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Fante John - Aspetta primavera, Bandini |
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Titolo | Aspetta primavera, Bandini |
| Autore | Fante John | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2005, XXXIII-238 p., brossura | | Curatore | Trevi E. | | Traduttore | Corsi C. |
| Editore | Einaudi
(collana Einaudi. Stile libero) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 | Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Arturo ha quattordici anni, abita in America, in uno sperduto paesino sulle montagne, possiede una slitta. Per il resto avrebbe preferito chiamarsi John, e di cognome, invece che Bandini, Jones. La madre e il padre sono italiani immigrati, ma lui avrebbe preferito essere americano. Poi c'è nonna Toscana, che considera il genero Svevo, padre di Arturo, un fallito, e la figlia Maria una povera pazza perché l'ha sposato. Una famiglia non solo povera: proprio fatta di povertà. Con questo volume prosegue, dopo "Chiedi alla polvere", "La confraternita dell'uva" e "Sogni di Bunker Hill", la ripubblicazione einaudiana delle opere di John Fante.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5carmela marino mannarino (07-04-2011) Una scrittura vincente, avvincente, con il tipico sorriso di sfida sfacciato, determinato, a suo agio, scintillante, simpatizzante, illumina vicende al limite dell'assurdo. Ogni libro di John Fante è una commedia bellissima in cui, con una strana sensazione di calore, si osserva la fragranza di una famiglia piena di vita nel bene e nel male; dove presenza dominante è il padre, per certi versi inesistente, invisibile, per certi versi ingombrante. Ogni libro di John Fante non è mai un luogo estraneo, perché entra nei suoi pensieri privati, e, guardandosi attorno senza troppi sentimentalismi., scoppia a ridere di un mondo che non lo vuole. Ogni libro di John Fante è una promessa che solleva lo sguardo sul passato e sul futuro, aspettando sempre di prenderne uno dove tutto proceda davvero più facilmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luchino (19-10-2010) Un altro buon libro scritto da Fante. Certo questo padre guascone e libertino che piace molto al figlio maggiore fa un po' pensare sotto molti aspetti, ma certo questo è lo stile di Fante, da questo punto di vista quasi un prendere o lasciare.
Comunque si lascia leggere con voglia. Da consigliare senz'altro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (21-03-2010) Molto bello, stile puro e realista, a volte nudo e crudo, ha reso molto bene le condizioni di vita delle famiglie italiane negli Stati Uniti del 900; sembra quasi di vedere un film; essendo i miei bisnonni emigrati in America agli inizi del 900 l'ho apprezzato molto. Ottimo scrittore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano (11-01-2009) un romanzo che definirei neonaturalista. La particolarità di questa storia sta nel fatto che è una narrazione, non tanto di una vicenda particolare, ma della vita quotidiana dei personaggi; che poi, essendo un romanzo fortemente autobiografico è la narrazione dell'infanzia di fante. ottimo libro, scorrevole, disinvolto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Daniele Nuccetelli (06-04-2008) Pietra miliare della letteratura nord-americana, "Aspetta primavera, Bandini" mostra con perfetto realismo le vicende di una famiglia italiana in Colorado, le difficoltà di integrazione e il lato oscuro che si nasconde alle radici del meltin' pot statunitense. Un libro per conoscere meglio luci ed ombre del passato dei nostri antenati emigrati all'estero e per provare a capire l'altrettanto difficile presente degli immigrati in cerca di speranza nel nostro Paese, spesso un po' smemorato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (28-01-2008) Bello ed emozionante. Ben scritto. Un libro che parla in modo autentico di noi italiani. Dei nostri complessi e delle nostre virtù. Esplora l'italianità in modo per nulla banale. L'italianità sofferta e povera. L'italianità che lotta contro i pregiudizi e che, con orgoglio, cerca di affermarsi nei propri valori e credo. L'italianità che noi tutti ci portiamo dentro, con i suoi retaggi e i suoi limiti. L'italianità che spesso rinneghiamo ma che è parte di noi, della nostra cultura e della nostra storia individuale e nazionale. Anna Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Martin (22-12-2007) Ancora Fante! Ancora lui a narrarci, questa volta con una prospettiva inusuale per lui, la vita, sofferta, goduta. Gli amori, le passioni, le sofferenze. Ancora una volta personaggi che emergono dalla pagina, vengono a urtarci, e non possiamo non entrare in empatia con loro. Ancora una volta un racconto di un mondo che ci appartiene, indipendentemente dall'averlo vissuto o meno. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ladybrett al.caneel@gmail.com (22-10-2007) stilisticamente non ha pecche, anche nella traduzione. quanto a trama rientra in quel genere che inevitabimente coinvolge. addentrandosi nel cuore della famiglia bandini, incontrando caratteri, gioie, sofferenze, se ne entra un poco a far parte. ci si concentra molto su arturo ed il padre, ma la figura materna è maestosa.
