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Browning Christopher R. - Uomini comuni. Polizia tedesca e «soluzione finale»... | Il 13 luglio 1942, gli uomini del Battaglione 101 della Polizia tedesca entrarono nel villaggio polacco di Józefów. Al tramonto, avevano rastrellato 1800 ebrei: ne selezionarono poche centinaia da deportare; gli altri - donne, vecchi e bambini - li uccisero. Erano operai, impiegati, commercianti, arruolati da poco. Uomini comuni che non erano nazisti né fanatici antisemiti, e ciò nonostante sterminarono 1500 vittime in un solo giorno. Un massacro primo di una lunga serie. Alla fine della guerra, rimasero 210 testimonianze di membri del Battaglione 101: come giustificavano il proprio comportamento? E soprattutto, per quale motivo furono così spietatamente efficienti nell'eseguire gli ordini? Per fede nell'autorità, per paura della punizione?
Media Voto: 5 / 5Gian Maria (25-03-2008) Una ricerca storica precisa e onesta su un "mistero" che a oggi lascia molti storici incerti: come si siano potute sviluppare le altrocità della Shoah dal popolo più raffinato d'Europa. Assolutamente da leggere, per quanto a mio avviso le risposte dell'autore mettono in un luce soltanto una parte della terribile complessità del fenomeno Nazismo. Ma non è nelle intenzioni del libro offrirne un'immagine esaustiva. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ruggero Giannelli valledelleombre@interfree.it (12-01-2005) Che cos'è?
Cos'è quella cosa che permette al battaglione 101 (raccapricciante analogia con la stanza 101 di 1984), un battaglione composto da anziani, scarti dell'esercito, quasi nessuno tesserato nel partito nazista, di imbracciare i fucili e, uno per uno, sterminare 18.000 polacchi?
Assolutamente da leggere, una testimonianza raccapricciante della ferocia umana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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