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Crumley James - L' ultimo vero bacio |
Sembra un caso facile per Sughrue, reduce dal Vietnam e investigatore privato che ha seppellito ogni illusione sotto una colata di sarcasmo. Deve ritrovare Trahearne, uno scrittore stanco di quotidianità che ha cominciato a bere e sembra non voglia più smettere. Sughrue ne condivide appieno la deriva alcolica e così, quando lo trova, non c'è da stupirsi se i due partono insieme alla ricerca di Betty Sue, una ragazza che ha fatto perdere ogni traccia di sé quasi dieci anni prima. Una storia che si dispiega come un viaggio, fisico e mentale, attraverso vari stati d'animo e altrettanti stati geografici in un'America violenta e per certi versi caricaturale. Il romanzo d'esordio che ha salutato Crumley come uno degli eredi della grande tradizione americana.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.56 / 5massimo (30-01-2010) A mio parere non è un capolavoro ma ha un certo fascino degli anni passati...molto più interessante la parte scritta dal traduttore che comunque si nota, è un grande estimatore di Crumley... leggerò gli altri suoi libri cercando il capolavoro........ Voto: 4 / 5 |
Gabriele gaprilia@libero.it (17-09-2009) Crumley è veramente un grande scrittore!
Quando la storia sembra arrivata al capolinea tira fuori nuove situazioni che ti stordiscono e ti fanno credere che non si arriverà mai alla fine.
Alcune location da lui descritte sono i posti dove vivrei molto volentieri.
Caratterizza molto bene i personaggi e si capisce sempre quello che stanno provando in quel preciso istante.
C'è anche uno strano amore descritto in questo libro, un amore di quelli veri. Voto: 5 / 5 |
Lorenzo (18-04-2009) Non è un il capolavoro che annuncia la copertina, ma le cinque righe di apertura valgono il libro:
"Alla fine lo beccai, Abraham Trahearne: lo beccai che beveva birra in compagnia di un bulldog alcolizzato, tale Fireball Roberts, in una sgangherata bettola appena fuori Sonoma, California, intento a spremere anche le ultime gocce di un bel pomeriggio di prmavera" Voto: 5 / 5 |
gizzy (16-03-2009) Quando sento parlare del NOIR perfetto...ecco che ho i brividi! Leggo parecchio e ho imparato a diffidare di certi commenti entusiastici. Ma siccome non conoscevo C.J. una chance gliela dovevo! Centro...libro spettacolare. Balordi, alcohol a fiumi e migliaia di chilometri macinati. Se sia un noir non lo so...di certo è un libro meraviglioso. Consigliato...calorosamente! Voto: 5 / 5 |
Mary (17-09-2006) Prosa scorrevole e mai scontata a mio parere, dialoghi realistici, nessun lungo excursus non pertinente alla trama che possa annoiare il lettore. Concordo con chi ha affermato che la trama probabilmente calca , in alcuni punti, il prototipo del classico giallo americano, ciò nonostante è un libro che merita davvero di essere letto, oltre che per la bella scrittura, per la sua gradevolezza. Quando ho avuto un primo approccio leggendo le pagine iniziali ero un tantino scettica, poi ho continuato e non sono più riuscita a smettere. Molto, molto avvincente. Voto: 4 / 5 |
Paolo Grugni paolo.grugni@fastwebnet.it (16-09-2006) Un buon libro, ma con alcuni difetti (senza tener conto dell'imprecisa correzione di bozze e della non sempre felice traduzione, l'uso del "lei" è spesso ridicolo). Crumley scrive bene e all'interno del romanzo ci sono 3-4 descrizioni e una decina di metafore fulminanti. Il primo punto debole sta nel cliché dei personaggi (la strana coppia, il detective alcolizzato e disadattato), troppe volte già visti e sfruttati dalla letteratura di genere pur tenendo conto che il testo risale a circa trent'anni fa (ma Fireball, il cane ubriacone, è memorabile). Il secondo nella trama, fragile e non credibile che crolla man mano che il libro prosegue e da pagina 200 in poi non regge più. Non sarebbe diventato comunque, come dice il prezzolato Pelecanos in copertina, il più grande noir degli ultimi quarant'anni, ma una struttura narrativa più solida l'avrebbe reso decidamente migliore. Vale in ogni caso la pena leggerlo solo per gustarsi il paragrafo in cui viene spiegato il titolo. Voto: 3 / 5 |
