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Avoledo Tullio - Tre sono le cose misteriose | Negli ultimi giorni di un processo internazionale per crimini di guerra, un giovane sostituto procuratore si prepara a inchiodare il Mostro, un capo di Stato colpevole di genocidio. Mentre raccoglie i capi d'accusa si ritrova a fare i conti con l'idea stessa di responsabilità, e con le mille piccole, gigantesche colpe di cui è fatta la nostra vita. Tullio Avoledo, friulano, vive e lavora a Pordenone nell'ufficio legale di una banca. In questo libro presenta un romanzo giudiziario atipico in cui la parte processuale rimane in ombra, ma non la parte preparatoria, con la sua tensione, le minacce, la dolorosa analisi delle fosse comuni; e al tempo stesso una storia familiare tenera e crudele.
11 recensioni presenti. Media Voto: 2.54 / 5Cristiana (15-06-2009) ... come spunto non è male, e pure lo stile è passabile, ma è impensabile che uno scrittore possa dirsi tale se non sa risolvere uno, dico uno solo, degli interrogativi che sparge per le pagine: così son bravi tutti a scrivere! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giulia (18-02-2007) Son contenta di leggere che in molti la pensan come me!Mi aspettavo di tutto da questo libro,da un momento all'altro..e invece niente, ho appena finito l'ultima pagina e non posso altro che dire "E allora??" Avoledo resta comunque un grande scrittore..ma lo preferisco in versione ironica. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Augusto (17-01-2007) Non è l'Avoledo che conosco e che amo. Leggendo il libro ho avuto costantemente una sensazione di attesa, che qualcosa stesse per iniziare mentre il mucchietto di pagine che mancavano alla fine si assottigliava. Alla fine non è rimasto nulla ne è successo nulla.
Ho l'impressione che Tullio abbia voluto scrivere qualcosa di raffinatamente letterario. Beh, ci è riuscito ma ha anche prodotto un mostro di noia.
Pollice Verso Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Agostino Malisani ninomali@tin.it (22-09-2006) Avrei dato il massimo se avessi capito il finale, comunque il valore letterario non ne é pregiudicato.
Avoledo scrive in un modo gustosissimo: simpatico, profondo, umano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo (11-09-2006) Vicenda interessante, personaggi molto ben descritti ma il finale lascia troppe possibili interpretazioni. Probabilmente e' una delle tre cose misteriose citate nel titolo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
shine (26-06-2006) Concordo con Sergio Marcon, mi aspettavo un finale più dettagliato come lo è stato in tutto il libro.
Quindi fino all'ultima pagina è un libro molto piacevole, scorrevole e interessante.
L'idea dell'argomento del libro l'ho trovata molto originale...
Originale l'anonimato del protagonista, originale l'idea di affrontare un tema così delicato di un figlio adottivo, originale il continuo andare avanti e indietro nel tempo... insomma... originale :)
Io personalmente ho dato un voto abbastanza alto perchè avendo letto anche gli altri 3 libri.... beh che dire... Tullio è Tullio :D non poteva meritarsi di meno... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (24-03-2006) E' il primo libro che leggo di quest'autore, ho sentito che è molto originale, ma qui a parte l'episodio della "zampa di scimmia", non ho riscontrato niente di particolare, da rivedere Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alessandro alexlatorre69@hotmail.com (31-01-2006) Intimo,
certo non l'"elenco telefonico di atlantide", non il solito Avoledo ma un buon libro ben scritto e ben documentato, su un argomento "difficile" e "attuale", mostra una faccia della medaglia non conosciuta.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mirco mircocittadini@yahoo.it (19-11-2005) una delusione... un Avoledo "serio" regge poco.
scritto bene, con qualche lampo di genialità, ma troppo ordinario, troppo minimalista.
gli ultimi tre giorni normali di un personaggio speciale... non so, sono rimasto perplesso.
mi ha deluso un po' come l'ultimo Baricco. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sergio Marcon (06-11-2005) Interessante la trama e l'ambientazione, si vede che l'autore si è documentato a fondo. Ambizioso il tema, (il male che c'è attorno a noi e vicino o dentro di noi). A differenza delle precedenti opere di Avoledo la tensione narrativa non ha mai grossi cali e la trama è lineare,la sensazione che ho provato leggendolo è però diun continuo imminente decollo che però non arriva mai, insomma il libro promette troppo rispetto a quello che poi mantiene. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
polidor polidor@virgilio.it (02-11-2005) Bello.
Ma normale.
Manca lo scoppiettare narrativo che ci fa amare il "primo" Avoledo.
polidor Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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