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Vassalli Sebastiano - La chimera | In un villaggio padano del Seicento, cancellato dalla storia, si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dalla nebbia del passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici e persino grotteschi, a volte colmi di tristezza.
Recensioni 1 - 20 di 30 recensioni presenti. Media Voto: 3.9 / 5Giulia (11-07-2011) Veramente stupendo..non riesco a trovare nessun difetto..purtroppo io l'ho dovuto leggere per un compito scolastico, quindi mi sono dovuta sorbire l'analisi dettagliatissima di ogni singolo particolare narrativo che, devo ammetterlo, rovina un po' l'emozione che lascia il libro nel finale..
Personalmente non posso che consigliarlo poiché è un di quei libri che riescono ancora ad arricchire chi li legge. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sabina (09-03-2011) Libro pieno e ricco di descrizioni, pittorici affreschi del Seicento. Dal passato emergono vicende e personaggi che intrecciano Antonia, purtroppo vittima di pregiudizi del paese, della storia, del mondo che la circonda Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stef (04-12-2010) - da leggere nelle scuole al posto dei PS; certo sarebbe un peccato che, come ha osservato un lettore, anche questo libro subisca il destino dei libri di programma scolastico....... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (01-12-2010) Un libro meraviglioso, che mi resterà sempre nel cuore ed impossibile da dimenticare.
Vassalli mostra con questo romanzo tutta la sua bravura nel narrare, dando un perfetto e completo affresco storico della vicenda che dà al lettore l'illusione di essere anch'esso un personaggio del libro. Notevolissima anche la capacità di descrivere i pregiudizi e i caratteri della gente del 1600.
Lettura vivamente consigliata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia (19-11-2010) Si parte con la storia romanzata dell'esposta Antonia per poi ritrovarsi di fronte a capitoli che si allontanano dal romanzo e assomigliano più ad un trattato storico per poi tornare di nuovo al romanzo e così via. Niente di male, se non fosse per il fatto che Vassalli per decidere da che parte propendere ci mette quasi metà del libro lasciando spiazzato il lettore. Tra l'altro le parti storiche, ad esclusione delle ultime, sono piuttosto noiose (lo confesso, ho saltato qualche pagina!). Vogliamo poi accennare all'uso barbaro della pungeggiatura? Puntini di sospensione a volontà e punti esclamativi (ma non mancano gli interrogativi) piazzati in mezzo alla frase. Verso la metà del testo fortunatamente, oltre ad un miglioramento nello stile, la storia diventa più interessante. Palese e fastidiosa la critica alla chiesa e tutto il tono anticlericale che aleggia pesantemente e accompagna il lettore fino al finale nel quale, per chi non l'avesse ancora capito, l'autore esplicita tutto il suo ateismo.
Sicuramente è doveroso riconoscere al Vassalli l'accurato lavoro di ricerca storica ed in definitiva si tratta di un libro che si legge, arricchisce, mette in luce le barbarie e l'insensatezza di alcune pratiche della Chiesa come appunto quella dell'Inquisizione. Forse poteva essere realizzato meglio, la storia di per sè merita. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mart@ (30-04-2010) allora... è stato un libro che mi ha fatto leggere in terza media la mia insegnante di italiano (e ricordo sia stata criticata dai genitori della mia classe per il linguaggio del testo , per me accuse insensate) e non l'avevo letto molto volentieri perchè mi era sembrato macchinoso, lento e di difficile lettura in alcune parti. In questo mese però, all'università ho seguito un corso di storia moderna e la mia prof. è ricercatrice di fonti sulle streghe in area veneta...così mi sono riproposta di rileggerlo. Devo dire che, probabilmente a seguito della maggior maturità mi è piaciuto e lo consiglio come romanzo storico di fondamento e ben scritto! Fa respirare un po "aria di Medioevo" e immaginare la vita in quel tempo... a mio avviso molto bigotto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sandro picollo (29-01-2010) Il più bel libro che abbia mai letto e che continuo a leggere periodicamente. Vassalli ricama con grande maestria tutto il male che ancora oggi pervade una società guidata e plagiata dalla chiesa. Un plauso a questo coraggioso e grande scrittore italiano Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (22-12-2009) romanzo storico come si deve. Più storico che romanzo, se vogliamo. All'altezza de "il formaggio e i vermi" di Ginzburg.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (03-06-2009) Un bel libro. Straordinaria la ricostruzione storica per la quale l'autore ha certamente dedicato molto tempo alla ricerca e allo studio delle fonti.