sempre enormemente poetico fante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberta (31-08-2007) Anche in questo racconto Fante non si smentisce. E' il primo libro della saga di Arturo Bandini, la sua adolescenza di figlio di immigrati italiani che non se la passano bene. E' una commedia dell'immigrazione e della ricerca di liberta'
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tony Clifton (11-04-2007) Che straordinario esordio,che stravolgente esempio di realismo,che romanzo!La potenza delle parole scaturisce da episodi di pura e semplice vita;le sensazioni,le emozioni,il vento,il freddo,la rabbia ti si cuciono addosso.L'America,gli italoamericani,il Colorado;il padre,il figlio,la famiglia;l'orgoglio,il dolore,l'amore;un turbine vertiginoso abbraccia tutto questo e ce lo restituisce in un perfetto equilibrio,reso possibile solo dall'immenso talento di Fante.La terza persona singolare(qui usata per la prima ed ultima volta dallo scrittore)non ci allontana dal protagonista e dalle sue vicissitudini,la crudezza del racconto non nasconde la poesia di una storia che commuove senza patetismi.I dialoghi sono coinvolgenti,un vero punto di forza del romanzo(caratteristica fondamentale di molta letteratura americana dell'epoca),intensi,mai banali,cinici e decisivi.Non deve sorprendere che nelle battute iniziali ci si trovi di fronte a due sonore bestemmie(gli americani pensavano fosse un modo di dire tipicamente italiano)pronunciate con cattiveria dal padre di Arturo,uomo rude,lavoratore,bevitore,scorbutico e maleducato(com'è facile riconoscere il vecchio de La confraternita dell'uva,scritto decenni dopo da Fante,desideroso di erigere un personalissimo monumento letterario in onore del padre).Un libro da leggere e rileggere,da consumare,da fare entrare nel proprio midollo;un romanzo armonioso e denso di significati;una prosa incredibilmente scorrevole e efficace.Arturo Bandini...un destino scolpito in questo bellissimo nome! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rossana (16-11-2006) Fante affonda in ogni situazione con tocco leggero, con dialoghi precisi e battibeccanti. Pare di sentire le persone scontrarsi, i muri chiudersi intorno alle parole. Pare di vedere gli occhi serrarsi, le espressioni mutare, i sentimenti prendere il volo.
E' incredibile come riesca davvero a fare sentire il lettore (io, in questo caso) quasi parte della storia, come se la si vivesse in prima persona.
Si rischia sorridendo di impersonificarsi, di immedesimarsi fino all'osso. Di voler prendere come proprie alcune esclamazioni, di copiare i modi di dire.
Ogni pagina scorre con la sensazione e la determinazione di non voler smettere di leggere, di voler inghiottire ancora e ancora un episodio, un frammento, una battuta, una scena, persino le imprecazioni, l'ultima, poi ancora una. E' una calamita.
Alcune descrizioni meritano davvero di essere lette ad alta voce, pare quasi che non abbiano piena giustizia, solo chiuse tra due pagine. Le leggi e intanto pensi che ti sembra di vedere un film, è incredibile.
Certi modi di spiegare le cose sono così fluidi, disincantati, ironici fino alle lacrime. C'è una continua autoironia tra le righe, soprattutto quando a descrivere è Arturo Bandini. Intuisci che il divertimento che trai dalla lettura deriva proprio dal divertimento stesso di Fante a parlare di sè, lo assecondi e lo immagini magari con il naso arricciato in un sorriso mentre scrive.
Il suo stile è unico, mai pieno di sè, semmai il contrario. I personaggi dei suoi libri rivelano sempre un'umiltà spesso dovuta alle condizioni economiche che si riflette poi nel carattere.
Spesso si prova solo un'estrema simpatia verso questi anti eroi, volutamente creati e punteggiati con stile.
Fante caratterizza bene i sogni, le ambizioni e le speranze, li disegna con la punta lieve e ci gira intorno morbido, rende ogni cosa indimenticabile per leggerezza e incisione. Ciò che colpisce sempre nei lavori di John Fante è la genuinità e la freschezza con cui sviluppa le sue idee, sempre ricche di umorismo e speranza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GIUSEPPE 64 (15-11-2006) Ho conosciuto Fante grazie a C. Bukowski;
Di Fante ho letto quasi tutto, ma il romanzo che più mi ha affascinato e proprio questo, più di "Chiedi alla polvere", più di ogni altro suo scritto.
Che stile, Arturo Bandini in questo romanzo è incredibile, ti fa venire in mente momenti della tua infanzia ormai dimenticati;
Ciascuno di noi in fondo è un ARTURO BANDINI!
Immenso.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudia cla58@libero.it (04-12-2005) Uno dei libri di Fante che ho letto più di una volta insieme alla Confraternita del Chianti e a Chiedi alla polvere. Di questi libri non ricordo la trama ma l'atmosfera, i personaggi ti catturano subito ed ogni volta che li riprendi in mano ti assicuri un pomeriggio di vera "goduria"! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ric (03-07-2005) Duro e come il mondo che descrive. Non ha molto a che vedere con lo stile del Fante di 'Chiedi alla polvere'. Comunque valido. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Jacopo Polinari (16-04-2005) Avevo letto "la confraternita dell'uva" ed ero rimasto molto contento! Devo dire però che questo è, giudizio personale, molto migliore, più godibile e più intenso, anche se quanto a personaggi caratteristici, forse l'altro ne vanta di migliori. Ma la storia di questo romanza è tutt'altra cosa, poesia in prosa, dico io che di letteratura ci capisco tanto poco. Profondo, sincero! L'autore coglie perfettamente l'animo dei personaggi con una precisione sosprendente! Chiunque, credo, non stenta a riconoscersi in Arturo quando, mentre prega, gli vengono in mente immagini peccaminose o bestemmie! Io ho rivissuto una non piccola parte della mia infanzia che avevo quasi rimosso!Il catechismo.
La parte che preferisco è la retrospettiva ad effetto sui dieci giorni passati da svevo lonteno da casa!
La parte che invece ho apprezzato meno è la conclusione, secondo me non in linea con tutto il resto!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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