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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Ishiguro Kazuo - Non lasciarmi

Non lasciarmi TitoloNon lasciarmi
AutoreIshiguro Kazuo
Prezzo € 17,50
Prezzi in altre valute
Dati2006, 291 p., rilegato
TraduttoreNovarese P.
EditoreEinaudi   

Attualmente non disponibile su IBS
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71 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Kathy, Ruth e Tommy sono cresciuti in un collegio immerso nella campagna della provincia inglese. Sono stati educati amorevolmente, protetti dal mondo esterno e convinti di essere speciali. Ma qual è, di fatto, il motivo per cui sono lì? E cosa li aspetta oltre il muro del collegio? Solo molti anni più tardi, Kathy, ora una donna di trentun anni, si permette di cedere agli appelli della memoria. Quello che segue è la perturbante storia di come Kathy, Ruth e Tommy si avvicinino a poco a poco alla verità della loro infanzia apparentemente felice, e al futuro cui sono destinati. Un romanzo intenso e commovente dall'autore di "Quel che resta del giorno".

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 71 recensioni presenti.  Media Voto: 4.19 / 5

francesca (10-01-2012)
non avevo letto mai niente di ishiguro e ho letto "non lasciarmi"per caso.all'inizio ho pensato che non lo avrei finito,le prime pagine sono "strane"si e' lontani da quello che poi si scopre in seguito.ma poi mi ha preso tantissimo e lo ho finito d'un fiato.mi ha messo una tristezza profonda,ma lo consiglio vivamente.e' veramente bello bello
Voto: 5 / 5
meritocat (13-07-2011)
Ho trovato il libro squisito. La narrazione è fluida e gli eventi sono incastonati fra loro abilmente. Quello che ho davvero amato è che, al di sopra dei tratti tipici di una distopia pseudo-scientifica - categoria alla quale il libro di solito si fa appartenere, spicca invece la normalità di questi giovani "speciali" in netto contrasto invece con l'anomalia costituita dalla premessa della storia. @ claudia, con tutto il rispetto per il tuo giudizio, non credo che qualificherei come una mancanza l'assenza di una contestualizzazione dettagliata (come e perché si è giunti a un tale tipo di progresso scientifico). Devi ricordare che il punto di vista del libro è quello del narratore immerso, che è conoscenza solo dei fatti che lo riguardano. Per fare ciò che tu chiedi, probabilmente Ishiguro avrebbe dovuto tradire l'anima del libro (che per me trova il suo perno proprio nell'intimo relativismo delle vicende) o adottare un approccio tutto diverso. E per quanto riguarda la generale ritrosia alla ribellione dei personaggi, se non forse persino una certa remissione rassegnata nei confronti del proprio destino, non va spiegata: è una scelta dell'autore quella di rappresentarli così. Non sempre nei libri tutto deve essere ragionevole per il lettore, anzi, spesso si parla proprio di sospensione dell'incredulità come un elemento fondamentale per chi legge perché, di fronte a qualcosa che ci lascia perplessi (perché riteniamo sia implausibile, ad esempio) occorre invece astenersi dal formulare un giudizio di validità in modo da non compromettere il piacere della lettura. Leggerò invece "In quel che resta del giorno" perché: a) se vale almeno quanto "Non Lasciarmi" sono certo che lo gradirò; b) questa prima esperienza con questo scrittore è stata, per me, veramente goduta. Consiglio caldamente il libro a chi desidera un racconto affascinante, senza essere ingarbugliato, delicato, senza essere mieloso, significativo, senza essere pomposo.
Voto: 5 / 5
sandy (08-09-2010)
un libro bellissimo. ho appena finito di leggerlo e ho le lacrime agli occhi. scritto con maestria, riesce a parlare di uno scenario futurista con classicismo. imperdibile.
Voto: 5 / 5
claudia (09-05-2010)
Ottimo, come sempre, lo stile di Ishiguro. Perfettamente resa l’atmosfera ovattata e quasi surreale che rispecchia la confusione e l’incertezza dei personaggi principali. Spunti interessanti. Caratterizzazioni mai banali. Nel complesso, quindi, un buon romanzo. Eppure, non mi ha convinta fino in fondo. La situazione avrebbe potuto essere contestualizzata meglio (per quale motivo si è arrivati a tanto, perché, in seguito a quale catastrofe?) , senza contare che quasi non si avverte tensione – né ideologica né istintiva - fra queste cavie e la società che ha deciso di disporne nel modo che sappiamo. L’atteggiamento nichilista dei ragazzi non si spiega, specie considerando che non sono stati allevati in un ambiente opprimente, vittime di violenze fisiche e psicologiche tese ad annichilirne la personalità, ma in un contesto tutto sommato piacevole, per quanto insolito. Risulta difficile credere che la vita in una bella scuola situata nella campagna inglese, con insegnati che incoraggiano i rapporti interpersonali tra gli allievi e ne promuovono creatività e interiorità, possa annientare un istinto così forte come quello auto conservativo e non portare gli allievi a elaborare riflessioni e prese di posizione del tutto personali. In “Quel che resta del giorno”, Ishiguro aveva espresso in maniera impeccabile la rinuncia dell’essere umano a mutare il corso del proprio destino, la sua cecità di fronte a un’infelicità che egli stesso, con la sua ignavia e la rinuncia all’autoanalisi, contribuisce a creare. Qui, forse per la complessità dell’argomento trattato, l’esperimento non è del tutto riuscito.