Molto curata anche la caratterizzazione dei personaggi. Se potete, recuperate il DVD Cercando Zardino, con l'intervista a Vassalli sui luoghi e i personaggi del libro.
Perchè 4/5 e non 5/5? Perchè l'estrema perfezione del contenuto e della forma va leggermente a scapito dell'emozione più istintiva. Dettagli, per carità. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
aquila non vedente aquilanonvedente@yahoo.it (22-01-2009) Un capolavoro.
Da fare leggere a scuola (ammesso che poi gli studenti non finiscano per odiarlo per come la scuola spesso presente i libri...) alternato al polpettone manzoniano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandrom halmoro@yahoo.it (07-11-2008) Scoprire questo romanzo e un autore come Vassalli è stata una gioia per me.Leggere le pagine de "La chimera" mi ha fatto ripensare a "Viridiana"in particolare e in generale al cinema di Bunuel.Quel cinema fatto di "ricerca"e che i poco attenti(o dai giudizi spicci e dalle vedute ristrette) hanno etichettato come "anticlericale".Un romanzo nel quale si avvertono tutte le differenze sociali del periodo storico spiccatamente riportate dai diversi registri linguistici dei vari personaggi(dialetto,spagnolo,latino,tedesco)e in un ambiente dove Antonia è ridotto ad un manichino(o agnello sacrificale!!) ,suo malgrado,trasportato dagli eventi.
Non mi spiego quei tre votacci dati al libro riportati qui in basso...!Questioni di gusto..forse!
Comunque..LEGGETELO LEGGETELO LEGGETELO
Per quanto mi riguarda non vedo l ora di leggere "il cigno"! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (14-10-2008) Credo che Vassalli sia uno dei maggiori scrittori italiani del novecento. Il libro "La Chimera" colpisce per la sua struttura e per il racconto ritmato e perché credo che un libro degno di questo nome debba mescolare il comico ed il tragico e qui Vassalli riesce a farlo senza strafare. Vorrei solo aggiungere che la storia di Antonia si svolge tra due "Nulla" esattamente come la vita di ogni essere vivente: il nulla prima della nascita e il nulla dopo la morte. Perciò questo libro non è un romanzo storico. Lo stesso Vassalli in un'intervista ha aggiunto che "qualche volte di un uomo rimane anche la sua storia". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (13-10-2008) Proprio un bel libro. Vassalli riesce qui nella difficile impresa di farci respirare l'aria del tempo che fu, con dovizia di particolari e una precisa ricostruzione storica, senza per questo appesantire il suo narrare. Un libro brillante e appassionante, da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli (09-09-2008) Sebastiano Vassalli è un autore che scrive del passato, grazie a un meticoloso lavoro di ricerca storica, ma che ha lo sguardo sempre rivolto al presente.
Un chiaro esempio è dato da La chimera, libro di notevole valore, forse il suo più riuscito.
E’ una storia ambientata nel ‘600, in un paese, Zardino, che non esiste più (Dalle finestre di questa casa si vede il nulla). Un fatto realmente accaduto, il processo a una presunta strega che si conclude con la sua condanna al rogo, sono solo il pretesto per un esame più approfondito di una società tanto lontana nel tempo da apparire quasi irreale, ma purtroppo vera, una composita umanità schiava dei potenti e della Chiesa, ma prima ancora prigioniera di se stessa, delle sue paure, delle sue insicurezze.
E’ un ritorno al passato per svelare caratteristiche che ritroviamo purtroppo nel presente (dal Congedo: Continuarono tutti a vivere nella gran confusione e nel frastuono di quel loro presente che a noi oggi appare così silenzioso, così morto, e che rispetto al nostro presente fu soltanto un po’ meno attrezzato per produrre rumore, e un po’ più esplicito in spietatezze…Infine, uno dopo l’altro, morirono: il tempo si chiuse su di loro, il nulla li riprese; e questa, sfrondata d’ogni romanzo, ed in gran sintesi, è la storia del mondo).
La vicenda, di per sé non rara e nemmeno eclatante, assume così una veste profetica che proietta sul mondo attuale una visione di un presente desolante, privo di valori, senza speranze, in una visione nichilista, però non tanto da scivolare nel cinismo.
Resta il perché del titolo. Come mai questo richiamo all’essere mostruoso e inesistente della mitologia greca?
