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Mila Massimo - I quartetti di Mozart | Si pubblicano qui le pagine della rapida dispensa che riassume il primo corso di Massimo Mila all'Università di Torino, un corso monografico, mozartiano, ispirato a un didascalismo rigoroso ma nel contempo quasi gioviale. Il primo tratto caratteristico della comunicazione didattica è la programmatica decisione di parlare solo di musica, o, meglio, far parlare solo la musica, nello specifico la musica dei quartetti del Salisburghese, tutti trattati alla pari, equilibratamente. Nessuna concessione a contestualizzazioni suscettibili di sottrarre attenzione alla pura descrizione dei testi musicali (al massimo un'occhiata di paragone accorato con l'avventura della povera cagnetta Laika consegnata dai russi all'infinità dello spazio). Il secondo tratto caratteristico è il panorama additivo che si costituisce in quella che diviene una completa descrizione della evoluzione della forma Quartetto attraverso l'evoluzione della stessa forma nel dispiegamento del corpus quartettistico del solo Mozart: un Mozart che fonda, sviluppa, trasforma, forse esaurisce tutte le sue potenzialità di "genere musicale" nel farsi della esperienza artistica di un unico autore (dall'adolescenza alla sofferta maturità). Mette conto di osservare che a ciò si aggiunge la messa a punto talora sorprendente di alcune diagnosi di profeticità, di ordine stilistico musicale, ricercate con puntigliosa serenità. Introduzione di Giovanni Morelli.
Media Voto: 2 / 5stefano pelagatti (04-05-2010) E' veramente sconfortante che un libro così insensato, e che contiene talmente grossolani errori di analisi, possa trovar posto nelle biblioteche. Facciamo un rapido elenco delle maggiori tra le baggianate che dice: a pag 58 parlando dell'Andante del quartetto K 465, il nostro chiama secondo tema quello che in realta' e' il ponte modulante, e terzo (?!?) tema quello che invece è il secondo; e questo si può evincere confrontando il passo con l'analisi che Charles Rosen fa dello stesso episodio nel suo libro" Le forme - sonata", edito da Felrinelli, dove chiama giustamente Ponte quello che per Mila e' il II tema ( pag. 111 ultimo rigo), e II tema quello che per Mila e' il III ( pag. 114, primo capoverso). Stesso grossolano errore a pag 71 e 72 a proposito del quartetto K 575. Ma la baggianata più imponente si trova a pag. 81, dove il nostro asserisce che il Primo tempo del K 499 sarebbe scritto in forma di Rondò - Sonata!! Non sa, Mila, che ciò che definisce la forma non e' il rapporto tra i temi, ma quello tra le tonalita', e che nel Rondò - sonata l'esposizione termina con il primo gruppo alla tonica, mentre invece, nell'esempio mozartiano, l'esposizione termina regolarmente con il secondo gruppo alla dominante? Ora io mi chiedo: veramente quest'uomo ha insegnato per 40 anni ai suoi allievi che il primo tempo del K 499 e' un Rondò - sonata? E quali danni irreparabili ha prodotto in questo modo nelle loro menti e sul loro gusto estetico? Ma quel che soprattutto gli sfugge e' che i temi possono essere anche 50, ma sempre nella sonata si organizzano in due gruppi contrapposti, il primo alla tonica, il secondo in altra tonalita', perche' il suo spirito e' sempre duale, rappresentando il mezzo più raffinato scoperto dall'uomo per dar conto, in musica, della particolare natura psichica e morale della specie Homo sapiens, che sempre in ciò che importante oscilla tra due poli ( così nell'amore, dove la gelosia compare non quando l'oggetto delle nostre attenzioni ha 10 ammiratori, ma quando ne ha uno solo). Voto: 1 / 5 |  |  |  |
simone (19-11-2009) Si tratta di un'integrazione importante alla scarsissima letteratura in italiano sul Quartetto d'archi, quindi sicuramente è benvenuta.
Mila scrive come al solito in modo limpido, scorrevole e al contempo denso di concetti. Ricorre poco a parole desuete, mira ad esemplificare le sue idee nel modo più diretto possibile,e coglie sempre nel segno. Si potrà talvolta non concordare su tutto, ne convengo, ma è esemplare il suo periodare, la sua chiarezza. Peccato che il libro sia decisamente"smilzo" quanto a numero di pagine, e si rimpianga che non ci siano ulteriori approfondimenti, specie sui quartetti più noti.
In conclusione una piccola nota negativa: l'introduzione di Morelli è assolutamente dimenticabile. Non aggiunge nulla di davvero significativo al testo, impiega termini e artifici linguistici a volte involuti e ostentatamente ricercati senza che si rispecchi nei contenuti questa complessità di facciata. Una volta finita di leggere già si è dimenticata, e appena si inizia il testo di Mila pare di essere passati da Novella 2000 a I promessi Sposi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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