere nella lettura che solo in pochi sono capaci di suscitare. I protagonisti sono due amici: Hap, ex figlio dei fiori che ha oramai messo da parte ogni illusione giovanile ma non è guarito dal fascino della sua ex all’epoca, Trudy ed un nero gay, Leonard, amico dei cani, di maniere spicce e dalla battuta sempre pronta. Nel racconto sono sparse gocce dei mirabolanti anni ’60 e spunti che si spingono sino alle lotte pacifiste contro la guerra in Vietnam. Sull’onda di queste rimembranze s’innesca una vicenda permeata di nostalgia, promossa da Trudy, che ha come obiettivo il recupero di un’auto finita alcuni anni prima, dopo una rapina in banca finita male, dentro un’ansa sperduta di un fiume insieme ad un sacco di soldi, entrambi mai recuperati. Il limite del racconto sta nel fatto che nella seconda parte prende improvvisamente una piega decisamente drammatica che contrasta in maniera evidente con la sottile vena ironica e scanzonata della prima, sotterrando, in senso letterale, ogni rimpianto per ‘Una Stagione Selvaggia’. Voto: 3 / 5 |
Guido (29-08-2009) E' il primo libro di Landsdale che leggo e non mi è sembrato per nulla all'altezza di quello che si dice su questo autore...un B movie su carta, senza alcuna pretesa di "denuncia della violenza ecc. ecc. della provincia americana"...è solo che la volgarità vende, e ogni tanto diverte pure, tanto che ciò che si salva sono i dialoghi tra Hap e Leo.
Quanto al resto, ci sono poche parole da spendere, la trama é a dir poco trita e ritrita,i personaggi tagliati col coltello.
Ho acquistato sulla fiducia anche Bad Chili e La notte del drive in, spero proprio che il livello sia migliore.Comunque finora una delusione, per un noir con i contro consiglio i libri di Richard k Morgan(si però è fantascienza quella...) Voto: 2 / 5 |
Pamela (10-07-2009) Date le aspettatvie alte che avevo, forse mi ha un po' delusa. Ma non abbastanza per farmi smettere di leggere Lansdale!! Voto: 4 / 5 |
lhl (30-01-2009) sicuramente lo stile è meno sciolto rispetto ad altre opere, più legato, meno personalizzato. E per questo motivo la storia si sente più lontana, ci appartiene meno, insomma. Anche i personaggi non sono caratterizzati nel migliore dei modi e le frasi sono meno penetranti. Comunque c'è da considerare che siamo di fronte alla nascita di due personaggi basilari nella carriera di lansdale ed alla prima puntata di un ciclo che diverrà un culto. Sappiamo bene che, tempo e fiducia in Lansdale, sono state ottimamente riposte e ben ripagate. Voto: 3 / 5 |
manvela (05-12-2008) Qui comincia l'avventura! Ma al contrario di ciò che la quarta di copertina vuol far credere Hap e Leonard non assomigliano neppure lontanamente a due detective!(Lo diventeranno in seguito? Chissà!) Di certo il loro talento a ficcarsi nei guai ed il loro "romantisarcasmo" li rende irresistibili tanto che, giunti all'ultima pagina, il lettore realizza che non può più fare a meno di imbarcarsi con loro nella prossima avventura e così corre in libreria a prendere il prossimo capitolo e si ributta in poltrona a leggerselo sorseggiando una birra! Stuzzicante! Voto: 4 / 5 |
Katia bk.katia@libero.it (21-07-2008) Non il migliore di Lansdale ma senza dubbio godibile, e per i fan di JRL una lettura imperdibile, così scoprite perchè Leonard zoppica e Hap si è fatto un pò di tempo in galera!
Ribadisco quello che avete già detto su Einaudi: Hap e Leonard non sono una coppia di detective (e che sono, Starsky e Hutch?!) e le copertine sono perversamente fuori argomento! Voto: 3 / 5 |
Alessandro Maiucchi a.maiucchi@libero.it (08-11-2007) Prima avventura della serie Hap & Leonard, Stagione selvaggia è come un panino con la mortadella: ti blocca la fame ma ti stuzzica l'appetito. Non potrete fare a meno di acquistare i volumi successivi! Leonard è un gay nero, Hap è un bianco un po' sfigato, insieme formano una coppia che difficilmente uscirà dalla vostra testa di lettori... La storia di Stagione selvaggia è semplice: i nostri eroi devono recuperare un bottino nascosto nella palude... in altre mani poteva diventare un semplice thriller, in quelle di Champion Joe diventa una corsa sull'ottovolante, intervallata da risate a denti stretti... Voto: 4 / 5 |
Silvio52 (21-10-2007) Dal primo libro di una serie di successo ci si potrebbe forse aspettare poca grinta e smalto e invece i due splendidi personaggi Hap & Leo, dopo un breve riscaldamento, sono già belli caldi e carichi e pronti a far divertire il lettore con i loro dialoghi al vetriolo, dissacranti e diretti. Forse si poteva chiedere qualcosa di più, da questo thriller-pulp, a livello di trama ed intreccio (ho preferito "Mucho mojo"), ma non importa... Dio benedica Lansdale!
P.s.: Einaudi dietro la lavagna: perchè si ostina a riferirsi ai due personaggi come a una "coppia di detective" quando non lo sono?! E la copertina fa proprio ribrezzo... Voto: 4 / 5 |
augusto (15-06-2007) Prima avventura di Hap e Leonard, personaggi da rodare e dialoghi a volte ancora un po' stucchevoli,
ma è solo un aperitivo in vista del crescendo che condurrà a quello che rappresenta, a mio parere, il picco della serie, "Il mambo degli orsi".