Le ultime righe del Congedo sono al riguardo esaustive:
“Colui che conosce il prima e il dopo e le ragioni del tutto e però purtroppo non può dircele per quest’unico motivo, così futile!: che non esiste.”
Ne consiglio vivamente la lettura.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Palomar (02-08-2008) Libro certamente ben costruito dal punto di vista dell'accuratezza, ma scritto e organizzato male: volendo tralasciare l'uso barbaro che Vassalli fa della punteggiatura (ad esempio la sovrabbondanza asfissiante dei tre punti di sospensione che danno la poco felice idea che l'autore non sappia bene come terminare le frasi) al romanzo manca certamente l'energia che invece troviamo nella sua "nemesi" (ovvero i Promessi Sposi) che l'autore si ostina ad avvicinare con stratagemmi piuttosto banali (uno tra tutti il ricorso continuo e opprimente alle grida del tempo). Manzoni, nonostante l'inguaribile pesantezza di certi suoi passi e delle interminabili metafore di cui fa uso - spesso - eccessivo, riesce ad interessare e sorprendere il lettore sino alla fine e a costruire l'empatia con il protagonista (o i protagonisti) che dovrebbe caratterizzare ogni buon romanzo e che invece manca in questo caso. Inoltre, come già fatto notare, la posizione dell'autore nei confronti della Chiesa, se pur comprensibile e forse in parte condivisibile, viene esposta in termini offensivi non solo nei confronti della Chiesa degli uomini, ma nei riguardi di Dio stesso, negandone l'esistenza e schernendo malamente le ipotesi al riguardo. 2/5 soltanto per la ricerca storica molto approfondita (che però lascia in alcuni episodi legittimi dubbi, come per lo spettacolo finale, dopo la morte di Antonia, di giochi pirotecnici, i quali non credo nel '600 fossero così a buon mercato). Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio mgulli@hotmail.com (25-05-2008) a poco a poco ci si affeziona ad Antonia, l'unico personaggio "normale" tra tanti bigotti e malvagi, e al termine, anche se sappiamo fin dall'inizio quale sarà la sua tragica fine, speriamo che si salvi, che intervenga un deus ex machina a salvarla, tanto le vogliamo bene. il segreto della bellezza del romamnzo sta tutto qui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lore (19-05-2008) Un libro noioso dai ritmi lenti e macchinosi.Vi consiglio di non leggerlo, perdereste solo tempo.La vicenda è realistica e racconta una atrocità,dovrebbe essere anche interessante peccato che sia raccontata in modo inadeguato che non coinvolge per niente il lettore.Credo inoltre che sia un libro incentrato su una critica alla chiesa poco costruttiva visto che si tratta di fatti accaduti tempo addietro Voto: 1 / 5 |  |  |  |
eddy (26-01-2008) ottimo romanzo storico. consigliato a tutti. ho apprezzato molto come vassalli abbia inquadrato i vari personaggi, dando ad essi la meritata collocazione storica.
di mangiapane a tradimento il mondo continua ad essere pieno, come di popolani vili e ignoranti....
purtroppo anche ora, come in ogni epoca, si celebrano infamie ignobili di cui tardiamo a vergognarci e non osiamo ribellarci, io per primo.
amara ma questa è la verità! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio oliveri (27-08-2007) Non avendo ancora letto alcunché di Vassalli, ho acquistato questo libro stimolato dai giudizi, tanto lusinghieri quanto autorevoli, riportati in IV di copertina.
E come non sempre accade, fortunatamente mi sono trovato, già dalle prime pagine e più ancora alla fine della lettura, a condividerli appieno.
E’ un libro straordinario, per contenuti e per cifra stilistica; un’autentica boccata d’aria fresca nel panorama avvizzito e cialtrone di tanta letteratura (?) contemporanea, italiana e non, che tra echi di Calvino e Saramago suggerisce motivi di riflessione su temi (il potere e la massa) di allora e di sempre.
All’autore vorrei dire bravo e, soprattutto, grazie.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vale (13-07-2007) Una bella storia, ma affatto piacevoli certe righe nelle quali l'autore mostra chiaramente le sue opinioni-critiche-accuse, non solo riguardo la Chiesa del Seicento, ma anche, forse indirettamente, ma certamente volontariamente, riguardo la Chiesa di oggi. Un libro scritto per dire in conclusione al lettore che Dio è una chimera, cioè nulla. Queste parti anticlericali e atee del romanzo (e quindi anche il finale) potrebbero non essere gradite. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 30
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