Andrea Poli whitewhizard@tiscali.it (19-04-2006) L'ULTIMO VERO BACIO a me è piaciuto molto, per la scrittura e lo stile di Crumley, e per come ha saputo caratterizzare i personaggi che ha inserito nella storia.La trama non è eccezionale per quanto abbia una sua struttura precisa, ed è tutt'altro che banale, si possono fare alcune considerazioni a riguardo ma non l'ho trovata un punto molto debole del romanzo, anche se quello meno saldo e più criticabile.Sono bastate pochissime righe per creare un'atmosfera avvolgente e coinvolgente, qualche paragrafo per avere la netta sensazione della forte caratterizzazione di Sughrue e dei personaggi che lo avrebbero accompagnato lungo tutta la sua avventura.Da Trahearne, il vecchio scrittore sulle cui tracce l'investigatore si è messo da tre settimane per riportarlo a casa della ex moglie a Fireball, il bulldog famoso per dissetarsi a birra piuttosto che ad acqua, fino ad arrivare a tutte le donne che compaiono in questa trama, Betty Sue, la madre Rosie, Catherine, Edna ( la madre di Trahearne ), Melinda, Selma e Stacy, tutti quanti hanno una loro reale dimensione e un loro legittimo spazio.Non è un libro per cui non si vede l'ora di arrivare a casa per continuare a leggerlo, ma quando lo si (ri)prende in mano non si può fare altro che continuarlo finché gli occhi non si chiudono per l'ora tarda.I dialoghi sono gli esempi migliori di quanto appena scritto, sono fantastici da leggere, divertenti, irriverenti, e riescono a caratterizzare i personaggi più di quanto potrebbero fare descrizioni dettagliate nei minimi particolari.L'ULTIMO VERO BACIO è un libro che può appassionare qualunque tipo di lettore, chi ama le storie, chi ama i personaggi, chi ama le atmosfere dannate e irriverenti, chi ama un linguaggio vero privo di qualunque patina moralistica, chi ama ridere e sorridere, chi ama uno scrittore che sa il fatto suo e che che desidera farsi trascinare da parole scritte in uno stato di grazia, piacerà a chi ama intrattenersi con una lettura e chi in una lettura cerca un qualcosa in più di una semplice battuta. Voto: 4 / 5 |
thepoet (31-03-2006) signore e signori...il capolavoro dell'hardboiled Voto: 5 / 5 |
ciro (13-01-2006) Parti da un punto certo,caro lettore:la trama può sembrare già sfruttata.La grandezza di questo romanzo sta in questo,ti inchioda nonostante sembri di aver già sguazzato in questa storia.Le fandonie e la verità non si scontrano, ma fanno parte di uno stesso disegno,di un unico arrivo...lei.La più bella figura di donna tracciata da un uomo(dopo anna karenina),che rende noi uomini piccoli ed egoisti,sospettosi e paurosi,spettatori ed arma nelle mani di donne in guerra.Per me tra i noir più belli,superato solo da ''La falena'', e da ''lettera al mio giudice''. Voto: 5 / 5 |
Criss (27-06-2005) E' scritto (e tradotto) meravigliosamente, ma... alla trama avrei tolto le ultime 100 pagine. Non e' una critica da poco per un giallo, ma questo e' anche qualcos'altro. Molti refusi nell'ultima parte:secondo me, alla fine, si erano scocciati un po' tutti all'Einaudi. Voto: 5 / 5 |
Albys braveheart1966@libero.it (19-03-2005) Presentato da un fin troppo entusiastico coro di evviva come "il miglior noir di sempre" (Lehane, Pelecanos, il traduttore Luca Conti...), il trasgressivo lavoro di Crumley alla fine si dimostra sì valido, ma solo se rapportato ai suoi tempi. La trama è il particolare che mi ha un po' deluso: in fondo, di una donna scomparsa nei meandri della pornografia e dell'inquietudine giovanile v'è pieno il mondo letterario. Qui c'è una investigazione che è molto semplicistica, a tratti surreale. Il dipanarsi della vicenda non mi ha rivelato alcun colpo di scena degno di nota. La conclusione, seppur d'effetto, ha il sapore della prevedibilità sin da 50 pagine prima, e non ha neppure una grande spiegazione se non quella, appunto, di essere un effetto per stupire il lettore. Alla fine non mi rimane in mente che una storia di infelicità e squallore come tante, di mille bevute in mille bar diversi americani (con o senza cane ubriaco), di alcune scene mica male tratteggiate dalla fantasiosa penna di Crumley, di km macinati solo per trovare un centro (alcolico) irraggiungibile. Troppo poco per scordare che un Ellroy o un Connolly hanno scritto storie noir di ben altro livello qualitativo, mentre un Chandler ha disegnato - con lo stesso stile narrativo - personaggi e situazioni che a mio parere sono più accattivanti. Se lascio da parte la storia, invece, ci sono solo punti positivi, a livello dell'eccellenza. La prosa è stupenda: pulita anche nella forte aggettivazione e nel numeroso uso di similitudini, sagace, ironica, cinica, assolutamente istrionica e con tanti piccoli tocchi di classe. Crumley cesella frasi con grande tecnica, permettendosi di costruirle quasi alla rovescia senza che ciò vada a discapito della lettura. Un Lansdale più raffinato, oppure un Chandler più sporcato dall'alcool. Insomma, uno dei primi 5 narratori di sempre in ambito noir se parliamo di stile, prosa, dialoghi. Sì, questo Crumley ha talento da vendere e scrive da Dio. Ma L'ultimo vero bacio non è il capolavoro assoluto promesso dalla copertina. Voto: 4 / 5 |
Ceia ceiaceia@virgilio.it (08-03-2005) L’ultimo vero bacio è un bel noir.