Libro ideale, come gli altri della coppia di "investigatori", da leggersi con l'accompagnamento musicale dello Stan Rigway di Snakebite - Blacktop Ballads and Fugitive Songs Voto: 3 / 5 |
rmatteuc (10-05-2007) Siamo agli inizi dell’avventura.
Nel profondo Texas, la coppia di amici Hap e Leonard entra in azione.
Non hanno nulla in comune salvo l’amicizia che li lega, che fa di Leonard la parte razionale e cinica e di Hap quella ‘’romantica’’.
La storia è veloce, piena di colpi di scena e molto ‘’pulp’’. C’è molto sangue, ferite, morti, ma c’è anche come in tutte le avventure anche molta ‘’acqua’’. Pioggia, un fiume ‘’cattivo’’ che nasconde tanto e fra l’altro tanti soldi.
Sono proprio quei soldi nascosti nell’acqua del fiume a provocare una serie di accadimenti violenti.
Trudy è la ex fidanzata di Hap. Entrambi ‘’figli dei fiori’’, ribelli avevano vissuto una forse storia d’amore fino all’arresto di Hap per non essere andato a combattere in Vietnam.
E’ come al solito una storia ‘’politically incorrect’’. Non diamo per scontato che la vita abbia delle direzioni usuali, soprattutto quelle politiche.
Le lotte sociali, il pacifismo (di cui Hap era un forte sostenitore fino ad andare in prigione), le lotte naturali poi vengono sostituite da una vita che non risparmia nessuno, dove forse anche la pace è una guerra.
Gli anni 60 hanno rappresentato veramente l’acme di questa ideologia. (Pag. 56), l’ideologia, il credere fu sconfitto dall’opportunismo e dall’ideologo per professione.
E’ successo che gente come Hap ha fatto la sua battaglia, convinto di quello che faceva, mentre ad aspettarlo non c’era più nessuno, tutti erano scomparsi, Trudy aveva trovato un altro e gli altri attivisti forse entrati in banca.
La storia con il suo finale rappresenta proprio la fine dell’anni 60 con la morte di tutti gli esponenti ‘’dinosauri’’. La rapina che avevano organizzato per non si a bene quale attività terroristica va in fumo per aver tentato di allearsi con un gruppo pseudo mafioso che invece ha prospettive molto diverse.
Hap riuscirà a salvare i soldi, parte andranno a Greanpeace per onore della Trudy torturata ed uccisa, e in parte per Leonard che senza avere nessuna struttura ideologica ha cercato a rischio di vita a salva Voto: 5 / 5 |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (09-11-2006) Bene, arriva anche la prima puntata del ciclo Hap&Leonard.
Sui livelli consueti (mi manca soltanto Capitani Coraggiosi, che non so se comprerò, al pari di "Echi Selvaggi" - l'autore si sta un po' auto-inflazionando?), con dialoghi fulminanti, situazioni surreali e tanti casini. Divertente, come sempre Hap&Leonard non tradiscono... Fra questo Savage Season, Mucho Mojo, Il mambo degli Orsi, Bad Chili e Rumble tumble, non saprei dire qual è il più riuscito (personalmente, è piaciuto meno Il mambo degli orsi, forse...). Comunque, Non il miglior Lansdale; ma quello più "vero", forse...
Con consueta copertina fuori luogo di EinaudiStileLibero, che probabilmente deve perseguire un qualche oscuro scopo... Voto: 4 / 5 |
greta gretel68@virgilio.it (23-10-2006) E’ fondamentale per gli amanti della saga di Hap e Leonard leggere questo primo episodio della loro storia. E’ anche disturbante leggerlo dopo aver letto gli altri libri, ma non è comunque penalizzante, perché la vicenda è sicuramente soddisfacente per i profani, ma per i fan che l’attendono da tempo è una manna dal cielo.
Secondo il mio immodesto parere, questo libro è il migliore della saga. Lo trovo fresco di idea, appena nato, con la chiarezza dei personaggi e il pensiero proiettato al futuro che ci regalerà le altre ottime storie dei due amici.
La trama è molto avventurosa: l’ex moglie di Hap (ve la ricordate vero?) torna per farsi aiutare in un impresa non molto lecita e sicuramente molto pericolosa . Hap, ancora legato all’ex accetta, ma come potete immaginare si fa aiutare dal grande amico Leonard. La storia è lì da leggere, le battute sono lì da memorizzare, Lansdale è qui anche questa volta, e direi con molto piacere.
Probabilmente in Capitani coraggiosi si è notata una certa fatica o se vogliamo dire adagiamento verso la saga in questione, anche Rocky V (per gli amanti del genere) deve essere sembrato un po’ ripetitivo e con” sempre quello” nella pagina. Forse il paragone non rende ma il concetto è questo: le saghe alla fine hanno una forma di sentito dire o già letto. Come i film. Ma se capita di leggere il primo libro della suddetta saga o il primo film di un qualsiasi filone; come ci si può negare?
Non si può usare una tavolozza senza avere sotto mano tutti i colori. Non si può giudicare una persona senza avere una sua immagine globale, e sicuramente non si può immaginare una storia senza conoscerne l’inizio. In questo caso intendo l’inizio per l’autore, perché il lettore qui incontra la coppia Hap e Leonard già insieme nell’amicizia perfetta e immacolata che già conosciamo.
Voto: 4 / 5 |
elisa barbata (18-10-2006) Divertente ed appassionante puntata della serie Hap & Leonard, come al solito inguaiati fino al collo tra fanatici col grilletto facile e individui con un'ammasso di muscoli e il prurito alle mani. Ironia e pellaccia dura sono nel bagaglio dei nostri, e una doppietta non guasta neanche quella... Esilarante e imperdibile. Voto: 5 / 5 |
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