Voto: 3 / 5
Stefano (26-04-2010)
Che dire? Uno dei libri più belli mai letti. Di sicuro. E ne ho letti parecchi. Ma così intensi, lievi, struggenti e dolorosi, pochi. Si capisce da subito, o comunque molto in fretta, come andrà a finire. Anche perché la quarta di copertina non aiuta. Ma non importa. Perché come ti ci porta Ishiguro...bè, cappello è dir poco! Parecchie parole, dopo averlo letto, risuoneranno di emozioni che farete fatica a scordare. Insomma, uno dei libri che segnano. Da leggere e comprare, dunque. Per tenerlo lì, sullo scaffale, pronto per essere prestato agli amici o regalato, con le pagine segnate, agli amanti. E se poi non torna da ricomprare, senza timore d'aver speso male i propri soldi. Buona lettura.
Voto: 5 / 5
silvia (03-11-2009)
Ishiguro ci conduce con grazia dentro l'orrore, ci mette davanti a una ipotetica realtà così come potrebbe essere. Sconvolgente e struggente al tempo stesso, ti entra dentro e ti rimane addosso, ti costringe a riflettere sul valore della vita e della morte. Un libro di quelli che meritano un posto speciale in libreria.
Voto: 5 / 5
Saya (17-06-2009)
Per quel che mi riguarda ho trovato perfetto lo stile dell'autore perchè riesce a rendere in maniera realistica l'assenza di linearità dei ricordi... Kathy segue il filo della sua memoria senza cronologia asettica ma parlando dei ricordi così come vengono, ti racconta chi è, dove ha vissuto, con chi è cresciuta e, soprattutto, ciò per cui è nata... e la maggioranza delle sensazioni scaturiscono dal non detto perchè quando si parla di una verità così scomoda non si è mai veramente espliciti... e non c'è neanche bisogno di esserlo perchè quello che prova Kathy lo si capisce benissimo... Penso inoltre che questo sia uno dei libri più agghiaccianti che abbia mai letto... e l'assenza di patetismi o stucchevolezza ridondante lo rende così vero e semplice da farti venire i brividi.
Voto: 4 / 5
giovanna (16-10-2008)
E' un libro eccezionale, scritto molto bene dove il lettore partecipa in maniera intensa al dramma che vivono i protagonisti. E' un romanzo distopico a tutti gli effetti, dove l'utopia capovolta e svuotata del suo significato si trasforma in incubo. E' per questo che si arriva alle pagine finali con un senso d'ansia incalzante e ci si augura che il futuro descritto nel libro, benchè pericolosamente vicino, non accada mai. Grande Ishiguro!
Voto: 5 / 5
Khenubaal (12-05-2008)
Fa uno strano effetto, leggere l'ultimo romanzo di Ishiguro. Da subito viene fatto capire che c'è qualcosa di strano dietro le vicende dei protagonisti, un non mistero che per altri autori sarebbe stato il perno attorno a cui far girare il mondo, ma che qui invece è una scusa per creare un contesto psicologico chiuso (ma non claustrofobico) dentro al quale far crescere i personaggi. Ed alla fine la storia è tutta qui, intrecciata coi rapporti fra Kath, Thomas, Ruth ed un mondo che non riescono a comprendere. Splendidamente scritto, il libro risente però di quello stesso senso di smarrimento che provano i protagonisti, per cui tutto rimane un pò ovattato, come se lo si osservasse da appena sotto il pelo dell'acqua, tanto che quelli che dovrebbero essere i momenti di maggior intensità emotiva scorrono via sottotono, incidendo poco. Discreto.
Voto: 3 / 5
Cristina (06-03-2008)
Grandissimo Ishiguro! Non avevo perso la memoria di "Quel che resta del giorno" e ho trovato un altro capolavoro. Letto d'un fiato e rimeditato a lungo, con un sentimento di struggente malinconia e dolorosa coscienza della delicatezza, della fragilità e della grandezza, nell'amore, di tutte le creature. Una scrittura piena di seduzione: capace di incantare, con il gusto della memoria di luoghi e atmosfere della campagna inglese, e di impressionare, per gli scenari inquietanti di un mondo di fantascienza che vorremmo esorcizzare e che pure ci conduce a guardare a fondo dentro di noi.
Voto: 5 / 5
Takiko (13-12-2007)
Uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Lo consiglio a tutti perchè è davvero un capolavoro.
Voto: 5 / 5
Francesco (29-11-2007)
Se penso che dopo le prime pagine stavo per lasciar perdere... Che errore madornale avrei commesso! Il più bel romanzo che abbia mai letto, una lama affilata che ti penetra nel cuore e che dona un senso a ogni secondo della nostra vita, il senso che tutti dovremmo riuscire a dare alla nostra esistenza.