Teniamo conto che è stato scritto nel 1978, quindi più di 25 anni fa.
In quell’anno, probabilmente, non giravano troppi libri scritti in questo modo.
La trama non mostra praticamente mai cadute di tensione e i colpi di scena si susseguono con un ritmo piuttosto incalzante. Grazie ad una prosa scintillante e decisamente divertente e accattivante ci si sente spinti a volare le pagine. Storia intrigante e molto scorrevole. A tratti ossessiva. Se vogliamo, si potrebbero criticare un paio di “coincidenze forzate”, anche se a me non hanno dato particolarmente fastidio perché quel che colpisce, in questo romanzo, sono altre cosucce.Pur essendo scritto in prima persona, denota molta cura nella caratterizzazione degli altri personaggi. Particolarità che si nota soprattutto nei primi capitoli, quando, con pochi tratti ci vengono presentati alcuni dei personaggi centrali. Tra loro, uno mi è rimasto davvero nel cuore: Fireball Roberts. Il cane ubriacone.
Anche le comparse sono assolutamente splendide: per citarne una… il vecchietto artritico che incontriamo verso la fine del romanzo. Crumley gli dedica poco più di tre righe, ma a me è parso di averlo davanti agli occhi.
E poi.
L’ambientazione.
Una road-story.
Il protagonista percorre non so quanti chilometri sul suo pickup, si sbronza un miliardo di volte, parla e si comporta in modo un pochetto volgare (mooolto, a dir la verità…) picchia, spara, (scopa). Insomma. Fa tutto (o quasi) quello che fa un ometto normale… eheheh… Il tipetto è un investigatore privato reduce dal vietnam. Un uomo rozzo, dai sistemi molto poco ortodossi… una sorta di… come si chiamava quel personaggino pazzesco creato da Lansdale? Jim Bob Luke? Anche l’auto, il pickup assume un ruolo centrale. Quella che per Luke era il Troione Rosso, qui si chiama l’El Camino e, indovinate un po’ di che colore è? E a proposito di Lansdale, sono arcisicura che lui, questo autore, l’ha letto… Voto: 5 / 5 |
Vincent xdarkwriter@hotmail.com (01-02-2005) Salutato come un autentico capolavoro, capace di uscire dai confini del genere, il romanzo di Crumley non tradisce le attese. Struttura e stile, trama e personaggi, è tutto superlativo. Nel solco della tradizione del grande romanzo americano, L'ultimo vero bacio è un viaggio ironico e disilluso nella terra delle grandi contraddizioni, che più di ogni altra ben rappresenta la perdita dell'innocenza.
Voto: 5 / 5 |
Enrico Menapace (29-01-2005) Se l'Alessandro Menapace che ha scritto la precedente recensione è il mio caro cugino, scopro solo su IBS di avere gli stessi gusti letterari. Passiamo al libro: grandissimo. Adoro il Texas - il Montana non perché sono Stati che ho visto, ma solo per come li descrive Crumley seguendo i suoi personaggi in mille avventure. Fra i suoi personaggi preferisco forse Milodragovitch (leggete assolutamente "Il confine dell'inganno"), ma anche Sughrue non è male. Voto: 5 / 5 |
Alessandro Menapace (07-01-2005) Fantastico, imprevedibile, sorprendente, geniale Voto: 5 / 5 |
charlie (03-12-2004) Divertente, amarissimo, imprevedibile, ironico. Un gran bel libro. Voto: 4 / 5 |
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