|
|  |
Vorpsi Ornela - Il paese dove non si muore mai | "È il paese dove non si muore mai. Fortificati da interminabili ore passate a tavola, annaffiati dal raki, disinfettati dal peperoncino delle immancabili olive untuose, qui i corpi raggiungono una robustezza che sfida tutte le prove. Siamo in Albania, qui non si scherza". Una bambina intelligente e curiosa, la sua scoperta del mondo in un paese che ha spento l'utopia nella barbarie e che non tollera dubbi né domande. Il racconto tagliente e irresistibile delle sue diatribe con Madre-Partito, delle sue esercitazioni militari, dei suoi giochi innocenti e sinistri; l'impertinenza del corpo che cambia sotto gli sguardi avidi dei maschi, il desiderio di fuggire come amara morale di un'acuminata "favola della dittatura".
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.18 / 5luca.d (11-03-2007) Se il travestimento femminile è una risorsa per ridicolizzare lo stereotipo maschile della donna, per fondare quello stereotipo l’uomo ricorre allo svestimento. Se ne occupa Ornela Vorpsi, nel suo eccellente esordio narrativo Il paese dove non si muore mai (Einaudi): ma non come atto materiale (sotto questo profilo, anzi, il romanzo è molto pudico) bensì come categoria dello spirito. In Albania, paese natio della scrittrice e teatro degli eventi, la bellezza è quasi una maledizione, è predestinazione alla prostituzione: trapassata da un occhio maschile violentemente profanatore della sua sessualità, la bella si vede svestita della possibilità di indossare un’identità diversa dal suo ruolo. Per di più all’interno di una dittatura, per la quale lo svestimento, come continuo denudamento spirituale delle persone, è la principale pratica costitutiva del potere. Non resta che abbandonare il paese, fuggire le radici e travestirsi da intellettuale cosmopolita che scrive in una lingua diversa da quella madre, come ha fatto la Vorpsi. (Ho incrociato la scrittrice per un’oretta in un contesto affollato. Faceva caldo e si era in un interno. Lei non si è mai tolta il soprabito, stringendoselo anzi addosso ed è rimasta piuttosto silenziosa. Lì per lì l’ho presa semplicemente come una posa da femme fatale. Dopo ho letto il libro e quel soprabito ha assunto sfumature più complesse).
Voto: 5 / 5 |
stefy (09-03-2007) frammmento dal libro (capitolo -Sogno):
C'è il muro che è colorato di rosa. Poi c'è il letto dove sono sdraiata e da dove vedo tutto; la stufa a legna, la luce rosa-viola-marrone creata dal fuoco che fa vacillare sul muro dei mostri mutevoli che non sanno darsi pace.
C'è la legna, che quando è guadagnata interamente dal fuoco si lascia cadere in un ultimo movimento, con il suono di un sospiro sfibrato. Quel piccolo rumore, che di solito è accompagnato da un veloce e brevissimo abbaglio di luce, mi fa premere più strette le coperte già calde attorno al corpo. Il buio è stramazzato sul giorno, lui senza volere si ritira, e là giunge la protagonista della mia stanzetta: la stufa a legna.
Qua nel caldo, in quest'ora notturna, viene a farmi visita una squisita solitudine che mi conversa dentro con frasi come: "La lotta di classe è rimasta fuori, Ornela, la competizione che t'infligge la scuola anche, la mamma sta dormendo, non può vegliare sui tuoi pensieri attraverso gli occhi che cambiano animo. Lo Stato non è fatto così male se ci lascia dormire e gustare il torpore pacifico delle coperte, e poi questa conversazione. La notte è sempre la notte, purché il comunismo o il capitalismo non trovino il modo di abolirla".
Ornela Vorpsi
Il paese dove non si muore mai Voto: 5 / 5 |
xhoksi (15-12-2006) Antropologia del maschio albanese?
Ma il paese delle aquile riserva al viaggiatore d'oggi amare sorprese. I maschi si stanno facendo insicuri, come da noi. Nei simposi, dopo il raki e il peperoncino, gira la ranitidina prodotta in Bulgaria. Abbastanza noioso... Voto: 2 / 5 |
ant lomell@libero.it (14-10-2006) Sincero spaccato di vita di una donna albanese, è vero qui da noi si muore di inedia e di poca moralità, siamo tutti chi più chi meno molto ipocriti(sopratutto i ricchi!) Voto: 3 / 5 |
Gaaetano (06-10-2006) Libro molto bello. Illuminante e necessario. Dispiace molto dover fare una precisazione. L'autrice vive dal 1997 in Francia, dove ha pubblicato il libro nel 2004. Quindi, in Italia è ancora presto per festeggiare la nascita di una letteratura dell'immigrazione. Purtroppo. Voto: 5 / 5 |
Pecnikaj (31-05-2006) Pena ho visto il titolo del suo libro, l’o comperato e l'o letto. In qualche parte mi sono immedesimato. La tua ironia e tanta, come il tuo mistero. Penso di aver capito il messaggio della "sottomissione" delle donne nel nostro paese(sono anch'io albanese). Una persona che in quel tempo faceva belle-arti proveniva assolutamente da una famiglia del "madre-partito", come la chiamava Lei. Lei come sei finito lì?
Tutta via un ottimo libro.
Grazie.
Voto: 5 / 5 |
Maurizio Maurizio_asquini@excite.it (02-03-2006) Ottima l'idea di presentare una raccolta di eventi vissuti in Albania negli anni oscuri, con episodi di vita dal grottesco allo storico. Peccato che gli episodi vengono presentati in "pillole" e non come un completo romanzo.
Divertente e molto curioso.
Benvenuta Ornela tra gli autori italiani.
Voto: 4 / 5 |
Sandro Boscaro (22-02-2006) Si sta finalmente sviluppando anche in Italia il fenomeno che tanto ha dato nel secolo scorso ad altre letterature, ad esempio quella francese o quella inglese: immigrati che scrivono nella nostra lingua, e raccontano storie ed esperienze nuove, rompendo il circolo vizioso ed asfittico dei soliti noti. Benvenuta Ornela, adesso che ci hai fatto venire appetito, sfornaci qualcosa di altrettanto piacevole, magari piu' sostanzioso. Voto: 4 / 5 |
roberto48 (22-02-2006) Un testo scorrevole che comunque mi aspettavo lasciasse al lettore qualcosa di più. Voto: 3 / 5 |
Micol (13-12-2005) Imperdibile! Un libro affascinante, colto, curioso, traboccante d'umorismo. Finalmente un nuovo forte talento in un'Italia che va a rotoli. Un'Autrice assolutamente da seguire, perché continueremo a sentirne parlare. Voto: 5 / 5 |
chioru (05-12-2005) estremamente bello e triste, e' la storia della crescita di una bambina/donna albanese e contemporaneamente di di tante donne - infatti il nome della protagonista ad ogni capitolo cambia-. come suggerisce la quarta di copertina, ricorda davvero la trilogia della cita' di K di Agota Kristof (soprattutto il primo quaderno). lo consiglio... Voto: 5 / 5 |
|
 | I più venduti di Vorpsi Ornela |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|