Voto: 5 / 5
vincenzo (26-11-2007)
Romanzo bello e terribile in cui tutto: dall’argomento ai protagonisti, dalla tecnica di scrittura all’ambientazione, contribuisce a dare un senso d’angoscia ed fatalità che permangono oltre la lettura. Immagini di vita quotidiana, dall’adolescenza alla maturità , d’un gruppo d’amici nati per clonazione ed il cui ineluttabile destino, in un’ipotetica cupa e cinica realtà futura, sarà quella di donare i propri organi fino all’esaurimento del loro ciclo vitale. Ishiguro si aggiunge al nutritissimo elenco degli scrittori contemporanei debitori dei “romanzi di genere”; nel caso specifico l’autore pesca a piene mani dalla fantascienza antiutopistica degli anni settanta, non solo riguardo agli argomenti specifici della clonazione e dell’allevamento di “strumenti umani” ma per la creazione d’un “universo” separato all’interno della realtà comune. Il debito viene comunque ampiamente saldato dalla grande sensibilità narrativa che raggiunge i picchi più alti nelle descrizioni di scorci naturali che danno voce ai sentimenti più ancora degli stessi protagonisti. Molto particolare la tessitura narrativa in prima persona che sembra riprodurre l’andamento di una conversazione, con un effetto di accumulazione per collegamenti e rimandi, questo metodo, pur contribuendo alla costruzione della necessaria tensione, in un romanzo pressoché privo di avvenimenti e colpi di scena, finisce con l’irritare per l’utilizzo eccessivo . Risulta una forzatura e, forse il momento più basso del romanzo l’incontro finale con “Madame” e la spiegazione della nascita dell’organizzazione delle donazioni. Il romanzo avrebbe avuto una maggiore efficacia con un centinaio di pagine in meno; il dilungarsi, anche nell’assenza di dettagli e particolari, nuoce alla verosimiglianza; particolarmente debole, a questo proposito la seconda parte della storia con la vita nel cottage. Pur con queste riserve, il romanzo ha un suo fascino e risulta di sicuro impatto. Da consigliare.
Voto: 3 / 5
carlafed (11-10-2007)
Vorrei solo dire a chi si appresta a leggere questo libro di non lasciarsi ingannare. Questo non è un libro sulla clonazione umana, è un libro sulla CONDIZIONE umana. Molto bello, imperdibile. Grazie Kazuo
Voto: 5 / 5
Andrea Peggion (07-09-2007)
È un libro straordinario, tagliente e dolce nello stesso tempo. Come non pensarlo come metafora e specchio della vita, per poi riconoscerci nel nostri dubbi sul senso del vivere, sulla funzione delle cose e sulla perdita. Il linguaggio è curato e cesellato in maniera sublime e di ciò sicuramente va fatto un plauso a chi lo ha tradotto, perché non è possibile che tanto bello scrivere, bel narrare, sia immune dalla contaminazione del traduttore. DA LEGGERE, rileggere, metterci il dito in mezzo e pensare.Da copiarne i pargrafi preferiti. Da condividere con i nostri compagni e compagne di vita. Tra i personaggi ci sono anche io, mi sono riconosciuto e, sono sicuro, mi avete riconosciuto anche voi. Andrea
Voto: 5 / 5
Ilenia (21-06-2007)
Un libro che lascia il segno questo di Ishiguro. Educato, lento, dolce a primo impatto, ma man mano che si prosegue nella lettura inizia a depositare un senso di amaro, di rifiuto. Alla fine del romanzo quel fastidio di madame per gli studenti, come per i ragni, è la sensazione che anche il lettore prova. Un libro capace di suscitare una complessità e ambivalenza di sentimenti, dalla tenerezza e compassione per la storia di questi ragazzi, alla repulsione, al desiderio inconscio di rifiutare loro e ciò che loro rappresentano. E in tutto questo, una storia di amicizia e amore, forti ma gentili, come sono stati educati ad essere Kath, Rurh e Tommy. Sentimenti profondi ma che sembrano patinati, costretti e plasmati dalla realtà alluciante delle loro vite.
Voto: 3 / 5
moppinait (04-05-2007)
bellissimo ed emozionante come pochi libri
Voto: 5 / 5
Elena elenaluvie@libero.it (17-04-2007)
Nonostante il tema trattato sia di scottante attualità (la clonazione umana), il libro - a mio modo di vedere - è privo di consistenza. Elena
Voto: 1 / 5
Savy (16-04-2007)
Non vorrei recensire questo libro in modo analitico... che per'altro trovo ben scritto. Mi piace molto di piu' dire cosa mi ha lasciato: tenerezza, tristezza, sconcerto.... Ad un certo punto della loro esistenza, la vita a loro negata eppur perpetuata ...... la consapevolezza che nessun progetto puo' esser fatto ..... nessun desiderio bramato.... nessun sogno realizzato. La cosa piu' assurda ed inquietante e' che probabilmente non e' cosi' lontano da una, spero, improponibile verita'.
Voto: 4 / 5
Laura (20-03-2007)
Spettacolo. Un libro bello come pochi
Voto: 5 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 71

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