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Covacich Mauro - A perdifiato | Dario è un ex atleta, un maratoneta che nella sua vita sportiva ha conseguito un solo grande risultato: quarto alla maratona di New York, primo bianco dopo tre inarrivabili campioni neri. Ora fa l'allenatore di maratoneti presso la federazione di atletica leggera ed è proprio la federazione a mandarlo in Ungheria ad allenare la squadra femminile. Lì inizia una storia con Agota, giovanissima e imperscrutabile, ma in Italia ha una moglie, e una figlia adottiva sta per arrivare...
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.87 / 5vincenzo (11-10-2010) Sarebbe opportuno definire questo romanzo utilizzando le parole "viscerale", "autentico", "erotico", "crudele". E ancora, "triste", "tragico".
Ma, in realtà, si tratta solo di riassumerle, senza possibilità di essere contraddetti, nella parola "necessario".
Perciò, all'autore, il grazie di averlo tirato fuori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
il pompa ilpompa@gmail.com (17-11-2009) libro stupendo fino al finale. lui scrive da dio, 5 palle (quasi) tutta la vita: stavolta solo 4. irreale, o surreale, che vada a finire così come ha scelto lui. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FABRIZIO VENTURA (10-03-2009) Uno dei peggiori libri mai letti, una storia inconsistente, mal scritta. Ho proseguito la lettura nella speranza di una sorpresa intelligente. Ho terminato incredulo dall'assenza di idee. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sara Conter (10-01-2009) Stile, Contenuti, Titolo, Capacità di attrarre il lettore, Crudo realismo e Contemporaneità: una miscela d'ingredienti coerentemente miscelati tra loro. Una lettura e uno scrittore interessanti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elena elena191174@hotmail.com (29-08-2008) Un libro veloce in ogni senso. Solletica la curiosità anche di chi non corre. A volte forse troppo crudo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio (24-03-2008) Forse almeno in parte è vero quello che dice l'autore dell'ultimo intervento a proposito della molteplicità di temi che nuoce all'approfondimento.Tuttavia proprio in questo periodo in cui ho (abbiamo, credo) assistito basiti al trionfo di un libro mediocre come "Caos Calmo" (non so voi, ma io per sapere di cosa in buona sostanza parlassero le sue quasi 500 pagine ho dovuto attendere le recensioni del film: pare si tratti dell'amore di un padre verso la figlia...), che leggere un libro come quello di Covacich serve a riconciliarmi, almeno in parte, con gli autori italiani contemporanei: il romanzo è avvincente, convincente, ben scritto, e di temi, meglio ce ne siano troppi che nessuno. Quanto al resto, questi purtroppo non sono tempi di profondità letterarie, e lo dimostra la fortuna degli "americani".
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ROBERTO (08-11-2006) INTERESSANTE, E PARTICOLAREGGIATA LA PARTE TECNICA DEGLI ALLENAMENTI E SENSAZIONI DELLE ATLETE; BUONO IL RITMO DEL RACCONTO; PERSONALMENTE UN PO' FORZATA LA COMPONENTE NON PRETTAMENTE ATLETICA, DEL RESTO E' UN ROMANZO. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ale67 (29-11-2005) Molto bello, probabilmente anche per chi non ama la corsa. Il ritmo è sostenuto, e non potrebbe essere altrimenti, la storia interessante, gli scenari originali (Szeghed/Ungheria, Trieste, Berkeley, Haiti) . La preparazione della maratona rende perfettamente tutto il senso di questo sport: una disciplina ai limiti dell'ascesi (e pure della normalità).
La gara finale è veramente emozionante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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